08Gen
2014
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La famiglia dei pistoni di un’automobile

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

C’era una volta una famiglia dei pistoni di un’automobile chiamata amorevolmente Lally da ogni componente del motore. L’automobile, anche se da poco era diventata maggiorenne, incominciava a sentire l’età. La famiglia era composta da papà Pistone, mamma Pistona, Pistonello il fratello maggiore e Pistoncino il fratellino, quindi il minore. Mentre Pistonello era molte volte silenzioso, Pistoncino parlava a raffica.

Una volta con la coppa dell’olio del motore, un’altra volta con i tubi dell’aria condizionata, ancora con la vaschetta dell’acqua dei tergicristalli e così via. Il proprietario dell’automobile si chiamava Luigi, sua moglie Chiara e la loro unica figlia Camilla. Luigi lavorava da ventitré anni in un mulino di un paese della provincia della sua città: il mulino dei soldi.

Luigi, ogni mattina, si recava al mulino con la sua automobile che era un po’ malandata: alcune ammaccature della carrozzeria, una portiera che era difficile richiudere, qualche malconcia guarnizione vicino ai vetri interni che faceva oltrepassare l’aria esterna. Anche il motore non era in ottime condizioni ma continuava a fare il suo dovere.

L’automobile percorreva, ogni giorno l’autostrada da dove si scorgeva un fantastico panorama: il porto, la lungomare ed il golfo della sua città. Una sera d’estate Luigi rientrò dal mulino dei soldi in compagnia di una sua collega, una mugnaia tuttofare. All’improvviso l’automobile si fermò sull’autostrada. La collega di Luigi senza perdersi d’animo indossò il giubbotto giallo e scese dall’auto segnalando, con le braccia, agli altri automobilisti il pericolo. Di poi l’automobile fu soccorsa da un carro attrezzi e portata dal meccanico.

Una volta arrivato all’autofficina Luigi sbuffò rivolgendosi all’automobile: “E’ già la terza volta che ti succede! Devo sbarazzarmi di te!”  Pistoncino voltò la sua piccola testolina verso i suoi genitori e singhiozzò: “Avete ascoltato anche voi? Vuole buttarci via”.

La sua mamma lo accarezzò cercando di calmarlo: “Il nostro padroncino si sarà solo innervosito e null’altro.Di sicuro cambierà idea”. Luigi rientrò a casa, raccontò dell’accaduto a sua moglie ed iniziò ad urlare: “Dobbiamo proprio acquistare un’automobile nuova e rottamare la nostra”. Pistoncino fulminò con uno sguardo la sua mamma: “Hai visto che avevo ragione!” La batteria dell’automobile respirò a pieni polmoni: “Anche se il meccanico ci aggiusterà io, personalmente, smetterò di funzionare se questa è l’intenzione del nostro padroncino”. “Sei impazzita?”, esclamò papà Pistone.

“In questo modo Luigi non potrà recarsi al lavoro”. La batteria annuì. L’automobile fu riparata in un solo giorno. Luigi si recò al mulino dei soldi con il treno. Dopodiché ritirò la sua automobile dal meccanico pagando una cifra molto alta. Arrivò al garage e sbatté la portiera: “ Mi fai spendere un sacco di soldi. Sei troppo vecchia! Ti devo rottamare, è l’unica soluzione” Luigi rientrò a casa e ribadì a sua moglie della sostituzione della loro automobile. Il giorno dopo si recò al mulino dei soldi. Luigi pensava alla cifra pagata per la riparazione della sua automobile e, in segno di rabbia, sferrò uno schiaffo al volante. Nell’abitacolo si udì un “Ahi! Ahi!” Luigi incominciò a frenare e disse ad alta voce: “Chi ha parlato? Sarò impazzito. Sento anche le voci”. Arrivato al mulino dei soldi incominciò la sua giornata di lavoro. La sua collega che era nell’automobile lo prese in giro per l’accaduto sull’autostrada.

La mattinata ed il pomeriggio trascorsero triturando molto grano affinché diventasse farina. Luigi stanco uscì dal mulino dei soldi e si recò lentamente verso il parcheggio. Arrivò alla sua automobile. Si sedette, inserì la chiave nel quadro di accensione e la girò pigramente. Il motore dell’automobile iniziò a riprendere vita. Tutta la via, in salita, della cittadina fu percorsa dall’automobile in prima e seconda marcia.

Pistoncino drizzò le sue piccole orecchie per capire cosa fosse successo al suo padroncino dal volto stanco. Luigi balbettò alcune parole. Il piccolo pistone non riusciva ad ascoltare: il traffico era tremendo. “Hai sentito che molti miei colleghi, in altre automobili, gridano a squarciagola”, affermò il clacson. “Sono perfettamente d’accordo con te”, convalidò Pistoncino. “Non riuscirò a comprendere ciò che dice il nostro padroncino”. “Che male!”, strillò il pedale della frizione dell’automobile. “Cosa succede?”, domandò il pedale del freno. Il pedale della frizione rispose: “Sono schiacciato continuamente da Luigi”. “Hai ragione! Con questo traffico la frizione viene adoperata più volte”, dichiarò il pedale dell’acceleratore. 

Qualche altro metro ancora e, l’automobile avrebbe imboccato la strada di casa. Finalmente Luigi, con la sua automobile, avrebbe lasciato il traffico caotico della cittadina dove lavorava nel mulino dei soldi da più di tre anni. L’automobile fece una sterzata sulla sinistra per imboccare il tragitto che conduceva all’autostrada. Pistonello fu sballottato da quella manovra e graffiò, senza volerlo, suo fratello. Pistoncino esclamò: “Reggiti, per favore. Mi hai fatto male”. “Non l’ho fatto apposta”, si scusò Pistonello. Lentamente l’automobile frenò per imboccare la corsia riservata al telepass.

“Ho un brutto mal di schiena”, confessò PIstona dopo aver lasciato il casello d’entrata dell’autostrada. I freni scricchiolarono.  “Allora ha ragione Luigi che siamo vecchi”, replicò Pistoncino. “Non siamo per nulla vecchi!”, intervennero i freni. “Per lo più siamo un po’ consumati”. Al telepass tutto il motore ha sentito i vostri acciacchi”, sentenziò Pistoncino. “Ma per favore. La vostra è solo una bugia e null’altro!” Con la quinta marcia l’automobile per- corse il primo pezzo di autostrada. Il sole incominciava a farsi cullare dalle acque tranquille e materne del mare.

Luigi intravide quell’immagine stupenda: la stessa ma, meravigliosa ed eterna. Luigi accarezzò la plancia della sua automobile e bisbigliò: “Dopo tanti anni sei ancora in ottima forma”. “Cosa succede? Hai sentito mamma che non siamo ancora da buttare via”, disse a bassa voce Pistoncino. La sua mamma rispose: “Ho sentito! Ho sen- tito! Ma cerca di muoverti, di fare il tuo lavoro altrimenti il nostro padroncino ci sgriderà”. L’automobile  percorreva quel pezzo di autostrada da tre anni e voleva farlo quasi ad occhi chiusi.  “Sei pazza Lally!”, tuonò il volante. “Possiamo schiantarci se spegni i fari”. La penultima immagine, prima di entrare nella lunga galleria che conduceva all’uscita dell’autostrada, fu il porto della sua città con i containers che sembravano dei colorati mattoncini Lego.

L’ultima immagine, invece, fu il meraviglioso golfo della città di Luigi. L’autostrada era terminata. L’ultima canzone della radio, prima d’essere chiusa da Luigi, ripeteva un motivetto: “Non ti scordar di me! Non ti scordar di me!” Luigi sterzò a sinistra e si fermò davanti al suo garage. Ormai era giunto a destinazione. Luigi uscì dalla sua automobile ed aprì il garage. Ricollocò l’automobile in quest’ultimo.

La saracinesca, una volta chiusa, subito chiese all’automobile: “Allora ha cambiato idea?” L’automobile Lally abbassò lo sguardo: “Purtroppo no. Il nostro padroncino è andato in una concessionaria ed ha chiesto un preventivo per un’automobile nuova. Io sarò rottamata”. Ed una lacrima di olio del motore scivolò sul freddo pavimento del garage. Pistoncino a quelle parole si arrabbiò non poco.

Papà Pistone lo guardò dritto negli occhi ed affermò con voce dura: “Non ti capisco figlio mio. Essere rottamata è il destino naturale di ogni automobile”. Suo fratello Pistonello annuì alle parole del loro genitore. “Non è vero papà! Ho visto moltissime automobili che vivono anche un secolo”, ribatté Pistoncino e, con un terribile sforzo, cercò di allontanarsi dalla sua fa miglia. La cinghia di trasmissione del motore cercò di afferrare Pistoncino ma, non ci riuscì.

La cinghia di trasmissione del motore cercò di afferrare Pistoncino ma, non ci riuscì. Il piccolo pistone serrò i denti: “Maledetto cofano che non mi vuoi far uscire”. Pistoncino decise di cercare un varco al di sotto dell’auto e ci riuscì. Finalmente Pistoncino era fuori dal motore dell’automobile. Pistoncino, con un balzo, s’infilò nella borsa di lavoro di Luigi e si accovacciò tra le sue scartoffie. Il portone del suo palazzo era aperto, come il solito. La porta dell’ascensore si aprì lentamente. Luigi entrò in ascensore. Luigi salutò sua moglie con un bacio sulle labbra, non disse una parola mentre posava la sua borsa sulla panca di legno dell’ingresso della sua casa. Pistoncino appoggiò le sue piccole spalle al battiscopa del muro.

Lentamente camminò fino alla cucina. Pistoncino trovò una sistemazione dietro un’insalatiera. Luigi si sedette, appoggiò i gomiti alla tavola e si sfregò, con le dita, gli occhi stanchi. “E’ pronta la cena”, disse con calma Chiara. Lo sguardo di Luigi fissò per molto tempo gli spaghetti con il tonno. Sbadigliò a lungo prima di prendere la forchetta. “Non hai appetito?”, domandò Chiara al marito. “No!”, fu la secca risposta di Luigi. “Tutti i miei pensieri si tuffano in un imbuto dov’è c’è un’unica domanda: comprare una nuova automobile rottamando quella che abbiamo, oppure no?”

Pistoncino, che si era nascosto dietro l’insalatiera, ascoltò quelle tremende parole e cercò di urlare ma, fu zittito da una foglia di lattuga che gli coprì la sua bocca piccina. “Ma sei matto?”, domandò con voce fievole la foglia di lattuga. “In questo modo ti farai scoprire.” Immediata fu la risposta di Pistoncino: “Hai sentito anche tu. Vuole acquistare un’auto nuova rottamando la vecchia. Io e la mia famiglia saremo fatti a pezzi”.  La foglia di lattuga accarezzò la testolina di Pistoncino: “Non è detta l’ultima parola. La cena terminò con la frutta che fu divorata completamente da Luigi. Chiara e Luigi si guardarono per molto tempo senza parlare. Di poi Luigi e sua moglie  esclamarono contemporaneamente: “Non acquisteremo un’auto nuova! Abbiamo moltissimi ricordi collegati alla nostra automobile. Ad esempio quando sei andato a sbattere, facendo retromarcia, sul muretto vicino la clinica dov’è nata nostra figlia nel momento in cui l’abbiamo portata a casa? Anche se la nostra auto è vecchiotta la faremo aggiustare ogni volta”. Luigi, con gli occhi pieni di lacrime, rispose: “Ricordo perfettamente quel giorno”. Pistoncino respirò profondamente: era felice che l’automobile non fosse rottamata. Fu Pistoncino a correre verso la sua fami- glia per dare la bellissima notizia.

La sua mamma, Pistona, domandò con gli occhi pieni di lacrime: “Sei sicuro di ciò che hai sentito?” “Le mie piccole orecchie hanno ascoltato bene!”, fu la pronta reazione di Pistoncino. Allora la famiglia dei pistoni organizzò una grande festa per celebrare la mancata demolizione dell’automobile. La radio si accese da sola. Tutte le parti del motore si misero a ballare, il clacson suonò più volte, i tergicristalli si abbracciarono felici, le portiere si aprirono e si chiusero al ritmo della musica della radio, i fari si baciarono ed il volante girò su se stesso più volte. E tutti vissero felici e contenti.

***

Brano tratto dalla raccolta “Le favole del non più favole” di Claudio Rinaldi.

Questo eBook è rivolto a coloro che hanno un grande cuore in quanto, l’intero ricavato, sarà devoluto in beneficenza all’associazione, “Amici Senza confini Onlus”, che aiuta le famiglie ed i singoli in difficoltà grazie al progetto “Briciole”, collabora con istituti e case famiglia, con gli istituti di detenzione sul territorio nazionale; con progetti di microcredito, adozione scolastica ed a distanza sostenendo le famiglie ed singoli in Brasile e nella Repubblica del Congo.

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