01Mag
2011
La signora del tempo (8) / Il cambiamento del signore del tempo

La signora del tempo (8) / Il cambiamento del signore del tempo

Fiaba di: marzia.o

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La fiaba

Qui tutte le puntate.

Erano trascorsi quattro anni da quando l’ultimo signore del tempo aveva fatto visita al suo vecchio amico Ronald Braun. In lui riecheggiavano ancora le parole della nipote del suo amico, “Un giorno noi viaggeremo insieme, e il nostro viaggio sarà senza fine”, parole suggellate con un bacio ardente, ma la giovane non gli aveva dato una data, nulla cui aggrapparsi, e lui ci aveva creduto fino a quel momento.

La villa era vuota in un angolo, un giardiniere stava potando delle rose, e quando il signore del tempo domandò dove fossero tutti, egli rispose che il vecchio Ronald Braun era morto, e che tutti erano al suo funerale.

Gli bastò un attimo per arrivare nel luogo dove si stava svolgendo il funerale, era addolorato per la morte dell’amico, ma sperava di vedere la ragazza e di chiederle se era pronta per viaggiare insieme. La vide avanzare lentamente, magnifica, assorta in pensieri lontani, stava per avvicinarsi quando una bambina sui tre anni si era avvicinata e le aveva preso la mano, la ragazza si era chinata per asciugare le lacrime alla bambina, con il suo udito acuto aveva sentito la conversazione fra loro.

Sul volto dell’uomo cominciarono a scivolare delle lacrime, lei si era dimenticata di lui, e aveva avuto una figlia. A un tratto la giovane guardò verso di lui, come se avesse percepito la sua presenza, ma lui si nascose nella speranza che lei non lo scorgesse, all’improvviso la voce petulante della madre della ragazza la chiamò e lei sospirando si era allontanata. Per quattro anni aveva viaggiato da solo nella speranza di quella promessa, e invece tutto era finito in un istante, rientrato nella sua Macchina del tempo, chiuse a chiave una delle tante stanze, in quella camera era rinchiuso un sogno, un desiderio infranto, e lui non voleva più pensarci. La solitudine non è una buona compagnia, l’uomo è una creatura socievole, e anche se il signore del tempo viaggiava e conosceva sempre gente nuova, aveva bisogno di compagnia, perché era pur sempre un uomo, e il suo carattere era molto gioviale. Dal funerale del suo amico era trascorsa circa una settimana e camminando si era accorto che c’era qualcosa che non andava, mentre seguiva la traccia, si era imbattuto in una ragazza, bionda di nome Catrin, con il suo aiuto aveva sventato un’invasione di plastica viva. Le aveva chiesto in fine di partire, all’inizio lei aveva rifiutato, poi aveva cambiato idea e per quasi due anni avevano viaggiato insieme, ma lentamente i sentimenti per la ragazza da semplice amicizia si erano trasformati in qualcosa di più profondo, anche se non l’aveva ancora ammesso nemmeno con se stesso. Anche per la ragazza era la stessa cosa, si ripeteva che lei amava il suo ragazzo, ma solo all’idea di allontanarsi da lui si sentiva morire, cera stato solo un momento che si era sentita confusa, quando lui per salvarla si era trasformato. Tutto era cominciato con l’ennesima battaglia contro i Darek, quando aveva capito che il suo piano avrebbe portato la morte tutte e due le specie coinvolte e che sarebbe morto anche lui. L’aveva mandata indietro nel tempo nella sua epoca, chiedendole di vivere una vita normale e tranquilla, e di dimenticarsi della macchina del tempo; ma la ragazza dopo d’aver rimuginato per due giorni, era riuscita ad aprire il cuore della M. T. aveva assorbito il vortice del tempo, ed era tornata indietro appena in tempo, per salvarlo. Ma il vortice era troppo potente per lei, e il signore del tempo per salvarla lo aveva assimilato a sua volta. Il signore del tempo sapeva cosa stava per accadere, mentre attivava il motore sella sua M. T. per allontanarsi dal luogo della battaglia si accorse che la sua pelle stava assumendo un colore dorato, guardò la ragazza e le disse:

«Mi dispiace. Mi dispiace, avrei voluto mostrarti un paio di pianeti su cui ti saresti divertita, ma non credo di poterlo fare. O per meglio dire non lo farò con quest’aspetto».

«Non capisco? Che cosa intendi dire dottore?».

«Sto per cambiare. Il vortice del tempo stava per ucciderti, io fatto una promessa a tua madre e per evitare che tu morissi, ho assorbito il vortice. Naturalmente anch’io non posso assorbirlo senza effetti collaterali, io non morirò, ma il mio attuale aspetto sì, spero solo di non invecchiare un’altra volta, o di non avere un braccio o senza una gamba, ma soprattutto spero che tu non ti spaventi troppo. Sai questo è un modo che i signori del tempo hanno per ingannare la morte».

«Dottore sei diventato tutto dorato e…».

«No non ti avvicinare, il dorato è l’energia, non riesco più a trattenerla». Un bagliore intenso lo avvolse completamente, la ragazza con gli occhi spalancati si appoggio a una parete della macchina del tempo, furono pochi istanti poi il bagliore finì, ma al posto dell’uomo di prima ce n’era un altro, con gli stessi vestiti, ma d’aspetto completamente diverso. L’uomo sorrise e chiese: «Ciao Catrin, allora ho ancora tutto?».

«Chi sei tu?».

«Ma come chi sono? Sono io il dottore. O ma non dirmi che sono così brutto da fare spavento», fece scoccare le dite chiese uno specchio, che subito fu calato, si specchiò, poi le disse, «Non sono così brutto, anzi sono ringiovanito ancora, e poi guarda che montagna di capelli, si forse sono un po’ troppo magro, ma niente male. Sai una cosa Catrin è la prima volta che il cambiamento mi soddisfa a pieno».

«Sei davvero il dottore? Il mio dottore?».

«Sì Catrin, ma mi rendo conto che forse ti piaceva più l’altro dottore, be’ ti porto a casa, il 24 dicembre una data perfetta per tornare non pensi».

Impostò la data e piegò la leva di direzione, la macchina del tempo girò su se stessa e puntò sul giorno prestabilito. Improvvisamente al dottore gli venne da tossire e una nuvola doro uscì dalla sua bocca, la ragazza domandò cosa fosse ed egli rispose che dentro di lui c’era ancora molta energia, ma l’energia era molta di più che il signore del tempo potesse immaginare, tanto che quando la M. T. si fermo e lui uscì svenne fra le braccia della madre della ragazza e del fidanzato. I due guardarono Catrin con fare interrogativo, la giovane spiegò in fretta quello che era capitato, lo portarono in casa ma non sapendo cosa fare cominciarono a vegliarlo. La febbre saliva e la ragazza domandò a sua madre di chiedere alla vicina il suo stetoscopio, i due cuori battevano ma molto lentamente, e lei non sapeva cosa fare, inoltre erano stati attaccati da dei babbi natale robot e lei era stata costretta a chiedere il suo aiuto. Il signore del tempo reagì immediatamente facendo saltare i robot, ma subito dopo si sentì male, cercò di spiegare alla ragazza che lo aveva svegliato troppo presto e che aveva bisogno, ma non finì la frase, perse i sensi di nuovo. La ragazza lo riportò in casa e lo stesse sul letto e gli auscultò i cuori, ne batteva solo uno e lentamente, la giovane si senti disperata e stringendosi a sua madre sussurrò:

«È tutta colpa mia, se non avesse assorbito il vortice del tempo ora, non starebbe per morire, se solo mi avesse detto cosa devo fare per aiutarlo, o mamma sta morendo io non so cosa fare».

La donna da canto suo ne sapeva ancora meno, in quel momento al fianco del letto apparve una giovane donna, vestita di bianco, si guardò attorno perplessa, poi osservò l’uomo sul giaciglio, il suo volto si addolcì. Comprese perché il vortice del tempo l’aveva portata li, accarezzo il volto dell’uomo e sussurrò:

«Stai bruciando amore mio», poi rivolta alle due donne domandò: «Che cosa è successo?».

«Chi sei, come fai a conoscerlo?», domandò a sua volta Catrin.

«Sono colei che viaggerà per sempre con lui».

«Lui viaggia con me e…».

«Credo che non sia il momento di discutere su questo, ti ho fatto una domanda, rispondi».

«È cambiato, e credo qualcosa non ha funzionato, ha detto troppa energia. Ho appena ascoltato i suoi cuori, uno se fermato, e l’atro non so quanto resisterà. Ho dio penserai che sia matta a parlare di due cuori?».

«Non lo penso, ascolta, so per esperienza diretta che per un signore del tempo, non c’è miglior rimedio di una tazza di the, fa gliene bere al più presto e vedrai che starà bene, avete bisogno di lui, potrei rimanere anch’io ma non è il tempo che noi due ci incontriamo. Mi raccomando il the», poi si chinò sul signore del tempo e gli sussurrò, « Yaris, non dimenticare, la promessa che ti ho fatto, “Noi viaggeremo insieme, e il nostro viaggio sarà senza fine”», la donna scomparve com’era entrata. Il signore del tempo aprì gli occhi, e guardò la donna per un istante, poi lì richiuse e sul suo volto apparve un sorriso. Catrin era incerta, ma gli eventi precipitarono e lei decise di portare il dottore all’interno della macchina del tempo, la madre della ragazza aveva, infatti, preparato un termos pieno di the, appoggiandolo su una mensola, era uscita un momento ma quando si era girata per rientrare, la M. T. era sparita, perché il nemico l’aveva portata a bordo della loro astronave. Mentre Catrin cercava di risolvere la situazione, il termos pieno di the cadde dalla mensola e delle gocce di the caddero sul pavimento della macchina del tempo, trasformandolo in vapore, già solo con il vapore acqueo il dottore si riprese un poco, con uno sforzo si mise a sedere e aprì il termos e cominciò a bere, il mal di testa che lo aveva tormentato fino a quel momento sparì e si sentì rinvigorito, lo finì e sorrise, aprì la porta e sorridendo disse:

«Scusate il ritardo, o dunque», sorrise alla ragazza, poi disse, «Catrin, devi dire a tua madre che il suo the ottimo».

«D’accordo dottore».

«Perché sono in pigiama? Be’ non importa vediamo di mandare a casa questi ragazzoni».

Uno degli Zastri, questo era il nome dei nuovi invasori del pianeta, si fece avanti dichiarando che da quel momento loro erano i padroni del pianeta, naturalmente il dottore non era d’accordo, dopo un’accesa discussione, i due si sfidarono, chi avrebbe vinto si sarebbe tenuto il pianeta. Il dottore però nel combattimento perse una mano, ma essendo ancora dentro le prime dodici ore della sua rigenerazione le ricrebbe affermando che era una mano da combattimento, Catrin gli lanciò una spada e il duello riprese e questa volta il signore del tempo vinse il duello. Il signore del tempo lasciò andare l’astronave degli Zastri, ma il primo ministro non era dell’idea di lasciarli andare e ordinò di distruggere l’astronave, due raggi protonici colpirono i motori della nave spaziale, ci fu un’esplosione, lentamente sulla terra cominciò a cadere la neve, ma in realtà era polvere residua dell’astronave. Il signore del tempo s’infuriò e disse al primo ministro che se in passato l’aveva aiutato a farsi eleggere ora l’avrebbe fatto destituire con sei semplici parole, il primo ministro protesto ma il dottore sussurrò all’aitante una piccola frase “Non ti sembra un po’stanco”, nel giro di pochi giorni il primo ministro diede le dimissioni.

Catrin aspettò che il dottore si calmasse, poi gli fece notare che non era il caso che andasse in giro in pigiama, lui le diede ragione, rientro nella sua macchina del tempo ed entro in una stanza armadio, c’erano vestiti di ogni foggia e di tutte le epoche, alla fine trovò un completo marrone con una camicia bianca e un permeabile marrone chiaro, si guardò allo specchio sorrise e sussurro: «Si niente male», L’immagine riflesse nello specchio era di un uomo di circa trentacinque anni, occhi neri, capelli castani scuri, naso leggermente appuntito, e un sorriso che sembrava dire “gente ne vedremo delle belle con me in giro”. Il dottore lanciò un’ultima occhiata alla sua immagine poi si diresse alla porta, ma non riuscì aprila, ad alta voce chiese, «Be’ ora che ti prende, perché non mi fai uscire?», come risposta la macchina del tempo illumino una specie di sentiero sul pavimento, portandolo davanti alla porta che aveva chiuso, era chiaro che la M. T. voleva che lui la aprisse.

Rassegnato il dottore, la aprì, per un momento gli sembrò che fosse tutto a posto, poi un intenso profumo di rose, lo colpì, i due cuori cominciarono a battere all’impazzata, qualcuno era stato dentro la sua macchina del tempo, in quella stanza che lui aveva chiuso.

Quel profumo lo aveva sentito solo una volta, cinque anni prima, in una sera d’estate, gli erano bastate poche ore e il profumo e chi lo portava gli era rimasto nella mente e nei cuori.

Entrò si guardò attorno a parte il profumo niente era stato toccato, la stanza era piena di quadri, al centro c’era il ritratto di una ragazza, circondata dalle rose, aveva i capelli biondo rame, il volto delicato ma allo stesso tempo volitivo, la carnagione chiara era risaltata dal vestito rosso, che lasciava le spalle, la schiena e il decolté scoperto, non portava gioielli a parte due orecchini di smeraldo e un piccolo medaglione d’argento. Intorno al ritratto della ragazza c’erano i quadri che ritraevano pianeti stelle e paesaggi, molto particolari, erano tutti firmati Y. D. fece un respiro profondo, fece per uscire quando si accorse che sul quadro della ragazza c’era una rosa vera. Il signore del tempo la prese, e un piccolo foglio cadde sul pavimento, lo raccolse e lo lesse “Yaris, non dimenticare la promessa che ti ho fatto, noi viaggeremo insieme e il nostro viaggio sarà senza fine”.

Il dottore dovette sedersi, lei era stata lì e la cosa che lo aveva sconvolto era che il messaggio era scritto nell’antica lingua dei signori del tempo, la speranza si era riaccesa, anche se non diceva ancora quando il loro viaggio sarebbe cominciato, poco importava, quando sarebbe stato il momento niente, avrebbe impedito loro di stare insieme, uscì e raggiunse Catrin per festeggiare il Natale insieme con lei.

Qui tutte le puntate.

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