16Feb
2016

Il paese di Grida

Fiaba di: Rosanna Marino

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La fiaba

Cari Bambini, oggi voglio raccontarvi una storia incredibile!

In un piccolo paese di campagna circondato da alberi, sui quali uccelli variopinti cinguettano e svolazzano allegri nel sole e le fragorose acque dei ruscelli scrosciano entusiaste; gli abitanti hanno un brutto modo di fare: urlano ad alta voce.

Quando parlano tutti insieme, non si capisce davvero niente.

Uno grida forte per far sentire la propria voce, un altro urla perché è arrabbiato ed un altro ancora perché è distante.

Perfino quando sono in fila dal macellaio, la gente di Grida, questo è il nome del villaggio, discute:«C’ero prima io, tu vieni dopo di me.» Un giorno un bambino di nome Gio’ di appena cinque anni, stanco e soprattutto spaventato dalle voci dei grandi, lancia uno strillo così possente da azzittire anche i cani, che nell’imitare i loro padroni abbaiano a dismisura.

Finalmente a Grida regna il silenzio, ma la sorpresa non finisce qui! Quando i gridani ripresi dalla meraviglia cercano di parlare si accorgono che dalle loro bocche non viene fuori alcun suono.

Devono perciò gesticolare, indicare e farsi intendere con i segni delle loro mani.

Chiedono a Gio’ di restituire loro la voce, promettono di abbassare il tono, di non essere prepotenti, di avvicinarsi a parlare sottovoce.

Ma Gio’ non sa nulla di tutto questo! All’improvviso viene in suo aiuto una fata vestita di rosa:«Sono io che ho tolto la voce a voi tutti, e ve la restituisco solo quando promettete di parlare con toni moderati!» Gli abitanti di Grida riuniti intorno alla gentile figura con in mano una bacchetta tutta dorata, incrociano gli indici sulle loro bocche come a voler giurare di non avere mai più comportamenti arroganti.

Hanno ben imparato la lezione di non poter utilizzare la voce.

La fata Rosa intenerita dalle promesse convincenti, decide di liberare i gridani dalla punizione.

A poco a poco con garbo ed uno alla volta, riprende a conversare tutto il paese.

Durante i loro discorsi, si poteva udire il battito di ali di un passero mentre sorvola le loro teste, lo zampillìo dell’acqua nel ruscello.

La fata Rosa felice e gratificata dal contegno e dalle maniere, propose di cambiare nome al villaggio.

D’ora in poi il piccolo e silenzioso paese di campagna prende il nome dal bambino dallo strillo possente ovvero GIOBA.

Se la storia vi è piaciuta, raccontatela agli altri!

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