10Giu
2015

La vetrata sul mare

Fiaba di: MARA MENINO

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La fiaba

C’era una volta una bella bambina di nome Annabel che abitava in un paesino affacciato sul mare.

Ogni giorno uscendo da scuola, Annabel andava a casa a posare lo zaino, la mamma le metteva una bella sciarpa colorata attorno al collo e lei correva a giocare sulla spiaggia insieme agli altri bambini.

Annabel era innamorata del mare, le piaceva annusare l’aria che odorava di salsedine, giocare con le onde quando ancora il clima non lo permetteva, ma lei si toglieva le scarpine e le calze ed intingeva timidamente le punte dei piedi nell’acqua ancora gelida.

Le piaceva inseguire i gabbiani, andare in bicicletta sulla strada che costeggiava il mare e naturalmente, sentire il sole caldo sulla pelle quando d’estate tutto era sbocciato ed il paese si riempiva di colori e di gente nuova.

Annabel era sempre in cerca di avventure; una volta, insieme alla sua migliore amica Diana, aveva trovato un piccolo di gabbiano ferito alla zampa, ed insieme avevano fatto di tutto per farlo guarire e per fortuna ci erano riuscite.

Successe così che, un pomeriggio di inizio inverno, Annabel si imbattè in qualcosa che catturò completamente la sua attenzione.

Si era appena fermata sul lungomare per osservare delle nuvole in cielo che sembravano formare strani animali, quando posò il suo sguardo su una casa in alto, alle sue spalle.

Era una casa a due piani non molto grande, ma non era quello che interessava ad Annabel, piuttosto, era rimasta colpita da quella vetrata bellissima che si estendeva per tutto il piano superiore e che si affacciava direttamente sul mare.

“Che bella, chissà cosa si vede da lì in alto!” pensò tra sè ” Se potessi entrare potrei forse vedere dove finisce l’orizzonte e magari anche le Sirene che mi salutano!”. Annabel era completamente assorta nei suoi sogni ed aveva posato la bicicletta per andare ad osservare la casa da vicino.

vetrata-mare-2

Era da poco passato il Natale e all’interno,davanti la vetrata, Annabel poteva scorgere un bellissimo albero addobbato. Le luci erano spente e la bambina pensò che, forse, i padroni di casa erano ripartiti dopo aver trascorso lì le loro vacanze.

Passarono i giorni e Annabel continuò imperterrita ad andare ad osservare la casa fantasticando su cosa potesse esserci dietro quei vetri e su chi ci abitasse.

Un bel pomeriggio di sole, finalmente, la bambina trovò una delle finestre aperte con le tende che svolazzavano all’aria.

Al culmine della gioia, si fece coraggio e salì la piccola scala in cemento per andare a bussare alla porta.
Dopo qualche istante venne ad aprire un’adorabile vecchietta dal passo affaticato e con un grazioso scialle in lana azzurra sulle spalle.

“Buongiorno ” le disse l’anziana signora con un bel sorriso ” In cosa posso esserti utile?”. Annabel sul momento non seppe cosa dire poi, prendendo coraggio, sussurrò ” Mi scusi, mi piace tanto la sua casa e la sua bella vetrata, potrei entrare solo un istante a dare un’occhiata al panorama? “. La vecchina rimase stupita da quella richiesta, ma nello stesso tempo ne fu felice, perchè erano tanti anni che non parlava con qualcuno e mai nessuno era entrato nella sua dimora.

“Prego cara, entra pure ” rispose gentile scostandosi dalla porta e subito Annabel si ritrovò in quella meravigliosa sala che tanto aveva cercato di immaginare in quei giorni.

Ne restò meravigliata, tutto richiamava il mare e anche l’albero di Natale che aveva scorto dalla strada, era addobbato con bellissime conchiglie e coralli di tutti i colori.

La vecchina le si avvicinò dicendo ” Come vedi mi piace il mare, questo è il mio mondo ” e detto quello indicò la vetrata che si affacciava su un panorama fantastico fatto di onde e d’azzurro limpido.

Annabel rimase senza parole, era proprio come se l’era immaginato, lo spettacolo era bellissimo soprattutto in una giornata di sole come quella.

“Dimmi cara, come mai eri tanto incuriosita dalla mia casa?” le chiese l’anziana signora.

“Il mare piace anche a me, si possono fare tanti incontri e tante scoperte. Vorrei stare vicino alla spiaggia sempre, anche la notte, per vedere le stelle che si riflettono sull’acqua o le Sirene che cantano alla luna. La sua casa mi è sembrata davvero perfetta! “.

Udendo quelle parole alla vecchina brillarono gli occhi e disse

“Sai, conosco bene la vita sul mare, conosco bene anche la vita sotto al mare e ho tante storie da raccontarti. Se vuoi puoi passare da me quando vuoi a farmi compagnia e te ne narrerò qualcuna”.

Annabel fu davvero felice di quella proposta e fu così che, nei giorni a seguire, andò a casa della vecchietta e, accomodandosi su un bel cuscino blu davanti alla vetrata, ascoltò i suoi magici racconti. Annabel era rapita da tutte quelle storie del mare e si era molto affezionata alla vecchina tanto che non vedeva l’ora di tornare da lei.

Un giorno la sua anziana amica le raccontò che, molto tempo prima, proprio nella baia di fronte a loro, viveva un branco di delfini molto affiatati.

Erano tre fratelli ed il più piccolo, una femmina, era speciale in quanto riusciva ad interpretare i linguaggi di tutti gli animali marini. Per questo, conosceva in anticipo i pericoli e riusciva a mettere sempre in salvo il branco, inoltre, conosceva i segreti di tutti e aveva molti amici, non solo tra i delfini.

Un giorno però, uno stregone malvagio che viveva negli abissi ed aveva paura che la delfina potesse scoprire le sue magie, decise di strapparla al mare e di costringerla a vivere nel mondo dove nessuno l’avrebbe capita e dove lei stessa non sarebbe riuscita a comprendere gli altri. La trasformò in un essere umano.

La delfina si disperò e pianse tanto, perchè le mancavano i suoi fratelli e la sua vita sotto al mare.

Ben presto però si accorse che il suo potere funzionava anche tra gli umani, perchè incominciò a farsi capire e a comprendere cosa le dicevano le altre persone. Si adattò piano, piano alla sua nuova vita, ma aveva sempre una profonda tristezza nel cuore.

“Forse allora i delfini che spesso vedo all’orizzonte al tramonto sono i fratelli della delfina! ” esclamò Annabel.

La vecchina non rispose, si era avvicinata ai vetri e guardava il mare con le lacrime agli occhi.

In quel momento Annabel capì. Si guardò attorno e rivide le conchiglie, i coralli, i disegni del mare e comprendendo chi era l’anziana signora, si alzò di scatto per andare ad abbracciarla.

“Sei tu, sei tu la delfina! Mi dispiace tanto!” le sussurrò mentre si stringeva a lei.

La vecchina rimase stupita, non riusciva a credere che la bambina avesse capito così in fretta e la abbracciò a sua volta stringendola forte a se.

Annabel allora si alzò sulle punte dei piedi e le diede un bacio affettuoso sulla guancia.

Fu così che accadde qualcosa di speciale, la stanza fu invasa da una luce accecante e Annabel fu costretta a ripararsi gli occhi.

Quando finalmente li riaprì, tutto era cambiato. Si ritrovò sola, sulla spiaggia e ne rimase confusa. All’improvviso sentì dei suoni provenire dall’acqua e guardando attentamente, vide tre delfini avvicinarsi a lei. Uno di loro, il più piccolo, aveva sulla pinna dorsale uno scialle di lana azzurra.

“Grazie dolce Annabel, mi hai liberato dall’incantesimo e mi hai restituito la libertà ” le disse la delfina avvicinandosi alla riva.

“Ma come è possibile!” esclamò Annabel incredula.

“Mi hai voluto bene” le disse la delfina.

“Lo stregone non credeva che questo fosse possibile, gli umani vivono spesso indifferenti gli uni agli altri, credeva che sarei stata sola per sempre e invece tu mi hai cercata e hai saputo ascoltarmi davvero, capendo subito che cos’era successo. Il tuo abbraccio e bacio hanno rotto la magia e te ne sarò grata per sempre” così dicendo la delfina si unì ai suoi fratelli ed insieme si allontanarono saltando felici.

Le due amiche però non si separarono mai e, ancora oggi, Annabel si siede sugli scogli ad ascoltare gli incredibili racconti della delfina, riscaldandosi con un morbido scialle di lana azzurra.

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