30Ott
2015

Il sogno di una stella

Fiaba di: Milu87

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La fiaba

Un giorno il Sole si accorse che tutti oramai lo stavano allontanando. Era rimasto solo, anche l’ultimo amico era andato via.

Aveva capito di non essere felice ma continuava a non cambiare.

Una notte fece un sogno e si risvegliò di colpo.

Aveva sognato una stella, entrambi erano sommersi da un buio profondo. Quel sogno era chiaramente un segno perché nello stesso istante in cui lei gli offrì la sua mano, scomparve nell’ombra.

Uscì di corsa e vagò fra gli astri in cerca di quella stella o di chi potesse avergli mandato quel sogno ma non trovò nessuno quando udì una voce.

La riconobbe subito, era quella del sogno. Le diceva che era caduta in un buco nero e da quel buio non riusciva a venirne fuori.

Il Sole, si mise a cercarla ma non la trovò.

Triste smise di illuminare con la sua luce ogni cosa che lo circondava e nel caos, tutto era finito nell’oblio, come una notte senza ritorno.

Tutto era freddo e buio, anche la Luna aveva invano cercato la stella che sembrava essere stata totalmente inghiottita dal buio ma quando, oramai, aveva perduto qualsiasi speranza un lieve chiarore destò la sua attenzione.

Si avvicinò a quella luce così misteriosa e fu in quell’istante che udì un suono provenire dal nero più intenso.

Chinatosi per ascoltare meglio, di colpo quel suono svanì come se non fosse mai esistito..

La Luna pensò, infatti, d’averlo immaginato e insoddisfatta tornò indietro.

Qualche giorno dopo incontrò sua cugina Venere e insieme tornarono dove la Luna aveva sentito quello strano rumore.

I due, ascoltando in silenzio riconobbero una voce provenire dal fondo. Forse la Stella che il Sole stava cercando era finita lì dentro ma, purtroppo, tutte le scale della galassia erano troppo piccole e la loro forza non sarebbe bastata a tirarla fuori.

Nel frattempo il Sole, dopo aver scoperto tutto, li riunì e insieme si recarono nel luogo ma nel chinarsi cadde anch’egli nel baratro nero.

Venere e gli altri fratelli cercarono invano di tirarli su entrambi ma dopo molti tentativi dovettero ammettere che non vi era una soluzione semplice al problema.

Il freddo era diventato così intenso da iniziare a congelare tutti. Persino la Terra non aveva più l’estate e la primavera ma tutto era immerso in un inverno perenne quando di colpo esplose un bagliore lontano che colpì l’attenzione di tutti.

Proveniva da una zona apparentemente disabitata della via Lattea. Incuriositi si incamminarono verso la superstrada principale. Il pericolo, però, di restare anch’essi intrappolati nella rete di quel cattivissimo buco nero che aveva fatto già prigionieri il Sole e la Stella, era molto alto.

Che fare! Si chiesero tutti. Non potevano continuare a gelare. Ormai sulla Terra la vita era intrappolata dentro una grande lastra di ghiaccio e più su la situazione non era diversa.

Rischiarono dunque e partirono insieme verso quello strano bagliore.

Giunti in quel luogo non potevano credere ai loro occhi. Lì, di spalle alla sua astronave, intenta ad armeggiare qualcosa, vi era una formica.

Ma allora era reale e non erano solo buffe leggende, si domandarono stupiti. C’era davvero, al di là, della via Lattea un luogo dove un’altra Terra era governata dagli animali e non dagli esseri umani che in quell’altro mondo nemmeno esistevano.

La formica così concentrata sul suo lavoro, inizialmente, non si era accorta di loro, finché la Luna sbadatamente tossì talmente forte da farla spaventare. D’improvviso, girandosi vide il corteo alle sue spalle e sobbalzò nuovamente. Indossava una tuta argentata e da sotto il caschetto si intravedevano due antennine verdi. I grossi occhialoni da fabbro le servivano invece, probabilmente, per proteggersi gli occhi.

Le si avvicinarono in coro e la salutarono calorosamente come se fosse un ospite di prestigio.

Cosa ti è successo? Le domandò un po’ scontrosa la Luna.

Fu allora che la formica raccontò di essere stata inviata in quella galassia per cercare la sorella del loro Sole che si era persa oltre quei confini e di aver ingolfato il motore dopo lo scontro con un meteorite di passaggio.

Non ci volle molto per capire che la Stella che stava cercando fosse proprio la stessa che dovevano salvare da quel buco nero.

Spiegato alla formica l’accaduto, corsero nel luogo del misfatto.

La formica che in realtà era molto saggia, sapeva che vi era solo un modo per tirarli fuori e senza parlare buttò dentro una pietra bianca. Al suo interno c’era il ricordo del calore e della luce del Sole e questo bastava per ristabilire l’armonia in tutta la galassia e riportare indietro il tempo.

Di colpo ci fu l’esplosione di luce e un gran caldo finalmente aveva sciolto tutto il ghiaccio.

Il Sole ringraziò tutti e tornò a governare ma donò la notte alla stella. Ovunque si trovassero lei e la saggia formica, avrebbero saputo che, dopo ogni tramonto lo spazio sarebbe appartenuto a lei e alle sue sorelle.

Intanto la formica, seduta sulla sua astronave, guardò il cielo stellato. Aveva portato a termine la sua missione, il sogno che aveva inviato al Sole aveva funzionato, pensò soddisfatta mangiando una mela, pronta alla prossima avventura spaziale.

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