07Apr
2017

La formichina solitaria

Fiaba di: nonna lulù

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La fiaba

C’era una volta una formichina molto pigra, non gli piaceva assolutamente lavorare.

Si sa che le formiche sono delle grandi lavoratrici instancabili che trasportano con le loro mandibole tutto ciò che può servire, anche se è molto più pesante di loro,  lavorando di gruppo, ma la nostra formichina era diversa! Ella amava la solitudine, girovagava tutto il giorno di qua e di là, curiosando tra le altre famiglie di animali che occupavano il bosco. Era talmente piccola che passava inosservata.

La formica Regina  aveva imposto una nuova legge: ogni oggetto o cibo che ogni singola formica operaia portava all’interno del formicaio doveva servire esclusivamente alle altre formiche e non a se stessa. Alle sue necessità avrebbero provveduto le altre.

La nostra piccola formica, molto furba, aveva appreso bene questo nuovo comando, considerando che per lei ci sarebbe stato sempre cibo a disposizione, quindi perchè preoccuparsi? Poteva fare a meno di lavorare, di trasportare oggetti o cibo verso la tana, intanto a lei non sarebbero serviti!

Arrivò così l’inverno e con l’inverno arrivò la neve, quindi la possibilità di procurare nuovo cibo era impossibile, ma la scorta che le altre formiche, in tanti mesi di lavoro, giorno dopo giorno, con grande fatica avevano racimolato era notevole. Semi, briciole, insetti, foglie….. Ma la formica Regina si era accorta che la nostra formichina non aveva mai portato nulla nella tana, rientrava la sera ma non era stanca come le altre, per cui, in pieno inverno, la allontanò , non poteva far parte del gruppo. La poverella si trovò così da sola, infreddolita, affamata e nel silenzio del bosco cominciò a capire il grande errore che aveva fatto, aveva pensato solo a se stessa.

Come poteva rimediare? Non voleva stare lì da sola, l’inverno era lungo, poteva ammalarsi per il freddo, poteva morire di fame. Così volle rimediare al suo errore, comincio a perlustrare la zona in cerca di qualcosa da portare nel formicaio, con la speranza che la Regina l’avrebbe perdonata.

Si avventurò dentro il bosco, vicino alle case, alla ricerca di qualcosa da mangiare e, con grande stupore, vide dei bambini giocare con la neve, dopo aver fatto colazione. Per terra c’erano molti pezzetti di cibo strano, diverso: briciole di patatine, cracker, brioche, noccioline, bucce di frutta.

Eureka, se portava questo nuovo cibo nella tana la Regina l’avrebbe perdonata. E fu così! La Regina, visto che aveva capito il suo errore la perdonò e………tenne per se quel cibo così strano e buono!

 

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