04Ott
2017

Il bosco magico

Fiaba di: nonna lulù

Pubblicità

Questo spazio permette al sito di offrire in modo gratuito tutti i suoi contenuti!



La fiaba

In un piccolo paesino sperduto del nostro mondo, c’era un bosco che veniva chiamato “Il Bosco Magico” perchè tutte le creature che ci vivevano erano amici: la gazzella era amica del leone, il cervo del lupo, il serpente del topolino, ecc.

Erano tanti anni che questa Legge vigeva in questo bosco e tutti gli animali erano al corrente di questo. L’aria di amicizia che si respirava era perfetta: mai litigi, scorribande, cacce. A far osservare pienamente questa legge avevano scelto come capo la scimmia. Questo avveniva da generazione  a generazione. Questo perchè la scimmia era intelligente, astuta ma soprattutto perchè, vivendo sugli alberi e essendo lesta nel saltare da un albero all’altro poteva osservare tutto ciò che avveniva nel bosco.

Ma una volpe disubbidiva sempre e ce l’aveva con una lepre, non riuscivano a essere amici. La volpe non era cattiva ma faceva tanti scherzi alla lepre e molte volte questa si faceva male per evitarli.

La scimmia non interveniva perchè voleva che fosse la lepre ad andare da lei a lamentarsi di questo. E così fu. Un giorno la lepre si presento alla scimmia dicendo che era stufa degli scherzi della volpe, voleva porre fine a tutto. Alla scimmia venne un’idea, avrebbero fatto il contrario vedendo la volpe se capiva e se ammetteva che gli scherzi dovevano finire.

La scimmia consigliò alla lepre di scavare con le proprie zampette una buca profonda e poi le avrebbe spiegato in cosa consisteva lo scherzo.

La lepre accettò il consiglio e comincio a scavare anche se con le esili zampine il lavoro procedeva a rilento. Ci vollero 4 giorni ma alla fine la buca fu pronta.

La scimmia aiutò la lepre a cercare dei rami e foglie nel bosco e, insieme,  misero i rami intrecciati per chiudere la buca e sopra vi gettarono tutte le foglie raccolte. La buca così non si vedeva più.

Ora toccava alla lepre cercare di farsi rincorrere dalla volpe, portarla nei pressi della buca, raggirarla bruscamente ma facendo in modo che la volpe ci cadesse dentro. E così fu. La volpe, anche se astuta, cadde nel tranello. Si trovava così impotente, per quanti sforzi facesse non riusciva ad uscire dalla buca.

Cominciò a chiamare aiuto ma la lepre aveva pensato bene di scavare la buca in un posto isolato, dove non passava mai nessun animale. Dopo qualche ora la lepre si affacciò sulla buca dove la volpe continuava a chiamare aiuto. Si offrì propensa a darle un mano ad uscire se questa avesse finito di farle scherzi.

La volpe accettò ma, quando la lepre ebbe buttato giù una corda dicendo che l’avrebbe tirata su questa ritenne la cosa impossibile, visto il suo peso. Come poteva una lepre avere tanta forza? Ma stanca e sfiduciata sperò che potesse riuscirci, si aggrappò alla corda e la lepre, senza nessun sforzo, iniziò a tirala su. La volpe era sbalordita, non era possibile, che poteri aveva questa lepre? Fortunatamente non poteva vedere che a tirarla contribuiva anche la scimmia.

E così, quando fu quasi in cima e riuscì la scimmia si dileguò e la volpe usci fuori dalla buca. Abbracciò la lepre, le conferì che non pensava fosse così forte e da allora divennero molto amici. Con una lepre così forte la volpe era al sicuro.  Era un onore averla come amica.

Consigli di lettura

Commenta la fiaba



Altre fiabe che potrebbero piacerti