21Ott
2013
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la strega alla festa delle zucche

Fiaba di: Rosa Rita

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La fiaba

Strega stregona, strega stregassa

con la scopa nel cielo sorpassa,

con un rombo chiaro e deciso

con tutta l’aria nel suo naso storto e nel viso.

Bella lei gira con il gatto nero:

è la mia strega! Dico sul serio.

Ciao sono io….

Proprio io….

Mi reco alla festa delle zucche e di Ognissanti

e sino a gennaio di lavoro ne mando avanti,

per far felici tutti i bambini,

nonni, adulti e anche i più piccini.

strega-festa-zucche-2Amo le zucche che diventano fiori

e le coltivo come fossero tesori.

Non le trasformo in cocchio come fa la fata madrina

ma le utilizzo nei piatti in cucina,

o le svuoto con mio grande divertimento

e dentro un lumicino ci pongo come riferimento.

Le finestre si illuminano d’ intenso

ed io con la scopa giro cosi, in ogni senso,

senza entrare in collisione

con uno spalancato vecchio balcone.

Poi accade a novembre , ogni anno puntuale

se non arriva un rumoroso temporale,

che ci riuniamo in gioia e baldanza

noi streghe, maghi, scheletri, mostri e fantasmi in unica danza!!

E’ la notte di Halloween, o delle zucche arancioni

che vede tutti a cavalcioni,

di scope rombanti , motori assordanti, pietre rotolanti

Nuvole a vapore e stelli filanti….!

Nel cielo c’è grande confusione e un gran frastuono

ma quando arriva il maggiordomo

del castello antico lui apre le vecchie stanze

e tutti ci divertiamo con tante pietanze.

Lui è una mummia che viene dal passato,

con delle fasce ben ingessato.

Un tipo strano, un tipo allegro

ci apre la porta con spirito fiero.

Castagne, favette, ciambelle e pasticcini non ne facciamo senza,

tutto è  sulla tavola in bella presenza!

Candelabri, armature, arazzi, lenzuola danzano leggeri all’aria come fossero in vita

con gioia e piacere e aria parecchio divertita.

Nelle case, in quella notte di buio e di stelle,

si ricordano e raccontano le cose belle.

Davanti al fuoco con la famiglia,

tutto tace e nulla scompiglia.

C’è rispetto per il ricordo lontano

che emerge dalle foto, dai racconti, piano piano….

E allora? Dai su veloci,

bimbi battete a tamburo le due noci…

e cantate anche voi con quel bel motivetto che dice…..

Dolce, Dolce, dolcetto… scherzetto!!!

*** 

Le illustrazioni Sono di Barbara Pellizzari 

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