10Nov
2017

Il lupo Noel

Fiaba di: Monica F.

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La fiaba

C’era una volta un giovane lupo, dal magnifico manto bianco e gli occhi di una cangiante tonalità viola scuro, di nome Noel.

Allegro e altruista, romantico e sognatore, la creatura sognava di poter un giorno disegnare la notte d’inverno, più bella che fosse mai esistita, con la sua poesia. Delicato poeta, desideroso di poter allietare l’intero creato col suo canto.

Nato con una zampa storpia, menomato nel fisico, non proprio perfetto, rispetto agli altri del branco, Noel non si era mai perso d’animo, e anche se zoppo e malfermo, talvolta ridicolo col suo incedere sbilenco, grottesco  nei movimenti sgraziati, non aveva mai smesso di decantare i suoi versi, componendo nel suo cuore bellissime poesie, cullando nel proprio animo il sogno di diventare sempre più bravo, seppur con tanta difficoltà, come la sua condizione gli imponeva – un passo dietro agli altri – senza poter raggiungere facilmente l’altura della collina, ugualmente orgoglioso delle sue poesie, con le quali amava riempire il creato di gioia ed incanto.

“Neve/ospite tra filari di brina/un pettirosso” dipingeva coi suoi adorati haiku la natura attorno, liberando la sua anima attraverso la poesia, riuscendo a dar voce in questo modo alle sue emozioni, le sue sensazioni, tutto il suo mondo interiore.

“Ma così conciato!” gli facevano eco gli altri animali alle sue spalle, mischiandosi spesso a patetiche mezze risate, e sguardi caritatevoli di pietà “Così conciato! Devi ammettere che non sarà mai, una gran cosa! Le tue forme non sono per niente armoniose, non sei un lupo perfetto, sei troppo lento e non è certo un belvedere! E così combinato, impedito, forzato nei tuoi movimenti, puoi star certo che nessuno ascolterà mai le tue poesie! E’ impossibile! Dove potrai mai arrivare?”

“Ah no! Peccato!” levava lui allora ogni volta, per tutta risposta, ancora più in alto il muso, drizzando le orecchie appuntite, sorridendo, graffiando con gli artigli il terreno “Sarò pur storpio, è vero! Ma nessuno potrà mai fermarmi, dal mio proposito di divenire sempre più bravo, e portare sempre più in alto i miei haiku!”

E malfermo, non cessava mai il suo canto.

“Anche se non potrai andare tanto lontano?” ciarlavano le malelingue.

E senza restare ad ascoltare oltre, lui,  ferreo, continuava nel suo canto con tenacia, avanzando con fermezza.

E un giorno, al nascere della luna sopra l’altura ghiacciata d’inverno, a illuminare tutt’intorno coi suoi raggi, d’improvviso, voltando lo sguardo verso l’orizzonte, il lupo percependo il proprio petto battere a mille, scorgendo l’astro carezzare in mille bagliori di rugiada, il suo splendido manto, con movimenti insicuri, inspirò profondamente.

“Le tue poesie sono bellissime, Noel!” lo sorprese di colpo una dolce voce,  alle sue spalle “Non fermare il tuo canto! Non arrenderti! Sei bravissimo!”. E il lupo ritrovandosi dinanzi una bellissima lupa, dalle forme incantevoli, e gli splendidi occhi color dell’ambra, sbarrò lo sguardo stranito “Tu chi sei?”

“Il mio nome è Bianca!” rispose lei arrossendo, bellissima “E da tempo ascolto i tuoi haiku. Ogni volta un’emozione pura per le mie orecchie, una gioia immensa per il mio cuore. Sono bellissimi Noel, non fermarti!”

Il giovane lupo, timido, le fece cenno di avvicinarsi.

“Scusami se oso intromettermi così all’improvviso, ma ti chiedo di non dare ascolto a coloro i quali, invidiosi, non dovrebbero nemmeno dar fiato alle parole! La tua poesia ha riempito sempre il mio cuore e reso bello il mondo intorno! Ti prego Noel non fermarti!” si schernì la dolce Bianca.

E Noel strofinando il proprio naso contro quello di lei, carezzandola, sorridendo come mai aveva fatto prima di allora, recitò con delicatezza infinita la sua poesia al cielo, facendo aprire la notte di una lucentezza superba, abbacinante, fermando la natura intorno di un fulgore strepitoso, aprendo il manto nero della mezzanotte come non mai “Vento/ dondola fra rami di brina/l’aurora” perdendosi negli occhi innamorati di Bianca, sorridendo di gioia indicibile, annunciando la sua felicità al mondo intero, ululando in un solo respiro, melodia d’amore di impareggiabile bellezza, al fianco di lei, distorto, arrancando, ma raggiante e pieno di luce.

E da quel giorno Noel e Bianca, non si lasciarono mai più, e vissero per sempre felici e contenti.

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