31Ago
2018

La casa sull’albero

Fiaba di: Giuseppe Ciccone

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La fiaba

A Lapo e al suo arcobaleno

C’era una volta un bimbo di nome Saporino, che viveva con la sua famiglia in un posto  Azzurro&Blu.

Veniva chiamato cosi perché dalle sue labbra si sentiva il sapore del mare.

Egli era nato in piena estate, precisamente tre notti dopo la nascita di San Giacomo.

All’avvicinarsi del suo quarto compleanno, espresse il desiderio di ricevere un bellissimo regalo: una casa sull’albero.

Il suo papà, bravo e paziente falegname, in un batter d’occhio la costruì. Era di colore giallo come il sole con il tetto rosso come il colore delle fragole.

Saporino era così contento che continuava a cantare a voce alta.

Iniziò subito a portare i suoi balocchi nella casa sull’albero per nasconderli dagli altri bambini.

Ai piedi dell’albero viveva il ranocchio Gino che, osservando Saporino mentre nascondeva i suoi giochi,  rimase molto perplesso e gli chiese “Saporino,  come mai un bimbo dolce come te  vuole nascondere i suoi giocattoli?”

Saporino, incredulo a sentire la voce del ranocchio, di tutta risposta disse “li nascondo perché sono solo i miei!”

Il ranocchio annuì e lascio Saporino al suo da fare.

La stessa notte  Gino riunì i suoi amici animali.

C’erano tutti: il gatto Mimì, il topo  Pasqualino e la lucertola  Vincenzina.

A ciascuno di loro chiese consiglio su come far capire a Saporino cosa fosse lo spirito di condivisione.

Al gatto Mimì venne l’idea di salire sull’albero, prendere i giochi  e  portarli sulla spiaggia di Mareblu. Il topo Pasqualino, con i suoi denti aguzzi, propose di portarli al mercato rionale  e scambiarli con tanti chili di formaggio.

La lucertola Vincenzina, sensibile e molto generosa, propose di consegnarli all’ospedale pediatrico Arcobaleno.

Dopo intensi momenti di riflessione e di opinioni contrastanti, la proposta di Vincenzina venne da tutti accettata.

Lavorarono incessantemente tutta la notte ma i giochi erano proprio tanti e così, per fare in fretta, chiamarono in aiuto l’asinello Cesarino.

Dopo altre tre ore di duro lavoro riuscirono a consegnare quasi tutti i giochi di Saporino all’ingresso dell’ospedale.

Al sorger del sole nella casa sull’albero era rimasto qualche giocattolo, un fumetto di topolino e una lettera scritta dalla lucertola Vincenzina.

La mattina dopo Saporino, appena sveglio, salì nella casa sull’albero ma non trovo niente, cosi diventò molto triste. Era davvero disperato per la scomparsa dei suoi giocattoli e pianse tutto il giorno. Nessuno riusciva a consolarlo.

All’imbrunire però decise di chiedere aiuto al ranocchio Gino che stava riposando beato nella sua pozzanghera ad Azzurro&Blu.

“Gino, Gino, Gino… sono scomparsi tutti i miei giocattoli … ti prego, aiutami!!!” esclamò Saporino. Gino sobbalzò dalla sua pozzanghera e rispose: “Saporino sei cosi sicuro che sono proprio scomparsi? Cerca bene nella tua casa sull’albero e magari troverai un indizio… forse i tuoi giochi si sono presi una vacanza… saranno andati a trovare altri bambini meno fortunati di te…”

Alle parole di Gino, Saporino si mise a cercare.

Guardò in ogni spazio della casa: sotto il tappeto, vicino alla finestra, dappertutto.

Stava per perdere ogni speranza ma ad un tratto trovò una lettera appesa su un rametto della sua casa sull’albero.

Saporino la portò subito al ranocchio Gino che lesse quello che c’era scritto e disse: “Saporino caro, per rivedere i tuoi balocchi  sei invitato a presentarti domenica, dopo la messa delle 10, all’ospedale pediatrico Arcobaleno”.

Saporino tutto contento si tranquillizzò e inizio a pensare alle parole del ranocchio Gino.

Arrivò domenica e Saporino, accompagnato dai suoi amati genitori, giunse davanti all’ospedale. All’ingresso c’erano i suoi amici animali che lo aspettavano: il gatto Mimì, il topo Pasqualino, la lucertola Vincenzina e il ranocchio Gino; mancava solo Cesarino, stanco dalle fatiche della notte precedente.

Appena entrato, vide che nell’angolo a destra c’erano i suoi giocattoli. Saporino li riconobbe subito ed iniziò a fare tanti saltelli di gioia, mentre i suoi amici animali rimasero fermi ad osservarlo.

Finito di saltellare, Saporino vide in lontananza il suo amichetto Lapo che era stato portato di notte lì in ospedale perché aveva mangiato tantissime caramelle e stava male.

Saporino era tanto contento di riabbracciare Lapo e così corse subito a salutarlo. Attraversò un corridoio lungo per andargli incontro ma ad un certo punto lo perse di vista e voltandosi intravide tanti altri bambini. Erano tutti tristi e sofferenti. Saporino si fermò e rimase immobile a guardarli. Era molto dispiaciuto e voleva fare qualcosa per loro.

Pensò e ripensò a cosa fare…

All’improvviso ricordò le parole del ranocchio Gino e, da bambino sapiente e sensibile, decise di lasciare i suoi giocattoli in vacanza.

Corse così da suoi genitori e chiese loro di regalarli a quei bambini.

Insieme li portarono in una stanza tutta colorata e per Saporino fu una grande gioia condividere i suoi balocchi.

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