24Nov
2014
magico-trenino

Un magico trenino

Fiaba di: annamariavillani

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La fiaba

C’era una volta in un paese fantastico un magico trenino, esso era formato da sole tre carrozze ed era famoso in quanto la sua destinazione conduceva direttamente in luoghi magici.

Il capotreno, il sig. Hope, un omino piccolo e minuto, si distingueva per la sua lunga barba e i grandi baffi bianchi. Egli era molto  entusiasta del lavoro che svolgeva, provava grande soddisfazione nel vedere la gioia espressa negli occhi di ogni bambino.

Ogni qualvolta che si dava inizio alla partenza il signor Hope, con un singolare fischietto impartiva l’ordine di avvio. A bordo posizionati nella prima carrozza due piccoli fratelli Scila, e Tony, felici di poter visitare luoghi magici e fantastici.

Una volta fatti salire tutti i passeggeri, il treno si avviò lentamente, per poi  sfrecciare come un portento.

I due bambini entusiasti si domandavano, chissà quale sarebbe stata la destinazione e che cosa gli attendesse all’arrivo .

Dopo qualche minuto, il treno si introdusse in una lunga galleria, una volta superato il tunnel, davanti ai loro occhi apparve una città meravigliosa, un grande arcobaleno avvolgeva tutto il paesaggio, miriadi di fiori adornavano ogni più piccolo angolo, nell’aria si percepiva una delicata fragranza, era l’incantevole mondo delle fate.

Il treno pian piano accostò lungo il binario, i due bambini una volta scesi dal mezzo osservavano quella meraviglia.”In che posto ci troviamo? – chiese Scila al signor Hope, – “Siete giunti nel paese delle fate” – rispose sorridendo l’uomo -” Oh ! è tutto così meraviglioso!”  replicò entusiasta la bambina.

Tony la prese per mano e raggiunsero così la fata Pratolina che li attendeva premurosa poco più in là .Dopo aver fatto le dovute presentazioni ella li condusse nella grande sala delle meraviglie.

Centinaia di fate erano intente a realizzare  varie magie . Vi erano grossi pentoloni, bacchette magiche, bianchi conigli, gatti e piccoli topolini, tutti indaffarati a svolgere il proprio lavoro, si davano un gran da fare affinché ogni richiesta espressa venisse realizzata. La fata Pratolina chiese ai due bimbi di esprimere un desiderio, Tony prontamente chiese un piccolo cane dalmata, mentre Scila scelse un gattino rosso.

La fata prontamente esaudì il loro desiderio, poi li condusse a visitare quei luoghi fantastici, un mondo  pieno di creatività e magia.

In seguito dopo aver salutato la fata Pratolina, i due bambini si misero nuovamente in viaggio, dopo un breve tratto, il treno si arrestò all’interno d’una valle cinta tra due monti, tutto appariva piccolo e minuscolo.

“Che posto è mai questo ?”chiese sorpresa Scila al fratello Tony.

Ad un tratto da una piccola casetta venne fuori un ometto con un buffo cappello.

“Siete giunti nel paese degli gnomi”- rispose prontamente l’omino- poi li invitò a seguirlo.

“Così lo gnomo di nome Spillo, li condusse in una piccola casa a forma di fungo, presentò ai due bambini la sua simpatica famiglia; nonno Spigolino, nonna Papaia, la moglie Calla, e i suoi due figli Pistacchio e Nocciola,

  1. raccontò loro la storia del paese degli gnomi.

Essi vivevano con quel poco che avevano,  tutti gli abitanti erano in perfetta sintonia tra loro, si viveva in modo semplice e alla base vi era un sorta di pace e tranquillità.

Così dopo averli invitati a pranzo organizzarono una grande festa in loro onore, ballarono e cantarono  tutto il tempo fino a che i due bimbi si addormentarono di soppiatto.

Il giorno seguente dopo aver salutato i simpatici gnomi, Tony e Scila  si prepararono a riprendere il magico trenino e continuare così il fantastico viaggio. 

Dopo un breve tragitto, giunsero così all’ultima fermata, una coltre nebbia offuscava ogni cosa, nello  scendere dal mezzo avvertirono una sensazione di vuoto, sotto i propri piedi tutto era soffice ed impalpabile. 

“Siamo sospesi in aria ” ammise incredula Scila, – Ad un tratto scorsero una piccola luce farsi sempre più vicina, era la fata Stellina, che con fare cortese disse:

“Siete giunti nella città delle stelle, tutte le luci che vedete sono mie sorelle “Siamo noi che illuminiamo la notte affinché  voi bambini non abbiate paura del buio. Siamo qui da sempre per vegliare i vostri sogni e far si che dormiate sereni.”

“Oh! è meraviglioso quassù!” -aggiunse sorpreso Tony – Così la luminosa fata li condusse  su di una morbida nuvola e insegnò loro come volare, essi felici volteggiarono nel cielo per lungo tempo, dopo di che, la dolce fatina cantò loro una dolce ninna nanna e i due bambini si addormentarono all’istante tra miriadi di stelle.

Venne giorno, i due bambini con grande  sorpresa si svegliarono nel proprio letto, nel frattempo  udirono la voce della propria mamma che diceva:

“Sveglia bambini, è ora di andare a scuola!”

Mamma! mamma! Questa notte abbiamo fatto un lungo viaggio, visitato luoghi fantastici, inimmaginabili, è stato tutto meraviglioso!

“Avete molta fantasia voi due” – rispose la madre con un tenero sorriso, poi con gesto affettuoso baciò entrambi sulla fronte, sicuramente sarà stato un bellissimo sogno, ora però vestitevi in fretta che si va a scuola. I due bambini sbalorditi si guardarono negli occhi, felici però di condividere assieme quel piccolo e straordinario segreto. 

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