04Set
2015

Lampo Tuonante e la tribù degli starnuti

Fiaba di: Pino Cuomo

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La fiaba

Tanto tempo fa, nella tribù dei pellerossa Uroni, era abitudine dei vecchi guerrieri, raccontare favole ai piccoli indiani.

Non c’era la televisione e tanto meno la corrente, quindi oltre a giocare spensierati nella natura, i piccoli, amavano ascoltare le favole, ma una in particolare accendeva sempre la loro curiosità. La favola del piccolo Penna d’oca.

Cervo Vecchio, iniziò a parlare. Il saggio e bravo Capo Albero Curvo, doveva a malincuore di tutta la tribù lasciare il comando al figlio, perché oramai era vecchio e stanco. Sì, proprio così, con tristezza, perché la tribù non voleva questo. Lampo Tuonante, solo il nome incuteva paura e veramente paura faceva. Una montagna di muscoli, uno sguardo tenebroso, con due occhi di fuoco.

I giorni trascorrevano tristi e piano piano l’intera tribù fu ridotta a essere schiava del dominio del potente capo.

Lampo di Tuono, attorniato dai suoi seguaci e cattivi guerrieri, amava trascorrere le giornate a dichiarare guerra alle tribù vicino, facendole sottomettere alla sua tirannia.

Tutti si inchinavano al suo passaggio e giuravano fedeltà al potente e cattivo Capo.

Con il passare del tempo, anche la bella prateria aveva perso tutta la sua bellezza era tutto brutto e distrutto, sembrava che la natura avesse voluto per dispetto togliere i suoi colori.

La sovranità di Lampo Tuonante era ormai estesa su tutti i territori, ma, un giorno, da lontano, una sentinella vide un piccolo puntino che si avvicinava.

Subito i guerrieri, catturarono con forza il…….. ma, che cos’è? Dicevano…. Ma, non capisco! Boh!!! E lo scaraventarono con forza davanti al grande capo Lampo Tuonante, che fissava quella cosa… dicendo: Ma che cos’e? vedo solo una coperta…. Mi volete prendere in giro!!!! Urlò il grande capo. NOOO!!! Risposero in coro, tremanti i guerrieri. Ed ecco che dalla coperta uscì fuori come per magia un piccolo indiano con un sacchetto in una mano e nell’altra una ranocchietta, in testa aveva una penna d’oca.

Chi sei? Che vuoi? Ad alta voce urlò il Grande capo.

Mi chiamo penna d’oca! Sono il capo delle ranocchiette del fiume e sono venuto per diventare il tuo capo. Per pochi istanti, ci fu un silenzio nel silenzio che avvolse tutti i presenti, si fermò tutto, anche il vento, che ogni tanto fischiava, si fermò curioso della scena….

Restarono tutti con gli occhi sbarrati e immobili….. quando una fragorosa risata collettiva si impadronì di tutti i guerrieri, compreso Lampo Tuonante che dalla forte risata piangeva pure, indicando il piccolo indiano, che lo fissava divertito.

Quando a poco a poco le risate incominciarono a finire il grande capo parlò:

Mi sono così divertito così tanto, che non ti faccio imprigionare, ma ti terrò come mio schiavo.

PORTATELO VIA!!! Un momento! Rispose il piccolo indiano, Prima di andare, posso darti questa piccola penna d’oca? E’ intrisa di un odore che se lo annusi sentirai un profumo mai sentito in vita tua. Va bene! Lampo Tuonante gradì così tanto quel profumo che tutti i guerrieri vollero odorare quella piccola penna. Erano tutti contenti e felici e si passavano la penna con cortesia tra di loro anche Lampo Tuonante sembrava più buono, ma all’improvviso….

ETCIU’ EETCIU’!!! Quanti sternuti erano così forti, che i guerrieri cadevano a terra e appena si rialzavano, ricadevano di nuovo.

CHE! CHE! CHE! MI! MI! MI! ETCIU’! ETCIU’! MI HAI FATTO? ETCIU’! GRIDO’, Lampo Tuonante, Non riesco più’ a parlare?…… Ti ho fatto una magia e si toglierà solo se andrai via per sempre con i tuoi guerrieri, altrimenti resterai a starnutire a vita e diventerai il capo della tribù degli starnuti…. Scegli!!! Lampo Tuonante accettò e a malincuore, lasciò per sempre la tribù per un nuovo territorio molto, molto, lontano.

Penna d’Oca, fu nominato con grande gioia, nuovo Capo e da allora il sorriso e la felicità ritornò di nuovo nella tribù del valoroso popolo degli Uroni e delle terre vicine.

Ah! Dimenticavo un ultima cosa… Lampo Tuonante, cambiò nome in…. Starnuto Tuonante, perchè, lo starnuto, non lo lasciò più…ETCIU’!!!

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