08Ott
2013
scimmietta-scrittrice

La scimmietta scrittrice

Fiaba di: libellula

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La fiaba

C’era  una volta  Paulette, una scimmietta che adorava scrivere. Era servizievole, allegra e una gran coccolona, non si stancava mai di ricevere carezze.

A soli quattro anni aveva  imparato a leggere e scrivere, senza l’aiuto di nessuno. Aveva un talento innato.

Adorava mostrare i suoi racconti a papà Martin e mamma Soleil, ma loro la ingiuriavano, esortandola a lasciar perdere, in quanto giocare con la scrittura significava svolgere un mestiere da fame, duro e privo di soddisfazioni.

La mamma le ripeteva sovente: “Oggi nessuno legge più i libri cartacei, ci sono gli ebook, la televisione, internet, lascia perdere, tu devi fare il medico, se non vuoi ridurti in miseria”.

La scimmietta non si perdeva d’animo, ma allo stesso tempo non voleva essere disubbidiente.

Aveva molta stima e rispetto dei suoi genitori.

Scriveva di notte, quando tutti dormivano; pur dedicando pochissime ore al sonno si svegliava sempre di buon umore.

Era molto accorta a non sprecare la corrente elettrica, utilizzava l’illuminazione pubblica.

Approfittava del fatto che la sua cameretta affacciava su un viale ben illuminato da grossi lampioni.

Di giorno studiava perché voleva accontentare i genitori e conseguire la laurea in medicina; poi si sarebbe specializzata in psichiatria infantile. Di notte invece si dedicava alla scrittura, la sua passione.

Una mattina mentre camminava per andare a fare la spesa, si fermò davanti ad un’edicola.

Lesse su una grande locandina: ”Concorso letterario per scrittori emergenti”.

Subito pensò: è la mia occasione. “Devo assolutamente partecipare, ma soprattutto vincere”.

Il suo libro di fiabe era quasi completo, ma non dattiloscritto.

Paulette non possedeva un pc, ne una macchina da scrivere.

Come fare allora?

Le venne una brillante idea.

Aveva numerosi amici, ma la  più idonea al problema  era Clarabella, l’amica giraffa, che  guarda caso gestiva un punto internet.

Corse al negozio, entrò ed esclamò: “Ciao Clarabella, mi serve il tuo aiuto”.

La giraffa disse:”Dimmi amica mia, cosa posso fare per te?”

La scimmietta rispose:”Devo partecipare ad un concorso letterario, il mio manoscritto è quasi ultimato. Posso venire qui per la battitura?”

“Ma certo, che domande, a cosa servono le amiche. Vieni quando vuoi”, rispose la giraffa.

Paulette era “strafelice”, apprezzò la disponibilità dell’amica.

Si mise d’impegno, ed in sole due notti completò la stesura del libro, e l’indomani si recò da Clarabella.

Dopo un mese la convocarono per la premiazione, classificandosi al primo posto. Il premio era in denaro, esattamente tremila euro. Oltre al denaro ricevette anche una proposta editoriale.

La scimmietta era molto altruista, a tal punto che volle condividere la sua vittoria con Clarabella e coi genitori, anche se quest’ultimi non avevano tanto creduto in lei, o meglio nella professione di scrittrice.

Andò a trascorrere una settimana in un beauty-farm.

Indovina un po’ chi portò con lei?

Bravissimo, l’ amica giraffa.

Invece i genitori li invitò a cena in un ristorante a cinque stelle.

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