07Apr
2016

L’anello di diamanti

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

Molti anni or sono, in un remoto castello caduto in rovina, esisteva uno sfarzoso anello di diamanti. Si diceva che chiunque fosse entrato in possesso di quest’anello, sarebbe stato in grado di sprigionare un portentoso potere magico e dominare sul mondo intero. Re e cavalieri di ogni nazione, partirono alla ricerca del prezioso gioiello, affrontando migliaia e migliaia di pericoli e insidie, ma con scarso successo. Trovare l’anello di diamanti era davvero un’impresa impossibile.

Un bel giorno, un giovane contadinotto di nome Spartaco, decise di affrontare il pericoloso viaggio. Non si sarebbe dato pace fino a quando il magico monile, non sarebbe stato suo.

Camminando lungo la strada, si imbatté in un’anziana signora. Era vestita di un sacco nero e il suo aspetto era rugoso e bitorzoluto. Alcuni ciuffi di capelli brizzolati, fuoriuscivano dal cappuccio malconcio e la sua voce rauca e gracchiante riecheggiò nel boschetto.

“Ciao bel giovanotto, dove vai così di fretta?” chiese gentilmente la signora anziana.

“ Mi sto recando al castello remoto per impossessarmi dell’anello di diamanti. Voglio diventare ricco, e con il potere che mi conferirà il gioiello, sfamerò la mia famiglia e tutto il popolo. Sarò un sovrano giusto e saggio.”

La vecchietta sorrise con la sua bocca sdentata, e senza dire una parola, voltò le spalle al giovane contadino e sparì nelle vie più nascoste del bosco.

Che strana signora pensò Spartaco riprendendo il cammino. Dopo solamente poche ore, il giovane si ritrovò sulla soglia del famoso castello.

“Ma!” esclamò Spartaco stupefatto  “mi dicevano che il maniero si trovasse in un luogo remoto, e invece si trova solamente a pochi chilometri dal mio villaggio.”

Scuotendo la testa, il contadino vi entrò dentro, e dopo aver a lungo cercato, non riuscì neppure a trovare la più piccola traccia dell’anello.

Deluso e affranto, decise di fare ritorno a casa. Ma una voce squillante lo bloccò all’istante. Spartaco si voltò spaventato e vide che si trattava della vecchietta incontrata nel bosco.

“Era questo che cercavi?” domandò lei, mettendo bene in mostra il suo anulare sinistro, sul quale spiccava un meraviglioso anello di oro giallo, ornato con un grossissimo diamante scintillante.

“Si” rispose Spartaco meravigliato “ come mai, ce l’hai tu?”

“Questo anello apparteneva al mio defunto padre, era temerario e saggio proprio come te. Ha sempre governato con giustizia e umiltà, fino a quando un’atroce malattia, non lo portò via con se. Essendo io, l’unica erede, l’anello di diamanti è finito in mano mia. Ma non avendo mai trovato marito, non ho mai potuto regnare come regina. So benissimo di essere vecchia e malandata, tuttavia se tu ora accettassi di sposarmi, entrambi governeremo insieme su questo regno. Saremo degli ottimi sovrani e non faremo mai mancare nulla al nostro popolo. Tutti quelli che sono venuti prima di te a cercare l’anello, non mi sono sembrati giusti a salire sul trono che un tempo era stato di mio padre. Bramavano solo inutili ricchezze. Tu invece saresti un ottimo successore. Saresti disposto a diventare il mio sposo?”

Spartaco ci pensò su per un attimo, seppure quella vecchietta avesse un aspetto ripugnante, nei suoi occhi si riusciva a leggere una profonda sofferenza.

“Va bene, accetto.” Rispose il giovane accondiscendente.

Alla risposta positiva di Spartaco, l’anello emanò una fortissima luce abbagliante. Le rovine del castello ritornarono al loro antico splendore e la vecchietta si trasformò in una splendida principessa.

“Mio padre me lo aveva detto!” esclamò la principessa felicemente “l’anello avrebbe sprigionato il suo potere e messo ogni cosa al suo posto, se fossi stata in grado di scegliere un marito degno.”

“Sono contento” replicò Spartaco “ma è meglio che l’anello rimanga infilato al tuo dito.”

“Ne sei sicuro?”

“Non sono mai stato così sicuro in tutta la mia vita. Come hai detto prima, questo gioiello apparteneva a tuo padre, ed io non sono nessuno per toglierti ciò che ti è appartenuto sin dall’inizio. Sono solo un semplice contadino, e non ho bisogno di un anello per discernere il bene dal male, la giustizia dall’ingiustizia e la pace dalla guerra. In futuro, l’anello di diamanti apparterà ai nostri figli, e ai figli dei nostri figli, e alla generazione che verrà.”

Spartaco e la principessa si sorrisero, si sposarono, e insieme regnarono donando pace e prosperità all’intero regno.

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