07Giu
2018

Blu, bambina magica

Fiaba di: DanielaZacco

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La fiaba

“Raccontini, raccontini, per piccini che voi siate, siete come pasticcini, attraenti, colorati, deliziosi sotto i denti; come buona cioccolata dai bambini tanto amata… “

Blu amava scrivere, sdraiata su un tappetino rosso, nella sua cameretta tutta gialla, piccoli racconti che ornava di figure ritagliate da giornali che trovava in giro per casa o pubblicità.

Parlava di tutto nei suoi racconti: della scuola, delle maestre ma anche di cani e gatti. Più di gatti perchè erano i suoi preferiti.

Mordicchiando la penna si grattava la testa e con lo sguardo rivolto al soffittto immaginava il mondo che avrebbe descritto nel suo nuovo racconto: che parlava anche di fate, di principi e principesse e perchè no di persone comuni che Blu incontrava nel tragitto casa-scuola e ritorno. Il percorso del pulmino era lungo, erano tanti i bambini che doveva prendere e lei era ben contenta di questo: perchè così aveva tempo per guardare fuori e rubare qui e là idee e immagini per quello che avrebbe scritto, comodamente, il pomeriggio chiusa nella sua cameretta, mentre divorava una bella fetta di pane e marmellata!

Blu si sentiva una bambina speciale, lei era magica in tutti i sensi, così magica che quello che le succedeva era veramente straordinario , fuori dal comune…

 

Blu e il mondo capovolto!

Ho un amico che si chiama Pazzoniglio, che nome direte voi cari bambini: è un coniglio pazzerello che ne combina ogni giorno di tutti i colori: ma non è cattivo, solo un pò sbadato. Come quel giorno che si mise in testa di camminare a testa in giù…

“Vedi Blu” mi diceva mentre la berretta gli cadeva giù “da qui il mondo è più bello e divertente. E le persone così comiche, prova anche tu!”

Come dirgli di no ed eccomi anch’io a testa in giù… ihihih era vero! Tuttto era irreale e le persone a ben pensarci non si accorgevano di noi perchè erano prese dallo stare ritte in piedi.

“Blu le persone non ci vedono grazie alla mia polverina magica. Ti immagini se ci vedessero? Penserebbro che siamo scappati dal circo!

Pazzoniglio aveva ragione come sempre e mi domandavo in quale avvventura delle sue mi avrebbe trascinato: seguitemi bambini per vedere cosa succederà…

Infatti quando anch’io mi trovai a testa in giù il mondo, ohhh, si capovolse e si aprì davanti a me un prato tutto verde: e di Pazzoniglio nemmeno l’ombra. Tutto questo mi ricorda qualcosa, lo credete anche voi bambini?

Il prato era vicino a un bosco e alla fine del bosco un paesino apparve all’orizzonte con casette a un piano rosse, gialle e verdi dove c’era persino un mercato, la scuola e qualche negozio.

Avevo la sensazione come il tempo si fosse fermato e mi avvicinai a una finestrina: al tavolo c’era una famigliola composta da papà, mamma e due marmocchi.

Erano tutti più piccoli del normale e vestiti con abitini colorati con tanti bottoni.

Per guardare meglio ero incollata al vetro e non mi accorsi che dietro di me era sopraggiunto, chi direte voi? Il mio amico Pazzoniglio!

“Blu, andiamo dai, così ti farò conoscere gli abitanti di questo mondo capovolto perchè anche se non te ne sei accorta, siamo ancora capovolti.”

“Ma scusa si chiama mondo capovolto o ha un nome questo paese?”

“Di nomi ne ha tanti, uno per ogni giorno dell’anno.”

“E chi decide il nome del giorno, il sindaco?”

“No” rispose Pazzoniglio facendosi una risata” qui di sindaci non ce ne sono. La mattina chi ha sognato il nome da dare lo scrive su una lavagnetta ,vicino alla fontana, e per quel giorno lei o lui sono la regina o il re del paese.”

“Oh che bello! E oggi questo paese come si chiama?” chiesi io.

“Sono andato proprio a leggerlo e non ci crederai ma si chiama Blu in tuo onore e la regina sarai proprio tu. Quindi Regina Blu mi voglia seguire nel suo castello che la ospiterà, solo per oggi però.”

“Oh, ma è fantastico e cosa fa la regina o il re di turno?”

“Gira per il paese dando consigli e controllando che non succeda nulla di strano. Ma ecco che arriva la corte per salutarti e consegnarti la chiave del paese.”

Tre omini che sembravano alti dignitari, con una colllana con una medaglia d’oro e un cappello alto e verde si avvicinarono a me, fecero un inchino e mi porsero una chiave d’oro grande e pesante.

“Pazzoniglio che faccio adesso? Aiutami tu, io non conosco le loro usanze.”

“Per prima cosa l’inchino, poi ringrazi per l’onore datoti e chiedi come va il tempo.”

“Come va il tempo? Come da noi insomma, ahahah!”

“Se ti dicono piove a catinelle farai un bel sorriso e dirai “Che bello!” E invece se ti dicono c’è un sole da spaccare le pietre, tu triste, dirai “Quanto mi dispiace!” Hai capito?”

“Si, si, è tutto capovolto, ahahah!”

“Eh si, fai la domanda orsù!”

“Eh, ecco, inchino, ringrazio e … Come va il tempo?”

“Piove a catinelle” risposero loro.

Il sole era alto nel cielo bambini. Ma non mi stupivo più di nulla.

Aspetta che mi ricordo… faccia triste… no ho sbagliato. Sorriso e dico: “Che bello!”

Poi mi chiesero se li seguivo gentilmente e in processione andammo verso il castello che non svettava alto nel cielo (mannaggia, devo sempre ricordarmi che qui ogni cosa è al contrario) ma era all’interno di un pozzo fatto di scale dove tutto era buio, più buio del buio.

Cominciammo a scendere piano, piano e ogni gradino si illuminava così quando arrivammo era tutto uno splendore. La sala , con in mezzo un trono intagliato nel cristallo , era d’oro o almeno cosi sembrava e mi lasciarono chiedendomi di sedermi perchè di lì a poco sarebbe iniziata la consegna dei doni alle persone più ricche del paese.

Dame e cavalieri con preziose vesti e gioielli ad uno ad uno dopo l’inchino porgevano il cestino ed io, come mi era stato suggerito da uno dei miei consiglieri, prendendoli da un sacco, davo loro monete e diamanti.

Però, e già ,qui è tutto al contrario: dopodichè con un altro inchino ringraziavano e andavano via.

“Ma alle persone povere non diamo niente?”

“No, questo mondo è capovolto dove il ricco diventa ancora più ricco e il povero ancora più povero.”

“Si, ma non mi piace questo mondo capovolto, anzi, se devo dirla tutta mi fa anche arrabbiare.”

Ma questo lo pensavo solo, perchè non volevo, come in Alice nel Paese delle Meraviglie, che mi tagliassero la testa.

Dovevo parlare subito a Pazzoniglio perchè io Blu, bambina magica avrei riportato la giustizia in questo Paese. E avevo solo poche ore per poterlo fare.

“Pazzoniglio amico dove sei? Ti voglio parlare.”

“Eccomi qui cara, cosa è successo? Dimmi.”

“Ma ascolta, ti sembra giusto che le persone ricche siano sempre più ricche e le persone povere ancora più povere? Beh, io non sono d’accordo e voglio fare qualcosa per i poverelli di questo paese nelle poche ore che mi rimangono. Sei con me o no?”

“Fantastico Blu anche a me questa regola mi sembra quantomai assurda ma che ci puoi fare è sempre stato così e sempre così sarà.”

“No, io mi oppongo e dico “No” e anche tutti i bambini che mi stanno leggendo dicono “No”. Vero bambini?”

“Beh allora se tutti i bambini dicono “No” allora qualcosa si può fare: una piccola magia!”

“Si bravo una magia, ma di che magia si tratta?”

“Ecco qui tu ascolta bene e poi ripeti con me: se la regola vuoi cambiare e l’equilibrio riportare devi almeno tre persone coinvolgere nell’azione. Quale azione dirai tu, pensaci un pò cara Blu ,orsù!”

“Io ripeto allora: se la regola vuoi cambiare e l’equilibrio riportare…

E come d’incanto bambini mi ritrovai, dove direte voi, di nuovo con il naso appicicato al vetro della casina di quella piccola famigliola.

La mamma piangeva e il papà non c’era: in fondo alla stanza vedevo i due bimbi dormire nei loro lettini, placidamente.

Allora mi feci coraggio e bussai con tutta la forza che avevo:

la donnina venne ad aprire e guardandomi da piedi a capo, al contrario certamente, mi fece entrare.

“Lei è la regina Blu vero? Quale onore, ma entri, entri, cosa fa sull’uscio?” Mi disse, asciugandosi le lacrime con il grembiule.

La regina Blu, mi faceva strano sentirlo, ed entrai.

La stanza era pulita, colorata e accogliente con un bel camino acceso che riscaldava l’ambiente.

“Signora ecco, io l’ho vista piangere e siccome solo per oggi sarò la regina vorrei fare qualcosa per lei e la sua famiglia.”

“Non so come potresti aiutarci; il fatto è che stamattina i soldati del regno sono venuti a prelevare le nostre ultime monete per riempire il sacco da donare a dame e cavalieri, come fanno tutti i giorni. A noi ci tassano di tre monete al giorno ma mio marito ne guadagna solo cinque e due monete non ci bastano per vivere, con due bambini per giunta.”

“Ma dov’è ora suo marito? Mi piacerebbe parlare anche con lui.”

“E’ andato a chiedere un prestito al contabile del regno ma dubito che glielo concederà. Fa prestiti solo ai ricchi.”

“Ma io vogio aiutarvi e mancano poche ore alla fine del mio mandato: mi servono due persone come voi più un’altra e insieme capovolgeremo la situazione per sempre, vedrete.”

“Si, ma cosa possiamo fare noi?”

“Vada a chiamare suo marito e sicuramente una soluzione la troveremo, ma faccia presto, corra!”

Intanto i due bambini si erano svegliati e mi ritrovai a fare la babysitter mentre la loro mamma infilava un cappottino e metteva il cappellino prima di uscire da casa come un fulmine!

Veloce ad uscire fu altrettanto veloce a rientrare con il marito e un tipo con una barba lunga lunga tutta bianca.

Sembrava un mago, bambini.

Ed io li guardai tutti e tre sbigottita perchè come aveva predetto il mio amico Pazzoniglio proprio con loro avremmo riportato la pace in questo mondo capovolto.

“Regina Blu ecco qui mio marito e il nostro Mago. Lui vorrebbe aiutarti a ripristanare l’equilibrio in questo paese malato ma ha bisogno di un’erba che si trova solo sul pianeta Terra.”

Feci l’inchino da brava regina e ringraziai mentre ascoltavo attentamente le parole della donnina:

“Ma io arrivo proprio da lì, che erba è?”

“E’ un’erba magica che cresce e vive solo una notte nel giardino di un folletto capriccioso in Islanda”.

“Islanda? E quando si trova quest’erba in Islanda?” risposi perplessa.

“La prima notte di luna piena che dovrebbe essere stasera, come dice il nostro Mago. Riuscirai a prenderla e portarla qui? Il nostro Mago ti trasporterà lì e ti farà ritornare indietro quando l’avrai presa.”

“Si, si, si vabbene. Porterò con me il mio amico Pazzoniglio però”.

“D’accordo “disse il Mago. “Appena sorge la luna, tu ti troverai in Islanda in quel giardinetto. Ma attenzione, il folletto è dispettoso e potrebbe impedirti di prendere l’erba magica.”

“Ma signor Mago come farò a riconoscere l’erba magica?”

“Ecco, la vedrai subito perche ha in cima un fiore bianco luminoso.

Ne basterà un rametto: solo così si potrà riportare la felicità nel paese.”

“Pazzoniglio hai sentito?”

“Si, cara Blu. A dopo allora, in Islanda, regina.”

Islanda, che avventura bambini! E voi siete curiosi di sapere come andrà a finire questa storia?

Io si! Appena sorse la luna su uno dei suoi raggi grazie al potere del Mago io e il mio amico Pazzoniglio fummo trasportati sulla Terra, precisamente in Islanda, nel giardino del folletto Bhjetkix.

Che nome buffo!!!

Si, ma lui non lo era per niente, anzi… e lo scoprimmo presto quando il raggio cosmico ci lasciò sul tetto proprio sopra il giardino.

“Ascolta Blu, tu vai a destra ed io a sinistra. Chi vede per primo l’erba con il fiore chiama; la prendiamo e andiamo prima di essere beccati da quello strano essere.”

“Guarda qui Pazzoniglio, ma che stupidaggine tutta questa paura, e pensare che immaginavo di trovarmi davanti a un mostro. Invece è solo un nanetto, un vero folletto,ahahaah!”

“Guarda che stai parlando della sua ombra, il folletto ce l’hai alle spalle che ti guarda dall’albero… scappaaaaaa!!!!”

“Ahhhhh, il mostroooooo…. !!!”

Era un gigante altro che folletto e dal suo ghigno capimmo che le sue intenzioni non erano buone. No, no, no, proprio per niente.

Scappammo lungo il recinto e finimmo in una buca che aveva fatto sicuramente lui forse per piantarci qualche altra erba.

“Io da qui non mi muovo” mormorai al mio amico “se quello ci vede ci mangia in un solo boccone. Come facciamo adesso?”

“Ma guarda davanti a te quanta erba con un fiore luminoso in cima Blu.”

“E’ vero! Eravamo così presi dal correre che non ce ne siamo accorti.”

“Ho qui la mia polverina magica Blu, ricordi? Quella che rende invisibili. Un po’ a me e un po’ a te: prendiamo l’erba e risaliamo sul tetto. E il gioco è fatto.”

Così fu e ci ritrovammo catapultati nuovamente nel paese di cui ero regina ancora per poche ore.

Il Mago era un vero mago bambini perchè una volta avuto il rametto di erba magica volò la notte stessa su e giù per il paese con il rametto che spargeva pagliuzze luminose dappertutto.

“Ora bisogna aspettare la mattina.” mi disse il Mago “Grazie Regina Blu e grazie amico Pazzoniglio da parte di tutti i poveri del paese che da domani poveri non saranno grazie a voi.”

La mattina dopo bambini al posto del pozzo c’era un vero castello con portoni, bandiere e merli; nessuno diceva o faceva il contrario di tutto ma la cosa più bella era che il re di turno per quel giorno aveva un sacco pieno di gioielli e monete dei ricchi da regalare ai poveri di quel mondo che capovolto finalmente non era più.

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