10Set
2012
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Il bambino che non rideva mai

Fiaba di: [email protected]

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La fiaba

C’era una volta nel paese di Sorrisi un bimbo che non rideva mai. Sua madre, Anna Gioia, rideva e gioiva in ogni occasione, sin da quando, piccina, il padre, Giannino, un uomo “alto 2 metri e uno sgabello” ma secco come uno “spillone”, come dicevano la mamma e la nonna, la portò al circo a vedere i pagliacci. Il padre, Walter Felici, era felice di nome e di fatto.

Tutto il paese era famoso per lo spirito giocoso e spensierato dei suoi abitanti. Poi, in una strana giornata primaverile di pioggia era nato lui, il piccolo Luigino e tutto era cambiato. Da quel giorno, l’estate si era fatta più corta e meno calda, l’inverno più lungo e più freddo. Gli uccellini non fischiettavano al caldo tepore dei raggi del sole che non splendeva in cielo come nel passato ovvero prima che nascesse il piccolo Luigi. Nel paese tutti, uomini, animali e cose pensavano che fosse colpa del bimbo che non rideva mai. Anzi piangeva sempre: se aveva fame piangeva; se aveva sonno piangeva; se aveva sete piangeva; se aveva voglia di uscire a fare una passeggiata piangeva….. ecco, piangeva proprio sempre!

Un bel giorno, o forse dovrei dire triste, il sindaco del paese, un signore di mezz’età dal grosso naso a patata, rosso come una ciliegia matura, con il gilet che sembrava stesse per esplodere e due orecchie e un pancione a dir poco abbondanti, si recò a casa di Luigino per parlare con i genitori del piccolo. Voleva allontanare la mala sorte che aveva colpito il suo paese allontanando la famiglia Felici dal paese.

Anna e Walter lo accolsero pensierosi prevedendo che non si trattava di una visita di cortesia. Il sindaco chiese subito conto degli stravolgimenti che si erano abbattuti sul paese e dava la colpa di tutto ciò a loro, genitori, e al bimbo che non rideva mai.

Tuttavia fu allora che successe una cosa strana, il bimbo entrando nella stanza e vedendo il faccione tondo del sindaco scoppiò in una grossa e grassa risata che orecchio umano non aveva mai udito. Il sindaco pensando che i problemi del suo paese fossero svaniti con la risata del bimbo spiccò un salto da specialista, salutò i genitori con un profondo inchino e prese la via della porta, pregustando la riconoscenza dei suoi elettori quando avessero saputo che lui, proprio lui, il sindaco aveva risolto tutti i loro problemi…. Il sindaco tronfio e gonfio come una mongolfiera superò la sala, il corridoio, il disimpegno, aprì lui stesso il portone, ma appena il suo piede varcò la soglia della porta il bimbo scoppiò a piangere. Stranito dalle urla di pianto del piccolo il sindaco fece allora un passo indietro e il bimbo riprese a ridere. Fece allora  un passo avanti verso l’uscita e il bimbo si rimise a piangere. Fecero così per tre giorni e tre notti. Avanti e il bimbo piangeva. Indietro e il bimbo rideva. Gli occhi del sindaco ormai vitrei e rossi come due pomodori da sugo non avevano più una goccia di lacrima da piangere, mentre il bimbo rideva e piangeva come se fosse sulle montagne russe.

Il consiglio comunale si riunì in seduta straordinaria nella casa dei conigi Felici, per l’impossibilità a spostarsi del sindaco e decise di spostare la sede del comune sino a data da destinarsi nella casa del piccolo Luigi. Fu deciso inoltre che la residenza del sindaco divenisse da quel giorno la casa del piccolo Luigi.

Da quel momento in poi l’estate tornò bella e splendente, la primavera calda e l’inverno mite…… I genitori del bimbo che non rideva mai sono tornati al lavoro (il papà nel frattempo è diventato sindaco), il sindaco ancora oggi non riesce ad uscire da casa del piccolo Luigi, anzi ormai in pensione è diventato un provetto baby sitter….. e Luigi? Luigi ride a crepapelle per il buffo cappello del sindaco. Ma nessuno lo sa, neanche il sindaco … che se lo sapesse potrebbe tornare a casa. Ma mi raccomando, amici miei, acqua in bocca!

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