16Dic
2015

La befana vien di notte

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

Era  la notte tra il 5 e il 6 Gennaio. Le feste ormai  erano giunte al termine. Come diceva un antico proverbio “L’Epifania tutte le feste si porta via.”

Ivan e Mattia non erano molto contenti, perché sapevano che l’indomani sarebbero ritornati  a scuola, dopo ben due settimane di vacanze natalizie. Tuttavia questo ultimo giorno di festa aveva un qualcosa di speciale. A mezzanotte sarebbe arrivata la befana a cavallo della sua scopa!

“Tu che dici” domandò Ivan al fratello più piccolo “questa notte arriverà la befana?”

“Spero di si” rispose Mattia, guardando fuori dalla finestra.

“Come sarebbe a dire spero?” riprese Ivan meravigliato.

“Ho paura che quest’anno nella calza, troveremo solamente carboni. Ultimamente siamo stati un po’ troppo monelli e abbiamo fatto arrabbiare terribilmente mamma e papà.”

“Hai ragione.” Disse Ivan sconsolato. “Ma tu ci credi davvero a questa storia della befana? Cioè che vola per il cielo a cavallo di una scopa, con un sacco pieno di caramelle sulle sue spalle, e che per di più viaggia con una scarpa rotta da cui fuoriesce il suo alluce?”

“Certo che ci credo!” esclamò Mattia, continuando a guardare fuori dalla finestra. “Esattamente come credo che Babbo Natale viaggia su una slitta trainata dalle renne.”

“Oh beh, se lo dici tu. Dai Mattia, andiamo a dormire adesso. Manca poco alla mezzanotte e se continuerai a stare lì, la befana non verrà.”

Il fratellino non se lo fece ripetere due volte. Si infilò subito sotto le coperte e cercò di addormentarsi il più presto possibile.

Giunta la mattina, i due fratelli corsero sotto l’albero di natale a vedere se le loro calze fossero state riempite. Ma con amara sorpresa, trovarono solamente dei carboni con un biglietto scritto:

Ivan e Mattia, quest’anno non siete stati affatto buoni. Vi ho visto l’altra sera, sapete? Avete fatto infuriare i vostri genitori con le vostre marachelle, perciò niente dolci. Solo carbone! Firmato: la befana.

“Lo sapevo!” Urlò Mattia piagnucolando.

Ivan guardò tristemente al di sotto dell’albero, ed il suo sguardo cadde su un particolare curioso. Affianco alle loro calze, giaceva un piccolo sacchetto. Ivan lo aprì e ci trovò tante golose leccornie. C’era un secondo biglietto dentro il sacchetto:

Vi ho fatto uno scherzetto, ma ciò non vuol dire che le vostre marachelle siano passate inosservate. Ho voluto farvi prendere questo piccolo spavento per farvi diventare più buoni. Ah, e se l’anno prossimo farete impazzire nuovamente mamma e papà, non ve la caverete con un semplice scherzo, troverete davvero del carbone all’interno delle vostre calze, avete capito? Su Ivan e Mattia, adesso andate a chiedere subito scusa ai vostri genitori e promettete loro che vi comporterete bene. Altrimenti non vi porterò più caramelle. Firmato per la seconda volta: la befana.

“Fiùùùùùù” sospirano i bambini sollevati. Con il sacchetto nelle loro mani, corsero dai loro genitori a mantenere la loro promessa di comportarsi come si deve.

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