23Set
2016

Nerina, la penna che tornò a scrivere

Fiaba di: Rita Bimbatti

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La fiaba

C’era una volta una penna, che solitaria, se ne stava sul davanzale della finestra di una classe elementare. Forse dimenticata da qualche bambino sbadato, in posizione privilegiata osservava curiosa le lezioni che si svolgevano all’interno. Una ventina di bimbi dai sette agli otto anni, ogni mattino sedevano sulle piccole seggiole di legno, appoggiavano i gomiti sul banco ed aspettavano le maestre per iniziare la lezione.

Nerina, così si chiamava la penna, in pochi giorni imparò i nomi di tutti i piccoli alunni.

Vicino alla sua postazione, proprio sotto la finestra, stava il banco di un bimbetto dai capelli corti e neri; una volta seduto continuava a muovere incessantemente i piedini. Ogni tanto, si sentivano le insegnanti ripetere:

“Loris! Stai fermo un attimo!”.

A Nerina, piaceva molto quel piccino, lo trovava simpatico e dolcissimo.

Un giorno, durante la correzione di un testo, la maestra si avvicinò a Loris con aria severa, dicendo:

“Io non capisco la tua scrittura…ci sono moltissimi errori in questa pagina…devi applicarti di più, così non va!”.

Il bambino, dopo quelle parole, si rattristò e rimase un paio di minuti col capo chino guardare quel testo pieno di correzioni eseguite con grossi segni rossi dall’insegnante.

Nerina, dispiaciuta per l’accaduto, continuava a pensare tra sé:

“Loris, guarda sul davanzale della finestra, girati! Prendimi e usami! Io ti posso aiutare!”.

Finalmente, un mattino Loris entrò in classe, appoggiò lo zaino sul banco e rialzando la testolina vide la penna.

“Che bella! Tutta colorata…e si può anche ricaricare!” esclamò.

Chiese ai compagni chi poteva averla persa, ma nessuno diede risposta.

“Allora la terrò io…” pensò.

Il bimbo ripose delicatamente la penna nel suo astuccio e una volta giunto a casa, iniziò a scrivere sul quaderno.

Chissà se Nerina era magica…chissà se non si trovava là per caso…ma più Loris scriveva, più la sua grafia migliorava.

Anche la maestra lo notò con soddisfazione:

“Bravo! Stai migliorando di giorno in giorno…continua così!”

Che entusiasmo per il piccino!

Passarono i mesi, Loris e Nerina divennero inseparabili.

Già…a volte basta un pizzico di magia e anche difficoltà apparentemente insormontabili possono essere superate egregiamente.

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