16Ago
2016

La principessa Ludovica

Fiaba di: carmelina fraraccio

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La fiaba

LA PRINCIPESSA Ludovica si lisciò le pieghe del vestito lilla una per una, un piccolo, aristocratico colpo di tosse e: “Adelaide…Adelaide portami una grossa fetta di torta panna verde smeraldo…”. Il colpetto di tosse divenne un gridolino stridulo.

Come sempre Adelaide non c’era, una domestica incorreggibile, da licenziare. La principessa si guardò intorno e la vide distesa sulla poltroncina a guardare la sua trasmissione preferita: CARTONI A TUTTE LE ORE.

Doveva andare da sola a prendersi la su merenda altrimenti il brontolio del suo stomaco avrebbe svegliato tutto il castello. Facendo attenzione a non sporcarsi , si tagliò un ‘enorme fettona di pan di spagna morbido, morbido e lo affogò in un mare di panna , lo decorò con gocce di cioccolato e vi affondò direttamente la bocca . Si guardò al suo specchio magico, ma non ebbe il coraggio di chiedere chi fosse la più bella del reame…conciata così poteva passare per la più buffa. Se l’avesse vista sua madre la regina! Per non parlare del re, suo padre, sire del paese di SISSIGNORE!

La principessa diede uno sguardo svogliato, ma che dico svogliato, disgustato ai suoi libri e sferrò un calcio da far invidia ad un terzino.

Patapuf tutti i libri e quaderni a gambe all’aria. Che ridere!!

Piano piano tirò fuori dall’ astuccio il rossetto che la sua amica principessa Lucrezia aveva trafugato a sua madre e si disegnò due grossi labbroni color magenta o almeno così c’era scritto, a lei pareva rosso, un po’ troppoooo rosso.

Ma era divertente. Del resto lei era la principessa e poteva permettersi tutto quello che le passava per la testa.

Improvvisamente sussultò, cadde desolatamente dalla sedia e, a dir la verità, con le gambe all’aria e la faccia da ebete color magenta non pareva molto regale. Sua madre le si avvicinò minacciosa: “hai fatto i compiti Ludo?”

Veramente non sapeva cosa dire, avrebbe voluto pronunciare “mi avvalgo della facoltà di non rispondere”, ma non uscì un filo di voce dalla sua bocca color magenta.

“In un attimo, riordina la stanza, compresa la tua bambola che hai messo a guardare i cartoni e prima che papà torni da lavoro finisci i compiti”

Ludovica si alzò mollemente dal tappeto e mai come quella volta si sentì triste per non essere una principessa, di non avere una mamma regina , ma che però comandava a bacchetta.

Si ripulì con cura il viso, sistemò la stanza e prendendo in braccia Adelaide le sussurrò: “comunque la prossima volta ti licenzio!”

Corse in cucina e l’odore delle patatine fritte le percorse il naso. La sua mamma era affaccendata tra i fornelli. Prese le posate e cominciò ad apparecchiare. Che bella era la sua mamma con i capelli in disordine e il viso dolce, ora che si era calmata, mentre sbucciava le patate e mescolava la minestra.

“Sai mamma sembri una regina”

“Certo, certo … la regina delle patate fritte”

“Che buone le patate fritte” pensò Ludo, ne avrebbe fatto una scorpacciata, la torta alla panna non l’aveva saziata neanche un pochino.

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