16Mar
2017

L’abbraccio del Papà

Fiaba di: Roberta Aprile

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La fiaba

Si narrava che la dolcissima principessa vivesse in un bellissimo regno, un regno tanto grande che persino il re: suo padre, spesso dovesse chiedere la carta geografica per ammirarlo. Ma un giorno, sotto le astute parole di un abile uomo, il re perse tutto il suo regno, e anche la sua principessa costretta all’esilio in una terra senza nome.

La piccola principessa crebbe, ma in cuor suo aveva solo un desiderio: ritrovare il padre, di cui ormai non ricordava il viso. Lei sapeva che doveva andare alla ricerca della sua famiglia e partì una mattina, quando il sole con piccoli bagliori annunciava l’aurora.

“Dove vai?”, chiese Bardy, il pappagallo ficcanaso.

“Partirò alla ricerca del re!”, rispose la principessa.

“Non hai paura?”, chiese Bardy ancora più curioso.

“Questa è la mia fiaba, e alla fine le principesse vincono sempre!”.

“Sarà… ma le principesse prima di vincere affrontano cammini tortuosi e draghi sputa fuoc………”.

“Per affrontare meglio il cammino, allora tu sarai mio vicino!” disse lei afferrandolo veloce. E prima che il pappagallo riuscisse a scappare, e che di certo non avrebbe seguita la principessa nel lungo viaggio, si ritrovò chiuso in un sacco.

“Ehi, ehi, ehi che modi sono questi?” continuò a blaterare Bardy, anche dopo la cattura!

“In due si affronta meglio la sorte!”, ribadì la principessa felice di avere un compagno di viaggio.

Dopo un lungo cammino, la principessa e Bardy arrivarono in un grande Palazzo reale, dove il re si dicesse non avere figli. “Forse…”, pensò la principessa “Questo re è mio padre!”. Ma quando si presentò, lui disse: “Io padre? Che novità è questa? Il mio regno mi appartiene e nessuno dopo di me, lo avrà!”

Il pappagallo volò sulla testa della principesse e urlò “…E nessuno dopo di me lo avrà!”.

La principesse lasciò quel regno, e a metà del suo viaggio incontrò un ricco mercante: “Forse è mio padre…”, pensò. Ma alla sua domanda, lui rispose: “Io tuo padre…? Ho attraversato mari e oceani per portare le mie ricche gemme da oriente… e se ho figli, non ricordo!”.

Il pappagallo volò sulla testa della principessa e bofonchiò “ Non ricordo, non ricordo…”.

La Principessa, pensò che mai e poi mai i veri papà avrebbero risposto una cosa simile, così si rimise in viaggio e continuò il suo cammino.

Era ormai quasi sera, quando un pescatore, vedendo la principessa sola al freddo, le disse: “A breve sarà notte, e tu piccina, dovresti trovare riparo!”.

“Signore, sono alla ricerca della mia famiglia, mio padre ha perso il regno, molti anni fa, da allora non ho più sue notizie!”.

“Piccina… puoi venire nella nostra casa, io e mia moglie saremo ben lieti di offrirti un po’ di cibo e un posto caldo!”.

Dopo tanto tempo, finalmente la piccola principessa aveva trovato una vera famiglia, quelle persone erano davvero molto generose. “Un giorno forse, potrò ricambiare la vostra generosità!” disse sorridendo, e poi si rivolse alle stelle sperando che lassù qualcuno potesse ascoltarla ad esaudire il suo desiderio. Questo uomo pur non avendo figli era un come un papà vero: dal cuore d’oro.

E il giorno dopo il pescatore ritrovò il padre della principessa, ora non era più un re, ma la principessa lo riconobbe comunque in un istante: quegli occhioni dolci, il sorriso sempre aperto e un cuore sempre generoso e allegro.

Padre e figlia si abbracciarono stretti, e rimasero nel piccolo villaggio dei pescatori, dove ogni mattina il sole sorgeva con i suoi piccoli bagliori d’oro.

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