19Ott
2015

Il mondo del bambino

Fiaba di: Emanuele Guazzo

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La fiaba

In un mondo incantato un piccolo bambino nasceva.

Era piòù come un Angelo, semplice come un Albero visto in primavera.

La sua mamma suonava per l’allegria che emanava, il padre lo amava per aver guardato il suo primo erede.

Il bambino era incantato dal calore della madre, era innamorato dell’innocenza, aveva gli occhi che si perdevano nel mare infinito della conoscenza, che seppure non comprendeva con quei semplici pensieri scrutava.

Magari si incantava se la madre lo applaudiva, lo incitava.

Come un semplice bambino lui gattonava, era semplice quell’Angelo, vittima di un mondo crudele.

Dove i sogni degli adulti sono come l’aria che viene dimenticata se respirata.

Allora il bambino di un tratto si sveglio, dichiarò mamma come prima parola, racchiudendo la bellezza della vita nella semplicità di un attimo.

Il padre ne rispose fiero, che seppure non aveva nominato lui per primo aveva sentito suo figlio e la sua prima parola.

Quel bambino incomincio a guardare il tempo, che davanti quei piccoli occhi di una madre passava, mentre il bambino cresceva più colori innocenti perdeva.

La vita lo trovo grande, mentre quel genitore più non ci fu.

Quel bambino divenne uomo, costretto a vivere in un mondo senza semplicità.

Ricordando allora quel momento esclamo “mamma” ma la mamma non c’èra più.

Allora esclamo “papà che neppure c’èra più”

Ma di la in una stanza c’èra l’erede che dichiarò papà.

Allora quel bambino sorrise, dicendo: “Allora in fondo siamo tutti bambini, bisogna non crescere nel cuore per continuare a capire che tutto passerà, ma che un giorno anche mio figlio avrà la stessa risposta ” .

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