21Mar
2016

La zia nel pallone

Fiaba di: Melania

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La fiaba

Ciao piccolo lettore, eccoci ancora insieme per un nuovo racconto sei pronto? Certo che si! se hai scelto di leggere la raccolta del piccolo lettore non può essere altrimenti, dai viaggiamo insieme con la fantasia e entriamo in una nuova storia.

Daniele è un piccolo bambino di otto anni, ultimo di tre figli vive in una famiglia molto numerosa, ha tanti zii, tanti cugini, i nonni e tanti tanti amichetti; ma a stargli a cuore particolarmente è una zia, zia Mirella una donna di trentasei anni molto simpatica, allegra, bella, solare, forte, dolce, unica ma estremamente, esageratamente e dannatamente single.

Zia Mirella del suo stato sentimentale non se ne faceva un problema fino a che gli altri puntualmente non le facessero notare e pesare che il tempo scorreva come un fiume in piena e che si doveva dare una mossa.

Zia Mirella ha tanti nipotini ma quello a cui lei tiene di più è appunto Daniele, un bambino con tanti interessi tra cui il calcio ed è anche molto bravo, frequenta una scuola calcio tre volte a settimana e, agli allenamenti lo accompagna sempre mamma Cristina; un giorno però la mamma di Daniele dovette andare dal dottore per problemi al piede visto che giorni addietro cadde dalla scala mentre puliva il lampadario.

Daniele non voleva rinunciare a gli allenamenti e chiese a zia Mirella di accompagnarlo, Mirella non doveva lavorare quindi decise di accontentare il piccolo Daniele.

Giunti al campetto di calcio Mirella si trovò attorniata da numerose mamma con bambini a seguito e qualche papà, apriti cielo…..Mirella si sentì come un piccolo topo tra numerosi gatti……….; come? Diciamo così: in un leggero disagio. Un disagio che non sapeva se era insito in lei, in quanto non amava trovarsi in quelle situazioni o provocato dalle persone che stavano in quel campetto.

Ma Mirella andò avanti per la sua strada e preparò il piccolo Daniele per gli allenamenti; Daniele entrò in campo e Mirella restò fuori a guardare con le altre mamma le quali tutto facevano fuorché guardare i loro figli (Mirella era la prima volta che accompagnava Daniele agli allenamenti e quindi non aveva occhi che per lui, mentre le altre mamme approfittavano di quel momento anche per scambiare quattro chiacchiere tra di loro visto i loro impegni quotidiani), parlavano di tutto anche dell’allenatore che si trovava a bordo campo: e come è carino, hai visto come è gentile, è proprio un bel ragazzo, chissà se è sposato?, e tanto altro. Quindi incuriosità Mirella incominciò a guardarlo, ed effettivamente Claudio (questo è il nome dell’allenatore) era veramente un ragazzo affascinante: alto, barba incolta, spalle larghe, bel sorriso, insomma Mirella a trentasei anni ebbe il classico colpo di fulmine.

Mirella andò altre volte sul campetto con Daniele e a lei Claudio gli sembrava ogni volta sempre più bello, ma lui non dava alcun cenno di interessamento, sembrava che li sul campetto tutti avessero capito la simpatia che Mirella provava verso Claudio tranne lo stesso.

Arrivò giugno e la scuola calcio andò in ferie e Mirella dovette rassegnarsi perché sapeva che non avrebbe più rivisto l’affascinante Claudio, almeno fino a settembre, quando la scuola avrebbe ripreso le sue regolari attività.

Il piccolo Daniele appassionato di sport non riusciva a stare senza fare niente quindi decise di andare un po’ nel bosco a correre con la mamma, fino a che un giorno non convinse in modo alquanto esagerato zia Mirella ad accompagnarlo; zia Mirella odiava correre ma per Daniele fece uno strappo alla regola, incominciarono a correre e dopo poco meno di cento metri zia Mirella aveva un fiatone enorme ed era assetata comprò una bottiglina d’acqua e a testa china cercava di aprirla quando su quella bottiglina avvolta dalle sue mani ben curate si posarono con fare gentile, due mani grandi, Mirella alzò la testa e vide, vide, vide Claudio che riconoscendo lei e con la scusa di salutare il piccolo Daniele si fece avanti.

Daniele sapeva che in quel bosco avrebbe incontrato Claudio perciò convinse la zia ad andare a correre con lui, perché anche lui come gli altri aveva capito che a zia Mirella piaceva Claudio.

Abbiamo lasciato quei due con la bottiglina d’acqua in mano ed ora? Ora stanno insieme, pronti per vivere una storia a due, tre o quattro boh chissà; forse piccolo lettore nel viaggio che faremo insieme rincontreremo nuovamente il piccolo Daniele, zia Mirella e Claudio e ci aggiorneranno della loro vita nel frattempo continua a seguire le nostre storie dove al centro ci sei sempre e solo tu.

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