21Apr
2015

Il Cucciolo di albero

Fiaba di: Fagiolino22

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La fiaba

In un parco ricco di fiori e piante c’era un albero madre, molto grande e molto bello con un cappello di foglie rigogliose e verdi, suo figlio che stava accanto a lei era piccolino e si chiamava Foglietta.

Foglietta era molto curioso e passava le sue giornate a guardare i bimbi che giocavano sul prato dove lui e la sua mamma avevano piantato le radici, si divertiva a vedere come questi bimbi giocavano tra loro passandosi la palla o correndo come matti per vedere chi arrivasse prima all’altalena.

Un bel giorno chiese alla sua mamma “mamma ma perché io non posso correre come loro?non sono un bambino anche io?”la mamma sorrise al suo cucciolo e rispose “Amore mio, tu sei un albero, un meraviglioso albero rigoglioso ma non puoi correre perché hai le radici non le gambe…”

il piccolo albero si guardò e poi disse “ma non è giusto mamma, io non voglio stare sempre fermo, voglio correre con loro, giocare…non capisco, che senso ha stare qui fermo senza fare niente?”

la mamma abbassò uno dei suoi rami più lunghi verso il suo piccolo e lo abbracciò”tu hai un grandissimo senso piccolo mio, tu sei la linfa degli uomini, grazie a te molte delle cose con cui questi bimbi giocano esistono e soprattutto grazie a te, questi bimbi respirano e possono correre…”

Foglietta guardò la mamma con aria perplessa, pensò un attimo e poi disse “non mi convince la tua risposta mamma, io ho voglia di essere come loro, voglio andare sull’altalena e giocare a pallone e divertirmi come fanno i bambini, che vita noiosa farò altrimenti?”

la mamma, sorrise e con delicatezza disse al suo piccolo “Amore mio,ognuno di noi arriva sulla terra con uno scopo ben preciso, chi sotto forma umana, chi sotto forma di natura, chi di frutto e tutti abbiamo un ruolo fondamentale in questo mondo, tu devi essere molto fiero di te, di quello che sei e di come risulti indispensabile…”

Arrivò la sera, i bimbi tornarono nelle loro case con le loro mamme e Foglietta, rimase a pensare tutta la notte a quello che gli aveva detto la sua mamma…si sentiva imprigionato dalle sue stesse radici, statico e per niente libero di fare quello che invece la sua testolina gli chiedeva di fare, lui voleva correre, danzare, andare sullo scivolo e sull’altalena, non voleva passare la sua vita fermo sullo stesso punto senza fare niente…ma più cercava una soluzione e più non le veniva in mente nulla che potesse cambiare il suo stato..provò a tirare fuori le sue radici dalla terra, tirando tirando ma inutilmente e così, preso dallo sconforto, cominciò a piangere e a singhiozzare….

Piangeva talmente forte che non si accorse che su uno dei sui rami si poggiò una bellissima colomba bianca, che lo guardò molto intensamente e disse “Hei Foglietta?perchè piangi?”

il piccolo albero, sentendo questa voce si girò e rimase sorpreso nel vedere la Colomba bianca sul suo ramo “sono triste, talmente triste che non mi sono accorto del tuo arrivo””e perché sei triste?”disse la colomba..”voglio essere un bambino, voglio delle gambe per poter correre e poter andare sull’altalena come fanno loro, sto qui fermo e mi sento inutile, come posso divertirmi se non mi muovo?”

la colomba batté le ali bianche, piegò il collo e disse “ma piccolo mio, tu sei indispensabile per la vita di quei bambini, se non ci fossi tu e tutti i tuoi simili loro non potrebbero neanche respirare…”

il piccolo albero guardò la colomba e rispose “me lo ha detto anche la mia mamma ma non mi basta questa spiegazione per non essere triste..”

allora la colomba disse “Foglietta, tu puoi comunque giocare con loro, il tuo tronco è un ottimo appoggio per quando giocano a nascondino e le tue fronde, man mano che diventerai più grande saranno un ottima copertura nelle giornate di pioggia e i tuoi rami, forti e grandi saranno una solida base per costruire una casetta per nascondersi e arrampicarsi, cosa che i bimbi amano fare, se non ci fossi tu, non potrebbero fare nulla di tutto questo, pensaci…”

Il piccolo albero rimase per un po’ in silenzio, riflettendo su ciò che la colomba aveva appena detto, agitò i suoi rami e mosse le sue foglie e poi disse “tu dici quindi che io posso essere utile in questo modo?ma loro come capiranno che io sono d’accordo e che mi presto a fargli fare queste cose…”

la Colomba sorrise e rispose “tu puoi parlare con loro…i bimbi sentono cose che gli adulti non sanno ascoltare, domani quando arriveranno al parco, chiamali agitando i tuoi rami e vedrai…”

Foglietta guardò la colomba volare via e piano piano si addormentò un po’ più sereno….

Il giorno dopo, all’uscita della scuola, i bimbi arrivarono al parco con le loro mamme e cominciarono a rincorrersi tra di loro ridendo come matti..il piccolo albero li guardava cercando di capire quando fosse il momento di chiamarli e anche se un po’ impaurito, ad un certo punto cominciò a muovere le sue fronde e ad agitare le sue foglie…queste cominciarono a cadere a terra facendo un rumore sordo che fece girare i bimbi…

Incuriositi, i bimbi cominciarono ad andare verso di lui, si piegarono e raccolsero le bellissime foglie guardandole con ammirazione…ad un certo punto uno dei bimbi disse “hei, ma queste foglie sono bellissime, e guardate l’albero che le ha fatte cadere è alla nostra altezza e potrebbe giocare con noi…”

gli altri bimbi guardarono tutti l’albero, prima perplessi e poi eccitati perché ognuno di loro ebbe un idea per poter fare in modo che l’albero facesse parte dei loro giochi…

“potremmo usare il tronco per giocare a nascondino”disse il primo”e potremmo anche costruire una casetta sui suoi rami, sono ancora facilmente raggiungibili perché alla nostra altezza”una bimba con le foglie ancora in mano tutta sorridente disse “con queste morbide foglie potremmo fare un letto e riposarci a turno quando siamo sudati…”

tutti i bimbi erano felici e pronti ad organizzarsi per giocare con il piccolo albero e tutti in coro dissero “che bella giornata, abbiamo trovato un nuovo amico”…

Foglietta era estasiato, finalmente poteva rendersi utile e giocare con tutti i bimbi del parco, alzò lo sguardo verso la mamma che gli stava sorridendo e disse “hai visto mamma?la colomba aveva ragione…”

la mamma allungò il  ramo per abbracciare il suo piccolo e disse “piccolo mio, non so di quale colomba tu parli, ma sono felice che ti abbia fatto capire quanto vitale tu sia per questi bimbi, ora gioca con loro e sii attento sempre a non fargli fare male, tu devi farli divertire e vigilarli nello stesso tempo, pensa quanto importante sarai per tutti loro…vai piccolo mio, vai a divertirti…”

“grazie mamma e grazie colomba”.

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