29Gen
2013
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Anche i cani parlano

Fiaba di: Gwen

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La fiaba

Questa non è una fiaba, sapete, ma una storia vera. Eppure, a pensarci bene sembra una fiaba, perchè dimostra che i cani parlano…

Alcuni anni fa, in una tranquilla città, viveva un professore di anatomia. Era un brav’uomo e passava gran parte nel suo tempo all’Istituto, a studiare, a lavorare e insegnare.

Una sera, che ne era appena uscito, sentì dei guaiti lamentosi…cercò nell’ombra della strada poco illuminata e riuscì a scoprire, disteso vicino al marciapiede, un povero canino.

Era lui che si lagnava così pietosamente.

Certamente una carrozza, passando, lo aveva travolto e gli aveva spezzato una zampetta.

Il professore prese la bestiola fra le braccia, ritornò all’ilstituto e la distese sulla tavola. Il cagnolino guaiva ancora, ma non più disperatamente.

Sembrava avesse capito che qualcuno si occupava di lui e voleva curarlo.

Il professore preparò infatti un’assicella; aiutato dal portiere l’applicò alla zampetta spezzata, fasciandola stretta, in modo che le ossa fratturate aderissero bene.

Il canino lasciò fare, non senza qualche guarito più forte di quando in quando. Alla fine leccò la mano al suo salvatore, guardandolo con occhi umidi, traboccanti di gratitudine.

Il professore lo pose su un cuscino e mandò il portiere a comprargli del latte.

Il giorno dopo il cagnolino accolse il suo salvatore con grandi manifestazioni di festa: ormai erano amici!

E il vecchio professore, che non aveva famiglia e viveva molto solitario, si affezionò in breve al suo protetto. Nono era un cane di razza fine; era però intelligentissimo e dopo pochi giorni, si attirò la simpatia di tutti.

La zampa, dopo qualche tempo, guarì; il professore tolse l’assicella e lasciò libero il cane. Ma questi non se ne andò: rimase al’Istituto.

Dopo qualche giorno, però, la bestiola che doveva essere certamente un cane randagio, cominciò ad allontanarsi per alcune ore. Tornava sempre verso sera, prima dell’ora in cui si chiudeva il portone.

Ma una sera l’attesero invano. Non comparve.

E non venne ne il giorno dopo, nè i giorni seguenti.

Eh, sarà tornato alla vita di prima!- si disse il professore, un pò malinconico. Lo spirito d’avventura è stato più forte del sentimento di riconoscenza..Pazienza! Non pensiamoci più!-

Ma una sera, mentre stava facendo un esame al microscopio, sentì grattare alla porta.

E’ lui!- esclamò con gioia. E corse ad aprire.

Era proprio il canino, ma non era solo.

Figuratevi! Si era trascinato dietro un altro cane che guaiva debolmente, camminando a stento su tre sole zampe…La quarta era rotta!

Il professore rimase sbalordito. E mentre medicava con pazienza la zampetta fratturata del suo nuovo cliente, pensava: – Ma dunque i cani parlano?-

Direi di sì, almeno fra loro: non vi pare?

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