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Tutte le fiabe di michelepisculli

Questa la raccolta personale di michelepisculli. Puoi contribuire anche tu al progetto "Ti racconto una fiaba" inviando i tuoi testi attraverso l'apposita pagina invia la tua fiaba.

napoleone-gesto-amore

Napo(leone), un gesto d’amore

Quel mattino mi ritrovai abbandonato sul ciglio di una strada. Pioveva insistentemente ed ero solo. Non riuscivo ancora a capacitarmi come fosse successo tutto questo. Fino a poche ore prima avevo una famiglia che sembrava che mi amasse ed io credevo di essere felice.

Mario, il capo famiglia, era sempre burbero con me. Ma non ne soffrivo eccessivamente. Quell’uomo era fatto così e non credevo che in realtà fossi un problema per lui. I suoi modi bruschi che aveva nei miei riguardi erano ampiamente compensati da Lucia, la moglie, e dal piccolo Raffaele (Lele).

La prima, di nascosto del marito, mi rimpinzava di gustosi assaggini che erano i resti dei loro pasti quotidiani. Questi extra, che apprezzavo molto, rendevano il mio pasto quotidiano consistente in monotone crocchette meno scialbo. Capivo subito quando stava per darmi qualcosa di appetitoso. Allora mi mettevo seduto di fronte a lei ed aspettavo fiducioso. Lele era il più affettuoso di tutti con me.

Napo(leone), un gesto d’amore

principessa-cani-randagi

La principessa dei cani randagi

Chi non ha mai posseduto un cane
non può sapere che cosa significhi essere amato.
– Shopenhauer –

I – La mia nascita

E venne il giorno del mio arrivo sulla terra. Da allora, come ancora adesso del resto, continuo a chiedermi come sia stato possibile questo evento meraviglioso. Quel giorno presi coscienza all’improvviso della mia esistenza. Percepivo il battito ritmico e rassicurante del mio cuoricino, anche se tutto era ovattato e buio. Il poco tempo in cui restavo sveglia lo passavo a toccare con le zampe e a tastare con la lingua ciò che mi stava attorno cercando di scoprire dove fossi. Capii subito di avere un punto di riferimento vivente accanto a me. Sentivo i suoi peli folti che mi davano calore e sicurezza e la mia bocca trovò anche delle tumefazioni, in quel manto accogliente, che stringendole liberavano un liquido delizioso che mi dava forza e placava quella strana sensazione che partiva dalla mia pancia. I primi giorni passarono tutti eguali l’uno all’altro. Stavo sveglia solo per ingurgitare avidamente il mio pasto più volte al giorno (anche di notte*), poi dormivo per la maggior parte del tempo. Non ho alcun ricordo di ciò che succedeva nella mia mente in quei lunghi momenti di oblio.

La principessa dei cani randagi