01Apr
2016

La sfera di vetro

Fiaba di: Livia

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

Tanto tempo fa, un vecchio stregone era alla ricerca di un luogo in cui stabilirsi. Viaggiò fino ai confini del mondo, dove scoprì il paese di Chissàdove. Un posto magnifico, racchiuso da valli innevate e laghi dove si specchiavano gli arcobaleni. Incantato dalla bellezza di quel paesaggio, lo stregone non ebbe dubbi, avrebbe costruito il suo castello proprio lì. Gli abitanti lo accolsero con ospitalità, egli infatti era un uomo buono e usava i suoi poteri per guarire i malati e aiutare chiunque fosse in difficoltà. Si innamorò e si sposò con una giovane donna che presto aspettò un bambino.

Un giorno però una strega malvagia arrivò a Chissàdove, intimando allo stregone di andarsene perché quello sarebbe stato il luogo dove avrebbe edificato la sua orribile dimora. Lo stregone preoccupato, abbracciò sua moglie e le disse «Sono vecchio e stanco per fronteggiare la strega e una guerra devasterebbe questo luogo splendido. Voglio che lo porti con te e che lo mostrerai a nostro figlio così come lo vediamo noi adesso, in modo che sappia, un giorno, da dove proviene».

Detto questo, con un incantesimo rimpicciolì ogni cosa e racchiuse il castello, le valli e i laghi dentro una palla di vetro. Chissàdove scomparì e la donna si stabilì in un altro paese, dove nacque il bambino. Accanto alla culla, sul comodino, la palla di vetro gli teneva sempre compagnia. Al suo interno, la neve sulle valli si era sciolta riempiendola d’acqua e man mano che il bambino cresceva, continuava a giocarci agitandola di tanto in tanto.

Quando fu abbastanza grande, la mamma raccontò la storia della palla al bambino, che per lo stupore, quella notte non riuscì a dormire. Guardò fuori dalla finestra e vide una stella cadente srotolare la sua coda nel cielo. Chiuse gli occhi ed espresse un desiderio «Come vorrei poter entrare nella palla di vetro e visitare il castello e quel paese meraviglioso…».

Quando li riaprì non era più nel suo letto, ma galleggiava nell’acqua piena di fiocchi di neve! Nuotò intorno alle valli, sopra le guglie del castello, e sbirciò dentro le finestre. Poi, scese fino al ponte levatoio e un uomo dalla lunga barba bianca gli aprì il portone. «Figliolo!» esclamò «Finalmente sei arrivato!».

Il bambino corse incontro al padre, abbracciandolo forte «Sei sempre stato qui ad aspettarmi?»

«Certo mio caro, bastava che tu lo desiderassi e io ti avrei fatto entrare!».

Il babbo stregone trascorse tutta la notte insieme al suo bambino, mostrandogli ogni angolo del castello e l’incanto del paese di Chissàdove. Gli raccontò che per salvarlo dalla strega aveva costruito la palla di vetro e che in questo modo sarebbero stati insieme per sempre.

Al mattino quando la mamma entrò nella cameretta lo trovò che si agitava nel letto.

«Mamma! Non crederai mai dove sono stato stanotte! Sono entrato nella palla di vetro e ho incontrato papà! Lui vive lì dentro!».

La mamma lo baciò teneramente «Cucciolo mio, hai sognato».

«No, non era un sogno, ho visitato il castello in ogni sua stanza» e raccontò di cosa avesse visto. La mamma rimase stupita, perché ogni cosa era proprio come se la ricordava, ma il bambino non poteva saperlo perché non era ancora nato. Prese la palla e la agitò, guardando i fiocchi di neve scendere lentamente, posandosi su ogni cosa.

«Sai, a volte le persone che non vediamo più, si mettono in contatto con noi attraverso i sogni. Loro vivono là dove riposa il nostro cuore».

«Mamma, perché non entriamo insieme nella palla? Potremmo rimanerci per sempre!»

«Perché dovremmo dormire per sempre per vivere in un sogno e noi viviamo nella realtà. Occorre stare svegli per scoprire dove si nascondono i sogni meravigliosi. Proprio come quello che hai fatto tu».

Da quel giorno, nella palla continuò a nevicare e ogni volta che il bambino la agitava, un vecchio stregone si affacciava dalla torre del castello, salutandolo.

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti