11Dic
2015

La bambina vanitosa

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

Primo giorno di scuola elementare. Nuovo edificio scolastico, nuove maestre e nuovi compagni. Beh, non del tutto nuovi . Alcuni compagni dell’asilo, avevano avuto la fortuna di  ritrovarsi nella stessa scuola e nella stessa classe. Per essere stato il primo giorno, tutto era filato liscio come l’olio. Avevano imparato cose nuove come le lettere dell’alfabeto, i calcoli matematici, le tabelline, qualche parolina di inglese e tanto altro. Non male per dei bambini, che avevano appena iniziato il percorso primario. A fine lezione, le maestre, avevano disposto i bambini in fila per due e in ordine di altezza. Naturalmente, Maria, non poteva che trovarsi in prima fila, con una compagna alta quanto lei. Sarebbe rientrata a casa con il sorriso sulle labbra, se un’altra compagna dispettosa, della seconda fila, non avesse cominciato ad insultarla.

“Accidenti, che brutti capelli!”

Maria si voltò e vide di fronte a lei, una bambina con una lunga coda di cavallo, bionda e con occhi castani tendenti al nero. Pur non conoscendosi, poiché prima di allora non si erano mai viste prima, lei la stava schernendo insieme alle sue amichette.

“Dico proprio a te. Ti chiami Maria, no? Beh, sai una cosa? Sei bruttissima! Potresti fare lo spaventapasseri, sai?”

Maria, ci rimase male. Non riusciva a capire il motivo di così tanta superbia e tanta arroganza. Ma perché quella bambina ce l’aveva proprio con lei, che cosa le aveva fatto per meritarsi quel tipo di trattamento da parte sua?

La bambina con la coda di cavallo, invece, continuò ad insultarla e a prenderla in giro come se nulla fosse.

“Le mie amichette, sono molto più belle di te. Tu invece sei orrenda!”

“Se non ricordo male, il tuo nome è Desirèe.” Disse Maria, cominciando seriamente ad innervosirsi.

“Si, e allora?”rispose la diretta interessata, con molta strafottenza. Una strafottenza che Maria, non aveva mai visto in nessun’altra bambina.

“Sai cosa ti dico, Desirèe? Ti sei mai guardata allo specchio?”

“Si, e sono bellissima. Sicuramente sono molto più bella di te. Tutti quanti mi dicono che sono carina!”

“A si? E chi sarebbero questi ‘tutti quanti’? Io sono sicura, che chiunque ti abbia detto che sei bella, debba avere due enormi  fette di prosciutto davanti agli occhi! Anzi, ma che dico? Secondo me, deve avere un’ intera salumeria!”

Uno a zero, palla al centro …

Desirèe, spalancò gli occhi meravigliata. Non si sarebbe mai aspettata quel genere di risposta. Desiderosa di vendetta, riprese a prenderla in giro. Doveva fargliela pagare per la battutaccia.

“Ti sbagli, io sono carinissima, tu invece sei uno spaventapasseri!”

“Spaventapasseri, spaventapasseri, spaventapasseri!” ripeterono le amichette di Desirèe, con tono cantilenante, puntando il dito indice contro Maria. Ben consapevoli, di essere crudeli con lei.

Maria, avvertì delle forti lacrime pungerle gli occhi. Voleva dimostrarsi forte, ma non ci riuscì. Pianse davanti a loro. Ma quelle compagne, se così voleva chiamarle, non si impietosirono. Continuarono a canzonarla ancora più di prima. La maestra di Italiano, pur essendosi accorta di ogni cosa, non fece nulla. Guardò impassibile, Maria piangere. Non le passò neanche per la testa, di zittire quelle ochette e far chiedere scusa, alla loro compagna di classe …

Morale della storia: non bisogna mai ferire i sentimenti degli altri.

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