Mamma Imperfetta

Fiaba pubblicata da: Fagiolino22

C’era una volta una donna che diventò mamma in un momento in cui non sperava più di esserlo, il bimbo che diede alla luce era quanto di più desiderato al mondo e la mamma era felice quanto impaurita di cominciare questa nuova avventura con il suo piccolino.

In tempi non sospetti, aveva sempre immaginato che il mestiere della mamma fosse duro e impegnativo ma nello stesso tempo pensava che grazie all’Amore sarebbe diventato molto più semplice.

Tornata a casa con il suo piccolino, cominciò ad improvvisarsi mamma facendosi guidare dall’istinto e sperimentando questa cosa per lei del tutto nuova.

Tutto però apparse molto più complicato del previsto, la mamma si sentiva inadeguata e incapace di prendersi la responsabilità di una vita così piccola rispetto alla grandezza del mondo.

Ce la metteva tutta ma la solitudine rendeva il tutto più complicato,il padre del bimbo era un uomo straordinario ma spesso era assente a causa del suo lavoro  e cosi tutto era sulle sue spalle…le nottate, l’educazione, il pediatra, i vaccini, il nido e tutto quello che quotidianamente costituiva la crescita del suo bimbo.

Quando il bimbo era un lattante si ripeteva che sarebbe andato meglio con la crescita, ma più il bimbo cresceva e più diventava complicato e lei era tanto stanca…

All’età di quasi 3 anni malgrado ciò ,la mamma e il suo bimbo avevano fatto dei bei progressi, erano riusciti a togliere il pannolino a mangiare da soli, a parlare molto bene,ma il bimbo era esuberante e la mamma non si sentiva all’altezza … cercava di stabilire un dialogo con lui e di fargli capire le cose attraverso le spiegazioni,cercando di mettersi sempre a pari livello, per quanto potesse essere possibile.

Lui era fondamentalmente un bimbo molto buono e molto intelligente, capiva e ripeteva sempre tutto ma era pur sempre un piccolo cucciolo e come tale, spesso il suo lavoro era quello di fare capricci e pretendere cose assurde…

In questi momenti non era molto semplice interagire a volte la mamma era talmente stremata che cedeva assecondandolo fino al capriccio successivo … inutile raccontare come si sentiva in colpa subito dopo  perché sapeva di utilizzare un metodo non giusto, ma non riusciva a fare altrimenti, a volte sembrava proprio che il bimbo fosse il più forte tra i due…

Una sera, dopo aver messo il bimbo a letto, la mamma si concesse un po’ di riposo sul divano ma improvvisamente e senza un vero motivo cominciò a piangere disperatamente senza riuscire a fermarsi…più piangeva e più le veniva da piangere, si sentiva una fallita come madre e tanto tanto stanca, avrebbe volentieri fatto un viaggio per dimenticarsi di tutto e tutto, aveva bisogno di ricaricarsi e non sapeva come fare….mentre le sue lacrime continuavano a scendere, si palesò una luce in fondo alla stanza che mano a mano si faceva più vivida, la mamma si girò e guardò quella luce senza capirne la provenienza, si guardò intorno ma non capiva…la luce si avvicinò ad un palmo dal suo naso e divenne ancora più intensa formando una sagoma che somigliava ad una farfalla..

“ciao mamma”disse la farfalla, la mamma sgranò gli occhi, poi se li strofinò per vedere se quello che stava accadendo fosse reale, la farfalla si sedette sul divano diventando visibile e meravigliosa… aveva delle grandi ali colorate di turchese e bianco latte con porpora fluorescente argento …la mamma tentò di parlare e disse “ma ma tu chi sei?come mai sei qui?”la farfalla sorrise e rispose “io sono Bianca, la fata delle mamme…piangevi talmente forte che mi hai svegliata, sono dovuta venire a vedere cosa succedeva…

”la mamma la guardò con stupore e disse “mi spiace averti disturbato, non volevo, ero disperata e ho cominciato a piangere senza rendermene conto…”….

“tranquilla cara”disse la farfalla “non c’è nulla di più liberatorio di un pianto, soprattutto quando è una mamma a farlo,ma cosa ti succede?”

La mamma la guardò ancora un po’ perplessa, le sembrava davvero assurdo stare seduta sul divano con al suo fianco una farfalla che parlava, ma vicino a lei si sentiva comunque serena e quindi si rilassò senza porsi domande e rispose “sono solo stanca, mi sento una cattiva mamma e non riesco a capire come fare a diventare brava, è tutto così faticoso anche se meraviglioso…non tornerei mai indietro, il mio bambino è un dono ma ci sono dei momenti in cui sogno la mia libertà, sono sbagliata vero?”

“mia cara”disse la farfalla “essere mamma è il mestiere più difficile del mondo, nessuno ti insegna come farlo e ci vuole tanta pazienza e tanto Amore, ma ricorda, non esistono cattive mamme, esistono solo delle donne che con parsimonia si rimboccano le maniche e improvvisano …tu stai facendo il tuo lavoro nel modo più giusto per te, non devi sentirti in colpa se a volte cedi alla disperazione, è normale…il cammino è ancora lungo e per ogni anno che il tuo bimbo compirà ci sarà un impegno diverso e una fatica in più, ma sarai sempre ripagata da quelle manine che ti accarezzano nella notte e che un domani, grazie a te, diventeranno mani di un adulto che ti toccheranno con la stessa intensità…scrolla dalle tue spalle la tristezza e guardalo,  ogni stanchezza passerà miracolosamente per riapparire, non ti nascondo, in un altro momento, dopo un altro capriccio ma lui sarà il tuo cuore e la tua anima sempre…”

La mamma a quel punto si alzò dal divano e andò in camera da letto, si avvicinò al lettino del suo bimbo e lo guardò, poi si abbassò su di lui e gli fece una carezza piena d’Amore sorridendo a quell’angioletto che stava crescendo, stava formando il carattere e stava attraversando il mondo anche grazie a lei che lo avrebbe continuato a prendere per mano per tutto il cammino della sua vita….”dormi piccolo mio”gli sussurrò all’orecchio “la tua mamma è sempre qui con te, ti insegnerò forse nella maniera sbagliata a far parte del mondo, ti coccolerò ogni volta che piangerai e ti tenderò la mia mano ogni volta che cadrai, soffiando sulle tue ferite e dandoti la forza di ricominciare sempre, più forte che mai…”

La mamma si sentì improvvisamente molto sollevata, il suo cuore ora era libero da ogni angoscia, sapeva che malgrado le difficoltà avrebbe fatto il suo percorso con tutto l’Amore che aveva…tornò quindi dalla farfalla per ringraziarla, ma quando arrivò nell’altra stanza, lei non c’era più, erano rimaste solo delle piume bianche sul divano messe a forma di cuore e molto luminose….”non so se ho sognato oppure no”disse la mamma a voce alta accarezzando le piume”ma grazie, chiunque tu sia…”



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