01Dic
2017

Il gatto Luigino

Fiaba di: Cristina

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La fiaba

Luigino era un bellissimo gatto nero che nessuno capiva.

Viveva in un piccolo paese di campagna in un grande cascina piena di animali e di colori. La sua vita poteva definirsi felice: cibo ne aveva in abbondanza, spazio per correre e alberi per farsi le unghie anche, insomma funzionava tutto alla perfezione, non fosse per il colore del suo manto, che secondo lui gli creava da sempre numerosi problemi.

Sembrava che nessuno volesse stare insieme a lui: gli abitanti del paese lo evitavano convinti che portasse sfortuna. Quando lui passeggiava nessuno si avvicinava per dargli una carezza o per farlo giocare e le macchine spesso rallentavano per evitare di trovarselo davanti.

Anche con i suoi compagni felini la storia era sempre la stessa: loro lo guardavano con occhi perplessi e nessuno gli rivolgeva la parola o lo invitava a giocare.

Per fortuna nella fattoria dove viveva c’erano animali che lo sapevano apprezzare: la mucca Biagia, il cavallo Zoppino e la capra Betta gli tenevano compagnia e ascoltavano ormai da anni i suoi problemi e le sue lamentele. C’era anche la piccola Gaia che lo faceva giocare tutte le mattine, e che lo trovava così bello che lo stritolava tra le sue braccia come se fosse stato un peluche.

Biagia, Zoppino e Betta però non ne potevano più delle lamentele continue di Luigino e un giorno, in cui il gatto si era addormentato vicino al fienile, si riunirono per cercare di trovare una soluzione.

Zoppino propose di coprire il suo manto nero con qualche pelo beige della sua coda, Betta sostenne che il nero e il beige non stavano bene insieme e che avrebbe peggiorato la situazione, Zoppino allora disse a Betta che potevano utilizzare qualche pelo della sua barba bianca, Betta si infuriò sostenendo che lei non aveva la barba perché era una femmina di pregiata qualità.. insomma dopo due ore la riunione si concluse con un gran litigio e nessuna soluzione.

La mucca Biagia era l’unica che non aveva proposto nulla. Lei era convinta che il problema di Luigino non fosse il colore del suo pelo ma che dipendesse dal suo carattere scontroso e diffidente e dai suoi modi scaltri e disattenti. Biagia viveva in quella fattoria ormai da anni ed era anziana e saggia: lei sapeva osservare con gli occhi e con il cuore.

Dopo due giorni di riunioni e discussioni, Betta e Zoppino non erano ancora riusciti ad arrivare ad una soluzione. Entrambi volevano aiutare il povero gatto, ma qualsiasi stratagemma cercato per camuffare il suo aspetto fisico non portava risultati. Secondo i due animali anche la piccola Gaia stava collaborando a questo progetto: ultimamente Luigino sfoggiava un sacco di palline, ciotole e copertine nuove. Forse lo vedeva triste e depresso..chissà..

Un giorno la mucca, esasperata dal continuo trambusto e dal nervosismo generale, decise di prendere in mano la situazione. Si riunì con i suoi amici chiedendo loro di lasciarla parlare e di intervenire solo quando aveva finito. Biagia iniziò così: “ Cari amici quattro zampe, per favore adesso lasciate che sia io a intervenire con Luigino. Mi è venuta qualche idea e volevo provare a metterla in pratica anche con il vostro aiuto… e così continuò a parlare senza interrompersi mai.

Betta e Zoppino accettarono il piano di Biagia e si prepararono per metterlo in atto.

Il giorno dopo, durante il solito sonnellino pomeridiano di Luigino ( lungo sonnellino come tutti i gatti sanno fare ), Biagia fece un po’ di rumore con il suo campanaccio fino a quando il gattino si svegliò.. di malumore ma si svegliò.

Biagia chiese scusa per il caos…si era inciampata a causa di un buco nel terreno e il suo collo muovendosi di scatto aveva fatto suonare il campanaccio… ma il dolore alla gamba era forte ormai e nemmeno Gaia era in casa per aiutarla. Biagia aveva bisogno urgente dell’aiuto di Dario, il famoso pollo veterinario, che curava all’insaputa degli umani, tutti gli animali del quartiere.

Biagia chiese al gatto se poteva accompagnarla, perché lei era vecchia e non si ricordava bene la strada.

Ovviamente Luigino rifiutò.. doveva finire il suo sonnellino e poi di vedere altri animali proprio non ne aveva voglia. La mucca però si lamentò così tanto che alla fine il gatto fu costretto ad andare con lei, almeno poi così poteva continuare a dormire.

Biagia lo fece salire sulla sua schiena e insieme, zoppettando, andarono nella cascina dove abitava Dario.

Durante il percorso, tutti li guardavano incuriositi: una mucca zoppa e lamentosa con un gatto che cercava di mantenersi in equilibrio sulla sua schiena per non cadere… il falegname e il contadino si avvicinarono per dare una carezza a Biagia e coccolare il simpatico gatto, qualche uccellino si appoggiò sul campanaccio per rallegrare con il canto il loro viaggio, i cani del vicino li accompagnarono per un po’ chiacchierando sulle ultime novità del giorno… insomma il viaggio si trasformò in una divertente gita.

Luigino, fiero di sé per l ‘incarico che aveva ricevuto e sentendosi importante e sicuro sulla schiena della sua amica, parlava con tutti raccontando l’incidente di Biagia e si fece avvicinare dalle persone per ricevere carezze e complimenti.

Arrivati dal veterinario, Luigino spiegò al pollo l’accaduto e il pollo la visitò dicendo che la sua zampa stava bene e forse il dolore era solo dovuto alla botta presa e che presto sarebbe passato.

Biagia e Luigino tornarono quindi verso casa, sorridenti e felici.

Biagia fece riposare il gatto, che non era abituato a stare sveglio così tante ore di fila, e poi andò da lui e gli parlò.

“ Vedi Luigino” gli disse “ la gente e gli animali non ti evitano perché sei nero o perché pensano che tu porti sfortuna… ti evitano perché tu sei un musone scorbutico che non saluta nessuno e non sorride mai. Oggi eri tranquillo e disponibile, e sei riuscito a chiacchierare e a farti avvicinare da tutti, senza paura e con fierezza. Vedrai che se proverai ad aprirti un po’ verso gli altri e a dormire anche un po’ di meno avrai tanti amici e riuscirai a divertirti sempre di più”.

E Luigino così fece.. in fondo all’anziana Biagia non si poteva dire di no.

In poco tempo i suoi amici triplicarono e le giornate diventarono divertenti e interessanti.

Anche Betta e Zoppino si unirono ogni tanto alle passeggiate di Luigino e insieme formarono un’irresistibile trio che faceva sorridere tutto il vicinato.

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