15Apr
2016

La ricerca della acca perduta

Fiaba di: Rita Bimbatti

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La fiaba

In un piccolo paese vicino al bosco, vivevano quattro fratelli di nome: Ho, Hai, Ha e Hanno.

Appartenevano alla ricca famiglia dei verbi Avere. Infatti il padre possedeva svariati terreni e giacimenti in molte parti del mondo.

I quattro fratelli erano parecchio vanitosi e spesso, a scuola con i compagni, si davano arie poiché pensavano di essere più importanti degli altri.

Erano talmente abituati a vivere nel benessere, che non davano peso a chi aveva meno oltre non apprezzare le lettere, che insieme, li aiutavano a distinguersi dal gruppo.

Un brutto giorno capitò che, la prima lettera che appariva davanti ogni loro nome, la acca, si stancasse di venire considerata una nullità e nessuno si accorgesse di lei perché aveva un suono muto.

Il mattino seguente, i quattro fratelli si svegliarono di colpo, tutti sudati: erano rimasti orfani di quella poco considerata acca. Ora non figuravano più come Ho, Hai, Ha e Hanno, ma erano diventati O, Ai, A e Anno…una bella differenza!

Il padre, il ricco signor Avere, preoccupato aprì una riunione nella piazza principale, invitando tutti i verbi a partecipare.

“Signori miei, dobbiamo andare alla ricerca di questa acca scomparsa e trovarla assolutamente!” gridò il signor Avere.

I verbi presenti all’inizio si mostrarono abbastanza indifferenti.

“Cosa può interessare a noi?” disse il signor Fare.

“Già…perché tanta confusione per una lettera muta?” esclamò il signor Mangiare.

“Lasciamola andare dove vuole!” sentenziò il signor Sentire.

“Signori verbi, senza questa benedetta acca, anche voi non avrete più un senso! Quando capiterà di unirci, cosa si dirà? O mangiato? Ai fatto? Anno sentito?” ribadì il signor Avere.

A quelle parole, i verbi si guardarono tra loro perplessi.

“Il signor Avere ha ragione, non avremo più il nostro giusto significato se ci mancherà la acca! Setacciamo tutta la zona, dobbiamo trovarla! Non può essere andata distante in una sola notte!” disse convinto il signor Conoscere.

Tutti nel piccolo paese si misero alla ricerca della letterina, finché i verbi Contare e Lavare la trovarono seduta sotto un grande albero all’interno del bosco, che piangeva e si lamentava:

“Io non valgo nulla, nessuno mi tiene in considerazione! Tanto vale che me ne vada!”.

“Cara lettera acca, finalmente ti abbiamo trovata! Da adesso non sarai più sola, resterai con noi per sempre. Tutti ti vogliamo bene e abbiamo capito l’importanza del tuo prezioso aiuto” dissero i due verbi.

Papà Avere, per l’occasione, organizzò una grande festa, felice di aver ritrovato la vera essenza dei suoi figlioli.

Da quel giorno, i quattro fratelli ritornati Ho, Hai, Ha e Hanno, non si vantarono più.

E tutti vissero contenti insieme alla acca.

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