20Mar
2013
adelaide

Adelaide

Fiaba di: Martina Vecchi

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La fiaba

Adelaide, sta per suonare la sveglia, non sobbalzare. Alla tua età le coronarie potrebbero giocarti brutti scherzi.

Drriiin! Ecco, appunto. Rilassati, distenditi supina, realizza quello che è successo: sono le 6.30, la giornata si preannuncia soleggiata, sei nel tuo letto, dalle persiane entrano i primi timidi raggi del sole.

Mettiti gli occhiali, se no col cavolo che ci vedi. No, non è nebbia, è miopia.

Prendili, sono sul comodino. Alla tua destra, Adelaide, non a sinistra. Non ricordi che hai cambiato lato del letto per essere più vicina al bagno?

Ecco, ora è tutto più chiaro, vero?

Già che ci sei accendi la radio e ascolta l’oroscopo, ma non farlo sapere a tua nuora, e nemmeno a quelle pettegole delle comari giù in paese, altrimenti altro che chiacchiere.

Ora dovresti cercare di scendere dal letto (senza romperti il femore) e andare in bagno per la toeletta, veloce però, perché devi predisporre per l’arrivo di tua nipote, e lo sai che non viene spesso a trovarti. Deve essere accolta festosamente, devi cucinare per lei uno dei tuoi piatti sublimi come le lasagne pomodorini e scamorza affumicata, lo sai che le piacciono tanto. Magari le sta già pregustando.

Infatti è ancora al calduccio sotto le coperte nel suo soffice lettino, sta immaginando quale prelibatezza le cucinerai. Dovrebbe venire a trovarti più spesso, quando pranza da te è a posto per una settimana.

Mica come quando cucina la mamma (cioè sempre) che brucia tutti gli arrosti, fa scuocere la pasta e si scorda il lievito nelle torte! Meno male che papà è sempre fuori per lavoro, se no sai le lamentele! Intanto le deve subire lei, povera Isabella, le schifezze della mamma.

Però è veramente una donna efficiente. Lava, stira, spolvera, fa la spesa.

Ora vestiti, Adelaide, che il tempo fugge. Almeno ti sei ricordata di fare la spesa ieri.

Allora vada per le lasagne, e cosa ne diresti di polpette e patatine fritte per secondo?

Tanto ormai il colesterolo, i trigliceridi, l’ulcera, chi se li ricorda più.

Il sole è alto, Isabella ha già fatto colazione. E’ riuscita a mangiare di nascosto una merendina al cioccolato, di quelle tonde e morbide, le sue preferite, mmmh deliziosa.

Il toast bruciacchiato che ha preparato la mamma l’ha rifilato al cane, poveretto, neanche lui l’ha voluto. E’ corso in giardino, ha scavato una buca e l’ha sotterrato.

La cioccolata in tazza almeno era buona.

Adelaide hai scelto la tovaglia? Sei sicura che si abbini ai gerani?

Isabella sperava di svignarsela, ma la mamma l’ha braccata sulla porta di casa: “E il cestino per la nonna te lo sei dimenticato? E la mantellina rossa? Ma credi di uscire così? Guarda che fuori è FREDDO!”.

Certo che quando la mamma ci si mette è proprio pesante, vero Isabella? Sempre un sacco di raccomandazioni, ma con chi crede di aver a che fare? Hai già dieci anni, sei adulta, mica una poppante.

“Nel cestino ci sono i panini freschi della bottega di Luigi, è stato così carino, me li ha tenuti da parte. Ci ho messo anche il salame e il sidro, e il succo di mele che piace tanto alla nonna. Dimenticavo: il bosco è pieno di insidie, non fermarti troppo, guardati in giro, e soprattutto stai attenta ai lupi grigi, che è stagione. Mi raccomando. Capito?”

Mamma mia, ha finito finalmente.

Cappuccetto Rosso esce di casa; Adelaide, regolati. Hai rassettato la casa e spolverato? Che non pensino che non sei più in grado di fare le pulizie, se no ti mettono in casa una badante, sarebbe la fine.

Cappuccetto Rosso è finalmente giunta nel bosco. Quanto vorrebbe che non la chiamassero così! E’ ridicolo. Alla prima occasione si comprerà una mantellina a quadretti.

Però che bella giornata, non è vero che è freddo, cioè, solo un po’, ma cavolo, è aprile, quanto ci mette a venire caldo?

Cappuccetto vede delle bellissime margherite, e decide di coglierne un mazzolino per te, Adelaide. La mamma aveva detto di non indugiare, però, ricordi?

In lontananza si distingue una figura scura che avanza lentamente verso il prato di margherite, si direbbe quasi un lupo grigio, ma va’?

Adelaide, tua nipote si caccerà in un bel guaio, se non si affretta verso casa tua.

Hai finito con l’apparecchiatura?

Guarda un po’, il Lupo si avvicina a Cappuccetto. E’ grigio, lento un po’ spelacchiato. Sembra innocuo, però, un vecchio cane randagio. La mamma è sempre troppo apprensiva.

“Ciao, bella bambina, cosa ci fai tutta sola nel bosco? E’ pieno di lupi grigi, qua intorno..”.

Cos’è, fa anche lo spiritoso? Cappuccetto non farti intimidire, trattalo con superiorità e non dargli corda.

“Sì lo so, ma sono una bambina accorta e prudente. Adesso scusami, ma devo andare. La nonna mi aspetta.”

Il lupo non sembra rimanerci male, pare quasi che abbia architettato qualcosa. Saluta Cappuccetto Rosso con uno strano ghigno dipinto sul muso.

Adelaide ora puoi sederti sulla sedia a dondolo, mettiti comoda, il plaid sulle ginocchia, e concediti un buon libro. Cappuccetto dovrebbe arrivare a momenti.

Suonano alla porta, Adelaide, proprio adesso che ti sei seduta.

Va’ ad aprire, magari è Cappuccetto. Strano, però, sarebbe in anticipo.

“Cosa? Un lupo grigio? Si allontani da casa mia, accidenti a quella volta che non ho guardato dallo spioncino! Guardi che chiamo il cacciatore sa? AIUTO!”.

“Zitta, vecchia bisbetica! Ti mangio in un sol boccone! GNAM!”.

Ma come, Adelaide, ti fai divorare così? Questa proprio non ci voleva, adesso che deve arrivare tua nipote. Sbranerà anche lei, quell’odioso Lupo?

Eccola infatti che sta per suonare il campanello, ti ha raccolto un grazioso mazzolino di margherite e non-ti-scordar-di-me.

La nonna sarà sicuramente contenta. DLIN-DLON!

Questa, poi! Adelaide non ti preoccupare, tua nipote ha le chiavi. Mica scema. Però è preoccupata. Crede che tu non ti senta bene.

“Nonna, ci sei?”

“Sììì, tesoruccio, sono a letto..”

Cosa? Il Lupo si è travestito da nonna, Adelaide fa’ qualcosa, urla, scalcia, ma fa’ qualcosa!!

“Eccoti! Ma.. Che orecchie grandi, che hai, nonnina!”- Ammazza. Altro che orecchie. Sono due imbuti. E pelose, per giunta. Che schifo.

“E’ per sentirti meglio, bambina mia..”

“E che occhi grandi, che hai”- E gialli. E acquosi. Gesù nonna, ma che malattia hai?

“E’ per vederti meglio, bambina mia!”

“Ma… che naso grande, che hai..”.  – Naso? Un muso lunghissimo e scuro e peloso. Bleah.

“E.. Che bocca grande!”. Piena di denti aguzzi e bavosi. Oddio, ma questa non è la nonna di Cappuccetto. Adelaide fa’ qualcosa.

“E’ per sbranarti meglio! GNAM!”.

Brave. Vi ha fatte fesse tutte e due. Sperate solo che arrivi il cacciatore a salvarvi. Non avete niente da leggere. Cosa fate lì, al buio?

Adelaide, tua nipote si sta seriamente pentendo di essersi fermata nel bosco.

Probabilmente, però, il Lupo aveva già i suoi piani.

Suonano alla porta. E adesso chi va ad aprire la porta?…

“Salve sono l’Alfredo!” – Adelaide, è arrivato il cacciatore! – “ Son venuto per la marmellata di more ma…. Lei non è mica l’Adelaide! Poffarbacco, ma lei è il famigerato Lupo grigio!

Non si muova, che la squarto!” E chi si muove? La pancia ormai arriva fino al pavimento. Adelaide scalcia, urla, dimenati! La tua povera nipote sta morendo asfissiata, lì dentro, e vuole la mamma. Ha dieci anni, lei, non è mica un’adulta.

Comincia ad entrare luce, vero Adelaide? Vuol dire che il cacciatore sta sezionando il Lupo. “Faccia piano, però, voglio restare capo- branco ancora per un po’..”.

Non temere, Adelaide, siete quasi fuori, giusto il tempo che L’Alfredo ricucia la pancia del Lupo. Ecco fatto, libere.

“Grazie, sa, Alfredo. Se non ci fosse stato lei, chissà dove saremmo adesso..”

“Non dubitate del mio prode coraggio, Madama Adelaide.. E la marmellata di more?”

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