08Apr
2016

Volevo la panna … e mi è venuta una ninnananna

Fiaba di: alessandra cerretti

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La fiaba

Ninnananna al passerotto
che la sera stanco scivola sotto il piumotto;
ninnananna al topolino vagabondo e birichino
e la sera si coccola sul suo cuscino;
alla formica forzuta e laboriosa
ma la sera non vede l’ora di spaparazzarsi oziosa;
ninnananna alla lucertola immobile al sole
che anche a letto il calore vuole;
ninnananna all’operosa ape che di giorno sopra i fiori svolazza
ma la notte sotto le coperte si sollazza;
alla zanzara che vola rumorosa e zig zag tra le orecchie è fastidiosa
ma la notte dorme silenziosa;
ninnananna alle rane che nello stagno cantano e saltano tra le erbette
mentre la notte riposano le loro zampette;
ninnananna alle balene che nuotano maestose
ma dormono tra i ghiacci, sinuose;
al leone
che sia di giorno che di notte si ripara sotto l’albero, pigrone;
ninnananna alla lucciola che alla notte è vagabonda e luminosa
ma di giorno è sonnacchiosa;
ninnananna allo scoiattolo veloce e furbetto
ma il suo riposo è dentro l’albero, protetto;
alla lumaca che cammina e cammina lenta
e la notte stanca si addormenta;
ninnananna all’orso che d’inverno a lungo riposa
ma d’estate cattura i pesci a iosa;
Infine ninnananna a tutti quanti….ma soprattutto ai miei due tesori
Che con solo due baci sognano a colori;

tratto da “Le ninnastrocche”,  EdiGiò, Alessandra Cerretti

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