Il viaggio della vita

Fiaba pubblicata da: Fagiolino22

C’era una volta un piccolo girino che dopo una grande e folle corsa attraverso un cunicolo buio ma familiare, si innestò comodamente in uno spazio che sembrava proprio fatto per lui e decise di farne la sua casa per i successivi nove mesi.

Si sistemò per bene, appoggiandosi a quelle pareti morbide che lo avvolgevano e cominciò a guardarsi intorno “mmhh bene” disse a se stesso “mi sembra che ci siano tutte le comodità per far si che io possa crescere, diventare un bimbo e uscire in quello che mi hanno detto sia il mondo…”

Si cominciò ad organizzare, avrebbe dovuto passare molto tempo li dentro e voleva capire,ad esempio, come avrebbe mangiato e bevuto.

Aveva già notato che il suo corpo galleggiava in un liquido molto profumato e questo lo divertiva molto, ad un certo punto si accorse che una specie di corda molto lunga e apparentemente morbida, pendeva dall’alto e appoggiava la sua parte finale su quello che cominciava a prendere forma come il suo corpicino, incuriosito provò a muoversi facendola ondeggiare ed ecco che arrivò del cibo e dell’acqua..”wow” disse a se stesso il girino ”quindi se io mi agito e faccio muovere questo cordone riesco a mangiare e a bere senza alcuna fatica e in tutti i momenti che voglio”…

Una volta capito come fare, il piccolo girino cominciò a passare le sue giornate in estrema serenità, sentiva di avere bisogno di molte energie ma anche di molto riposo e cosi passava da momenti di intense mangiate muovendo la sua corda, a momenti di estremo relax dormendo come un ghiro.

Il tempo passava e il girino cominciava a cambiare la sua forma e ogni giorno scopriva una cosa nuova “cosa sono queste due cose formate da dieci bastoncini che ho attaccate al mio corpo?”

Provò a muoverne una e si accorse con stupore che i cinque bastoncini si muovevano e anche separatamente l’una dall’altro, provò con l’altra e accadde la stessa cosa “è fantastico” provò quindi ad allungarle entrambe verso la corda dalla quale prendeva il cibo e utilizzando tutti e dieci i bastoncini, si rese conto che poteva appendersi “credo proprio di aver scoperto la cosa più utile del mio corpo, le mani…”

Poi si girò leggermente con la testa e vide che il suo corpo aveva preso una forma diversa, non era più tutto intero come un girino ma si erano formate due parti lunghe e robuste che davano origine alla fine, a due cose, simili alle mani, con dieci bastoncini ma di una forma diversa, più allungata…. Provò quindi a muoverle e scoprì che grazie a loro, riusciva anche a fare delle giravolte “che bella sensazione di libertà… credo proprio che ora io abbia delle gambe e dei piedi”…

Di giorno in giorno, il piccolo girino diventava un po’ meno girino e un po’ più umano, presero forma gli occhi, il suo corpo si allungava e i movimenti delle braccia, delle mani, delle gambe e dei piedi erano sempre più accentuati…era diventato un bimbo, proprio come un bozzolo diventa una farfalla…

Le giornate passavano tranquille, il bimbo aveva scoperto che aveva sufficiente spazio per fare delle capriole e cosi, prima puntava i piedini sulla parete morbida e poi, dandosi lo slancio roteava ridendo come un pazzo, appena era stanco si fermava  e dormiva un po’ per svegliarsi affamato.

Ogni tanto gli sembrava di sentire delle voci che provenivano dall’esterno della sua tana, erano dei suoni attutiti ma molto dolci..aveva l’impressione che si diversificassero tra loro, a volte sentiva una voce morbida come una sirena, altre volte un po’ più dura, roca ma sempre gentile…

Aveva scoperto che ogni volta che sentiva queste voci,se puntava i piedi sul tessuto morbido che lo avvolgeva, le voci aumentavano il tono “sono curioso di sapere chi c’è fuori dalla mia tana, queste voci le adoro mi tranquillizzano ogni volta che le sento”

Man mano che il tempo passava il girino ormai bambino, cresceva sempre di più e più cresceva e più si rendeva conto di non riuscire più a muoversi dentro quel luogo a lui cosi familiare “non capisco cosa sta succedendo ma non ho più spazio qui dentro, come posso fare?tra l’altro mi sto un po’ annoiando ormai è troppo tempo che sono qui, mi sono divertito ma ora, mi sento un po’ solo, credo sia il caso di cercare di uscire, vediamo un po’…”

Con un po’ di fatica, il bambino tentò di muoversi da una parte all’altra della sua tana e istintivamente, provò a mettersi a testa in giù, il peso della sua testa fece si che una parte del cunicolo che lo conteneva si aprisse e lui vide uno scivolo che aspettava solo di essere oltrepassato…”ok, disse a se stesso, sono pronto, credo che questa sia la posizione giusta per tentare di uscire, è stato bello stare qui ma ora devo proprio andare…”e cosi il girino divenuto bambino comincio a spingere con la sua testolina per far si che si aprisse uno spazio, e spingi spingi riuscì ad avanzare un pochino verso ciò che sembrava essere un uscita.

Si sentiva molto stanco però, era in una posizione scomoda e temeva di aver sbagliato a mettersi cosi, si preoccupò perché non poteva più tornare indietro ne andare avanti “come farò adesso, sono incastrato…”mentre cercava di trovare una soluzione, sentì come una spinta provenire da quella che era stata la sua tana e improvvisamente si trovò scaraventato a metà cunicolo “evviva, non so come, ma sto avanzando..”le spinte diventavano sempre più intense e lui si sforzava ogni volta per aiutare quella forza che gli dava modo di andare avanti..più avanzava e più andava veloce “è una bellissima sensazione, mi sembra di volare…ecco ecco vedo una luce, un altro piccolo sforzo e dovrei esserci”

Il bambino aspettò e poi mise tutte le sue forze per fare gli ultimi metri che lo dividevano dalla luce, avanzò fino alla luce, si girò su se stesso e vide due mani come le sue , però più grandi che lo afferrarono.

“Wow quanta luce e che freddo … piangerò un po’ vediamo se qualcuno mi aiuta”.

Il bambino tirò fuori un urlo e non riuscendo ad aprire gli occhi aspettò che succedesse qualcosa, si impaurì, quasi si pentì di essere uscito dal suo bozzolo, ma ad un certo punto un calore intenso lo avvolse, un gradevole profumo circondò le sue piccole narici e il suo cuoricino cominciò a battere più lievemente perché si sentiva al sicuro.

Incuriosito da queste sensazioni decise che fosse arrivato il momento di aprire gli occhi, e cosi si sforzò malgrado la luce, tirò su le palpebre, roteò le pupille e si accorse di essere circondato da due braccia morbide e lunghe, seguì il percorso di tali braccia e incrociò due grandi occhi che lo guardavano con un intensità immensa.

“è bellissima, il suo abbraccio mi rende felice, il suo sguardo mi tranquillizza, credo proprio di aver incontrato la mia Mamma, ora posso riposare un po’…” e chiuse gli occhi sereno abbozzando un sorriso alla sua nuova vita….



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