24Mar
2015

Idra e Plutone

Fiaba di: belfagor

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La fiaba

Tanto tempo fa, nello spazio profondo, una piccola luna orbitava tutta sola nel buio dell’universo. Si chiamava Idra e non sapeva da dove provenisse; infatti, si ritrovò subito sola fin dal primo giorno della sua nascita.  Bisogna pensare che, quando l’Universo prese forma, ci fu un via vai frenetico con stelle che andavano di qua, pianeti che correvano di là, tutti a cercare una posizione, la migliore accanto ad un sole. La Terra, ad esempio, trovò un bel posticino, bello caldo ed in compagnia.

Idra, poverina, no. Probabilmente, in quella confusione, mamma Sfera e papà Globo la persero di vista e l’Universo, purtroppo, è infinito e si fa presto a scomparire.

Era tanto tempo che Idra girava per lo spazio in cerca di qualche sole che l’accogliesse con il suo calore. Ma la piccina non era certo fortunata.

Un giorno intravide Saturno e gli chiese:

– Oh bel pianeta, mi puoi prendere nella tua orbita ? Ho freddo e vorrei riposare. –

Saturno era un tipo un po’ scontroso e di certo aveva il suo bel daffare:

– O bellina ! Ma non vedi a quanti anelli c’ho da pensare ? Prova da Giove che quello non ha pensieri ! –

Per la strada sfiorò Marte, ma di tutta fretta tirò avanti: il pianeta si presentava burbero e bellicoso tanto che sembrava sprizzare guerra ad ogni istante.

Così Idra riprese a roteare più velocemente fino a raggiungere dopo mesi e mesi il pianeta Giove.

– Ciao ! Mamma mia, come sei grande ? Avresti posto per una luna? Sono tanti secoli che viaggio e mi piacerebbe accomodarmi. –

Giove, seppur commosso dalla piccina, dovette rifiutare:

– Cara piccolina, di certo non ti potrei aiutare. Guarda che macchia c’ho in mezzo al globo ….. e purtroppo mi devo curare ! Prova a sentire più avanti, c’è la Terra che cerca sempre problemi ! –

Idra riprese a volteggiare e con tanta pazienza si avvicinò al nostro mondo.

– Oh Terra, come sei bella ! Tutta colorata e calda, mi prenderesti in gravità che ho tanto bisogno di accoglienza ? –

La Terra fece una risata e avvicinandosi alla luna le sussurrò in atmosfera:

– Ascolta piccolina ….. io qui c’ho da risolvere un sacco di problemi con gli abitanti che mi porto appresso. Già a me mi stanno distruggendo, non vorrei certo rischiare di farti rovinare ! Però conosco una signora che forse fa al caso tuo. Vai più avanti verso il Sole e dille chi ti manda. Vedrai che sarà gentile e chissà che forse non ti accontenti ! –

Idra non perse tempo, come una trottola corse saltellando fin quando non incocciò il pianeta Venere.

– O chi è che mi ha spinto ? – reclamò con voce tonante la bella sfera.

Sono io, Idra, mi scusi signora. Mi manda la Terra e dice che lei mi può adottare. –

Venere si irrigidì e distolse lo sguardo. Poi, sentenziò:

– C’ha coraggio la signora Terra a mandarti da me, proprio lei che ha osato prendere il mio posto: non ti ha per caso detto che lì dove lei oggi gira, un tempo era il mio spazio ? Io qui, c’ho troppo caldo, mi tocca chiedere ombra a Mercurio, che là davanti sta soffocando ! –

Idra, sconsolata fece spallucce e se ne tornò per la sua strada.

– Questa galassia non è ospitale …. – diceva fra sé e sé – …. Mi toccherà viaggiare e viaggiare senza mai riposare ….. –

Un po’ per il freddo, un po’ per la disperazione, la piccola luna continuò a roteare senza più un luogo dove andare. Là fuori, in mezzo al gelo, quel che più pesava era il suo cuore che anima non trovava per un briciolo d’amore.

Forse il destino, forse il caso, la piccola Idra ritornò dal punto dove era partita: Saturno la rivide passare e le urlò:

– Piccina dove vai ?! Da quella parte c’è Urano e Nettuno. E lì proprio non c’è niente che ti possa aiutare ! –

Ma Idra era troppo sconsolata per ascoltare. Così, superò gli ultimi due globi convinta oramai di doversi disperdere nello spazio profondo.

– Che importa se continuo a girare ? Preferisco fermarmi e morire, tanto nessuno mi vorrà mai amare ! –

Così, fece che rallentare tutte le sue rivoluzioni, sempre più decisa a volersi arenare.

– Va bene così ! In fondo ho visitato tanti luoghi e si vede che fosse destino che la mia vita finisse qui ….. –

Ma proprio in quel momento udì un singhiozzo spaziale e della pioggia di lacrime investire il suo manto.

Sì girò freneticamente per capire, prima di qua e poi di là; intanto, i singhiozzi si fecero più forti.

Ad un certo punto, Idra si bloccò roteando nello stesso punto e con meraviglia vide un piccolo pianetino che piangeva.

– Ciao ! Perché piangi ? –

– Mi chiamo Plutone – rispose il piccoletto con un certo affanno.

– Sono qui solo da millenni e nessuno mi vuole per quel che sono ! –

– Cosa vuoi dire con “per quel che sono “ ? – chiese Idra incuriosita ed affascinata dal piccolo mondo dolce e mieloso.

– Sono un pianeta nano e tutti gli altri pensano che sia diverso. Per questo motivo mi hanno messo in fondo al sistema ! –

Idra fu così felice, e così attratta allo stesso tempo, che raccontò al piccoletto tutta la sua storia.

– Beh ….. certo non sei stata più fortunata di me ! – esclamò Plutone.

– Ti sbagli …… ho incontrato te ! –

Da quel giorno, Idra gira ancora felice come una luna intorno a Plutone che le tiene caldo con tutto il suo amore. Poco importa la grandezza o chi sia l’eroe: per amarsi basta essere in due, da qualunque parte dell’Universo.

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