29Apr
2013
signora-tempo

La signora del tempo 22 // La decisione del signore del tempo

Fiaba di: marzia.o

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La fiaba

Qui tutte le puntate.

Yaris aveva inforcato gli occhiali, e stava guardando il monitor principale del Tardis, aveva deciso di cercare delle informazioni sul disco del tempo. Luce gli aveva detto che ogni persona che incrociavano nel loro cammino era predisposta dal tempo.

Quando però lui le aveva chiesto che ruolo avessero Catrin, Clarissa e le altre, lei non aveva saputo cosa rispondere, forse il disco del tempo era la risposta, Yaris sentiva che c’era qualcosa che doveva ricordare, ma non ci riusciva, era lontano nel tempo, o forse doveva ancora accadere.

Perciò aveva deciso di consultare la memoria del Tardis, ma fino a quel momento non aveva trovato nulla. All’improvviso con la coda dell’occhio vide la luce blu lampeggiare, perplesso spense il monitor, e attivò il radar, sembrava un eco del Tardis, ma non l’era, provò con manovre elusive, ma l’eco continuava a seguirlo, fece dei balzi nel tempo, ma dopo pochi atti ecco che si ripresentava, qualcuno lo stava seguendo. Yaris guardò Clarissa e le comunicò che qualcuno li stava seguendo, la ragazza le chiese:

“Chi ci sta seguendo e perché?”.

“Non so chi ci segue, ma so cosa potrebbe volere”.

“E sarebbe?”.

“Me e il Tardis”.

“E come pensi di fermarli?”.

“Oh, ancora non lo so, devo pensare con calma”, in quel momento ci fu un leggero sobbalzo e Clarissa disse:

“Ci siamo fermati?”.

“Sì siamo nell’unico posto sicuro di tutto l’universo”.

“E sarebbe?”.

“La casa di Luce”, dicendo così usci dal Tardis, seguito dalla ragazza. Yaris si guardò attorno, la grotta era completamente diversa dall’ultima volta, ogni angolo era lo specchio di un’epoca diversa e i muri erano pieni di scafali colmi di oggetti provenienti da epoche future e del passato, piano sussurrò, “Anch’io colleziono oggetti dei vari posti che visito, ma Luce mi batte”.

“Voi dire che Luce vive in una grotta?”.

“No, la casa è sopra alla grotta”.

“Hai detto che questo è il posto più sicuro, perché?”.

“Perché tutta la casa è schermata, chi ci inseguiva non ci troverà mai”.

“Allora restiamo qui”.

“No, devo affrontarli, altrimenti distruggeranno la storia come la conosciamo, e non posso permetterlo”.

“Ok, ho capito. Ma torniamo alla domanda di prima, come intendi fermarli?”.

“In un modo molto pericoloso. E la realizzazione del piano e la riuscita di penderà molto da te e da Luce”.

“Da Luce e da me? Che cosa intendi dire?”.

“Prima parlo con Luce poi te lo spiego”.

La porta del Tardis di Luce era aperta, entrarono nella macchina del tempo di Luce, Clarissa esclamò:

“È grandioso, il tuo Tardis è meraviglioso, ma questo è magnifico”.

“Già, deve essere cambiato quando Luce ha cominciato usarlo. Avvolte i Tardis, lo fanno. Vado di sopra a cercarla”.

Luce era decisa a saperne di più sul disco del tempo quindi stava mettendo a soqquadro la libreria del suo Tardis, era convinta che il nonno avesse in qualche modo salvato una parte della cultura dei signori del tempo. Sta leggendo qualcosa d’interessante quando sentì un rumore stridente, chiuse il libro e lo appoggio sul tavolo della libreria del Tardis, scese nella sala comando della macchina del tempo e vi trovò Yaris e Clarissa. Jemes stava aiutando la sorella nella ricerca e pensava davvero d’aver trovato qualcosa, ma quando girò l’angolo del corridoio e rimase sorpreso non trovandola, sentì delle voci provenire dal basso e scese anche lui, vide la sorella uscire dal Tardis insieme al dottore e domandò a Clarissa:

“Che cosa succede? Come mai sete qui?”.

“Sembra che ci stessero seguendo. Il dottore ha un piano ma non me ne ha parlato, prima voleva parlarne con Luce”.

“Capisco, ti va una tazza di the?”.

“Sì grazie”.

Luce guarda la registrazione degli spostamenti del Tardis di Yaris, poi confermò che lo stavano seguendo, lui le spiegò che non poteva affrontarli direttamente, e lei era d’accordo con lui, ma aggiunse:

“Clarissa potrebbe anche farcela da sola, ma sarebbe capace di sbagliare i tempi d’apertura dell’orologio, e mandare all’aria il tuo sacrificio”.

“È quello che pensavo”.

“Verrò anch’io, anzi vi precederò, in questo modo preparerò il vostro arrivo”.

“È incredibile, era proprio quello che speravo che tu dicessi”.

“Be’, non posso lasciare Clarissa da sola, ad affrontare un signore del tempo smemorato”, sorrise Luce, ma in quel momento, entrarono Clarissa e Jemes, ma la ragazza domandò:

“Che cosa devo affrontare io?”. Yaris fece un respiro profondo e spiegò alla ragazza cosa aveva in mente, Clarissa si mise seduta e guardandolo con gli occhi sgranati disse: <poteri di signore del tempo, ti renderà vulnerabile, e poi come fari?”.

“Con una macchina che riprogrammerà il mio D. N. A.”.

“E sarà doloroso”.

“Sì, tremendamente doloroso”.

“Ed io, dovrei assisterti?”, lui annuì, <Luce?”.

“No io non posso, vi devo precedere”.

“Quindi tu ci sarai?”.

“Sì, abbiamo scoperto da che punto partiranno con il loro attacco iniziale, se noi saremo sul posto prima del loro arrivo, potremmo fermarli”.

“Luce, ma se lui diventerà un umano, allora sentiranno te come signora del tempo”, intervenne Jemes preoccupato.

“No, io sono nata qui, su questo pianeta, e il mio odore appartiene alla terra, quindi non mi scopriranno mai”.

“Avete detto che volete precederli nel posto in cui loro porteranno il primo attacco?”, i due signori del tempo annuirono, e Clarissa chiese: <>.

“Attaccheranno nei pressi della Royal Academy English, nell’anno 1913”, rispose Luce.

“Capisco, e come farete per le nostre identità?”.

“Penseranno a tutto i Tardis, naturalmente per te e per me basterà qualche modifica sui nostri dati, per lui gli troverà il nome, la professione, il luogo di nascita e tutto il resto”, spiegò Luce.

” Capisco, e quando pensate d’agire?”.

“Non appena avrò detto una cosa a Luce”, disse Yaris.

“Va bene, cosa devi dirgli?”, lui rimase in silenzio, <comporto da ficcanaso, quando siete pronti chiamatemi”, poi rivolta al

fratello di Luce, <parlano”.

“Sì, vieni”.

Yaris aspettò che i due giovani si allontanassero poi Sali la scala e portò Luce nella grande serra. Luce non era meravigliata nel scoprire che sapesse dove si trovava la serra, poiché lui era uno dei costruttori della casa. Camminarono in silenzio fra i grandi vasi pieni di fiori e piante tropicali, il micro clima creato a suo tempo dalla nonna della ragazza fece sembrare loro di essere un giardino. Yaris però non si decideva a parlare così Luce gli chiese:

“Che cosa ti turba amore mio?”, lui scosse il capo, “Yaris, cosa c’è che non va? Cosa del piano non ti convince?”.

“Il piano va bene così come lo abbiamo deciso”.

“E allora che ce?”.

“Non voglio dimenticarti, perché una volta subito la trasformazione ti dimenticherò, ed io non voglio. Devi sapere che quando sono morto la prima volta e mi sono risvegliato avevo ancora il mio aspetto, capelli neri, occhi neri ero sempre io giovane, avevo circa trent’anni, ma avevo attivato il processo di rigenerazione, ogni signore del tempo ha venti rigenerazioni a disposizione, questo è il mio decimo cambiamento”.

“Quindi si cambia alla seconda morte, se ho capito bene”.

“Sì, ma non era di questo che volevo parlati, forse ho cominciato un po’ troppo da lontano”.

“Non importa, vai avanti?”.

“Come hai intuito si cambia al momento della seconda morte, ma quel cambiamento mi aveva invecchiato, cambiai ancora tre o quattro volte, ma ogni volta il mio aspetto era di un uomo anziano. Poi arrivarono gli anni sessanta, e il mio corpo quando subì la rigenerazione cominciò a ringiovanire sempre un poco di più, e all’inizio degli anni novanta assunsi il primo aspetto, che hai conosciuto tu. Fino a quel momento io non mi ero mai posto la domanda perché stavo tornando giovane, ma poi quella sera ti vidi. La creatura più bella che avessi visto, sembravi una rosa fra le rose, ho persino creduto che tu fossi una creatura di Roseglia. Quando tua madre ha cominciato a farmi domande sul mio lavoro, io le ho risposto vagamente, e fortunatamente lei non ha approfondito, però io ho pensato, che dovevo andarmene, ma volevo vederti, speravo di rivederti e sono rimasto, e mentre parlavamo, mi sono inebriato di te, e quando abbiamo cominciato a ballare, ho desiderato di poter davvero fermare il tempo. Ammetto di essere rimasto deluso quando mi hai detto di no, ma quando mi hai baciato, oh Luce dovevi sentire i miei cuori sono impazziti di felicità. Luce quello che ti sto cercando di dire è che io ti amo: io non ho mai provato nulla di così intenso in passato, nemmeno per…”, fece una pausa e lei finì la frase per lui.

“Per tua moglie”.

“Sai di lei?”.

“Era la migliore amica di mia nonna, quando ho acquisito la sua essenza, ho ottenuto anche alcuni ricordi, soprattutto quelli che ti riguardano”.

“Capisco. Luce come ti ho detto prima io ho paura, non voglio dimenticare quello che provo per te. Non credevo che un giorno avrei provato un sentimento così forte. Non che non volessi bene alle persone che incontravo sulla mia strada, ma quello che provo per te va oltre al voler bene, e al solo pensiero che mi dimenticherò di te, fa star male”, così dicendo la attirò a se abbracciandola.

Luce era commossa di quell’intensa dichiarazione d’amore, si strinse a lui con forza, ma in quel momento, il tempo le mostrò una parte di ciò che sarebbe accaduto quando sarebbero stati all’accademia. Con dolcezza appoggiò la sua guancia contro di quella di Yaris e gli sussurrò:

“Amore mio, ci sono amori così forti che non hanno barriere né di tempo, ne spazio, né di memoria né d’aspetto. Quella sera quando mi chiedesti di partire con te, lo avrei fatto, ma poi ti ho guardato negli occhi, è ho visto che se fossi partita con te, la nostra storia sarebbe durata un battito di ciglio. Se invece aspettavo l’eternità sarebbe stata nostra, Ed io, mi ero innamorata di te, decisi di aspettare, quel giorno vidi anche che il tuo aspetto era incerto, allora non ne capivo il motivo e ora lo so, e non importa quante volte cambierai io, ritroverò sempre l’uomo meraviglioso che sei”.

Fece scivolare le labbra sulle sue, e ancora una volta il suo bacio scatenò un tumulto di emozioni nei cuori di Yaris che in quel momento avrebbe veramente voluto fermare il tempo.

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