08Mag
2017

Una moderna principessa innamorata

Fiaba di: Alessandra Santilli Pedagogista

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La fiaba

Ai giorni nostri, in un Regno immerso nelle alte montagne del Nord, circondato da un grandissimo lago, viveva una Principessa di nome Sofia, una ragazza molto simpatica, sempre pronta al sorriso, con un aspetto altrettanto spiritoso per via dei suoi lunghi capelli rossi ricci e delle lentiggini sulle guance, ma i suoi occhi verdi e profondi mostravano una fierezza ed una determinazione non da poco nel seguire alla lettera le rigide regole dell’educazione di corte.

Sofia non aveva più la mamma ma il suo papà, il Re Karl, l’aveva cresciuta con amore senza farle mai mancare il suo sostegno e la sua protezione, dedicandole tutto il suo tempo ed insegnandole a portare la barca reale, grande passione di Sofia, fino a che decise, vedendola esperta, di regalargliene una tutta sua.

A diciotto anni, come si conviene nel mondo dei Re e dei Principi, anche se in una epoca moderna, arrivò il momento di sposare il Principe che le era stato designato alla nascita, un ragazzo buono e di bell’aspetto, che le voleva bene, ma che era molto preso dal suo ruolo di futuro Re e questo lo portava ad essere spesso lontano per via dei suoi impegni ufficiali e, anche quando era presente, non le dedicava mai tempo come avrebbero dovuto fare due fidanzati innamorati.

Sofia soffriva per questo comportamento sempre distaccato ma sapeva che avrebbe dovuto tenere fede al suo ruolo e decise di sposarlo comunque.

Alcuni giorni prima del matrimonio, però, decise di fare una piccola pazzia e, senza dire niente a nessuno, andò in paese a fare spese. Purtroppo per lei, però, la notizia del suo matrimonio era su tutti i giornali e non passò molto tempo prima di essere riconosciuta ritrovandosi, ben presto, con una folla che la inseguiva e che, per fermarla, le aveva anche strappato il vestito.

Per fuggire inforcò una bicicletta parcheggiata davanti ad un negozio ma, in quel momento, arrivò di corsa il proprietario, un bel ragazzo di nome Hendrik, che, vedendo la situazione decise, comunque, di aiutarla a scappare: tra le scuse imbarazzate di Sofia la caricò di peso sulla sua bicicletta e di corsa la portò a casa sua dove viveva con la sorella Suzanne.

La ragazza, al contrario del fratello, la riconobbe subito e fu orgogliosa che indossasse un suo vestito. Sofia, che aveva la stessa età di Suzanne la pregò di non trattarla da principessa e, quindi, la ragazza la invitò a cenare con loro. Iniziarono a cucinare insieme, ad apparecchiare ridendo tanto per la goffaggine della principessa ai fornelli e alle prese con le cose pratiche di tutti i giorni che non conosceva affatto. Sofia si rese conto di non essersi mai divertita così tanto con i suoi amici che non si lasciavano mai andare neanche nel tempo libero, sempre così rigidi!

Dopo cena Hendrik la riaccompagnò a casa con la sua bicicletta anche perché l’indomani Sofia aveva un impegno ufficiale a cui presenziare e non aveva ripassato il discorso né aveva scelto l’abito adatto. Si trattava dell’inaugurazione del Parco d’Estate, un grande parco che il Re Karl aveva fatto creare per i bambini del regno e che, per via del clima freddo, si apriva solo ogni inizio estate.

Mentre camminava verso il palco d’onore, davanti a tutti, scivolò sul prato bagnato dagli irrigatori automatici e finì per terra rialzandosi tutta sporca e zuppa d’acqua. A quel punto arrivò di corsa l’organizzatore dell’evento che non si trattava altri che di Hendrik. Dopo un primo momento di imbarazzo scoppiarono entrambi a ridere perché, per farsi perdonare, anche lui decise di rotolarsi per terra per essere come lei e si rialzò anche in condizioni peggiori delle sue.

A parte questo inconveniente il lavoro di Hendrik fu molto apprezzato dal Re Karl che decise di assumerlo per organizzare il matrimonio della figlia. Il tempo passato insieme, però, fece in modo che lui si innamorasse di Sofia ma, sapendo che stava per sposarsi, decise di tenere i suoi sentimenti per sé. In realtà anche Sofia sentiva di provare dei forti sentimenti per Hendrik ma era decisa a tenere fede al suo impegno istituzionale come il suo ruolo le imponeva.

Nel frattempo Suzanne aveva organizzato un falò sul lago per il suo compleanno invitando anche Sofia. Purtroppo si era fatto molto tardi per via dei preparativi del matrimonio e così Sofia decise di raggiungere, insieme ad Hendrik, l’altra sponda del lago con la sua barca perché avrebbero fatto prima della bicicletta.

Anche se moderna una Principessa è sempre una Principessa e Sofia non si era certo preoccupata di controllare che ci fosse benzina sufficiente nel serbatoio! Dovettero, così, remare fino alla più vicina sponda di un piccolo isolotto. Ormai, poi, era molto tardi e furono costretti a fermarsi là per la notte senza cibo e senza riparo anche perché non c’era campo ed i cellulari non funzionavano.

Vedendo, però, come Hendrik si prendesse cura di lei per assicurarle il calore necessario e del cibo di fortuna, capì che non poteva più nascondere il suo amore per lui e così anche Hendrik, felice, confessò il suo per lei.

La mattina dopo furono trovati dal fedele servitore che, preoccupato per la sua assenza e, soprattutto, per quella della barca, era andato a cercarla. Arrivati al castello Sofia, subito, spiegò i suoi sentimenti al Re che l’abbracciò forte e le rispose che avrebbe potuto sposare chi amasse davvero e che nessun protocollo di corte era più importante di lei. Inoltre si dispiacque per non aver mai parlato con lei dell’argomento ed averle fatto pensare, quindi, che lui non la volesse felice ed amata davvero. A volte, purtroppo, non parlare chiaramente con le persone può far nascere degli equivoci.

Sofia parlò subito con il suo promesso sposo aprendogli il suo cuore e lui, seppur con dispiacere, poiché le voleva bene, decise di lasciarla libera in quanto non avrebbe mai potuto amarla come lei avrebbe voluto, essendo troppo impegnato a mantenere il suo ruolo di futuro Re al quale non avrebbe mai rinunciato per nessuna principessa al mondo!

Fu così, quindi, che, anche in questa favola moderna, vissero tutti felici e contenti.

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