30Nov
2015

Poesia ad una Stella

Fiaba di: 06rafi06

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La fiaba

“Nelle fiabe e nelle favole, come dico e dirò sempre, il tempo e lo spazio sono intangibili ed incalcolabili preludi di preziose e misteriose “scintille”, lontani dall’esattezza scientifica e dall’immanenza per cui, ogni storia che vi racconterò è avvenuta certamente nel magico splendore di una “scintilla d’oro o d’argento”.

Dunque, proprio durante l’esplosione di una di queste scintille, le due bellissime, potenti e ricchissime Fate che già conoscete in altre mie fiabe  – mamma e figlia a loro volta – rispettivamente di nome “Luce di Stella” per quanto luminosa e “Goccia di Mare”  per i suoi occhi indefinibilmente verdi , grigi, azzurri, proprio come le sfumature delle acque marine vogliono accompagnarvi nel fatato giardino della loro casa, dove hanno sempre vissuto le piccole Anthea e Desirèe: anche queste ultime “Riminesine”  già note per la loro dolcezza, bellezza ed “operatività angelica”, proprio come nelle favole.

La loro casa come vi ho gia raccontato, viaggiava tra le nuvole del cielo, parcheggiando nei luoghi più belli che la natura avesse accarezzato affinchè anche le piccole, vivessero delle meraviglie del creato sempre e dovunque.

Per i poteri di “Luce di Stella” e di “Goccia di Mare”, i bambini non erano sfiorati nè da disagi, nè da dolori, nè da tristezze e da quando tutte insieme vivevano lì, da sempre con le Fate, Mamma Luna e Nonna Stella

Inoltre, nell’ oasi magica ed incantata del giardino, hanno sempre dedicato una loro poesia a Qualcuno e/o a Qualcosa per Amore e Riconoscenza della loro felicità ed hanno sempre avuto la magìa di ascoltare le voci di quel giardino attraversandolo.

Sembrava bisbigliare:

“è aria dei nostri profumi, colori e sensazioni; siamo lucciole, grilli, rose, camelie, glicine, avviluppato calicanto che sboccio profumato sempre e solo a Natale con l’agrifoglio.

Siamo statue, panchine e fontane, lampioni, magico e segreto laghetto, siamo i suoi cigni e ninfee, i suoi girini e le rane nel tempo, diviso tra il ricordo e il presente.

Viviamo e passeggiamo con le “Sagome Angeliche e Fulgide” che si aggirano sempre, tra perlate brine invernali e tenere rugiade di primavera, tra i pini argentati e gli abeti coperti di neve, d’inverno addormentati.

Beate le ombre, le voci che si ascoltano nei silenzi lontani e  che si confidano al riparo del vento e dei temporali; fortunati i fiori sbocciati, le acque fruscianti, il chiurlo, le rondini, i passeri, le formiche smarrite, nel grigio del mondo.

Noi bisbigliamo agli astri che sussurrano in silenzio, le rime spontanee fino all’alba di ogni giorno, nell’incanto del giardino vissuto ancora, da soffuse presenze sempre più vive e mai morte.

Niente e nessuno è smemorato qui; nè la pietra, nè la lucertola.

Volano eternamente, con noi farfalle variopinte e bianche, baci di carezze materne, di tenerezze paterne, di giochi di chi voleva ancora vivere.

Qui, passeggiamo sempre tutti insieme,  fra luce ed ombra, preghiere e imprecazioni, prima che crolli l’amore di un mondo senza forma.

Ascoltiamo tutti il cuore delle foglie e dei petali dei fiori, prima che arrivino alla deriva per poi ritornare alla vita in un altro giardino fatato.

I cieli, sopra di Noi, si intravedono appena tra gli alberi, come lividi o rime di languidi, profondi ed indimenticabili, rari Amori.”

Dunque le Fate tutte con Luce di Stella, Goccia di Mare, Anthea e Desirèe con la mamma Luna e Nonna Stella guardando il cielo fecero fluire pensieri verso  una Stella e composero le loro dolci rime che al soffio di un bacio giunsero  subito per incanto al suo cuore:

“Non chiedere ad ogni fiore di non sbocciare, non può, c’è il sole; non chiedere alla lucciola di non illuminare, non può, c’è la notte; non chiedere a Noi di non Amare, non possiamo: ci sei Tu!”

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