25Ott
2011
cappuccetto-rosso

Cappuccetto rosso // audio fiaba

Fiaba di: Walter Donega'

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La fiaba

Fiaba popolare europea, versione dei fratelli Grimm.

Versione audio a cura di Audiofiabe per bambini di Walter Donegà.

Il progetto audiofiabe

La lettura di una storia, fiaba o una favola ai propri figli è un mezzo per stimolare la loro fantasia, per dedicare del tempo a loro e per sognare mille avventure.

Le storie sono lette da me in maniera semplice, senza musica né effetti né intonazioni particolari. Lette nello stesso modo in cui le leggo a mia figlia.

Pubblicando queste storie voglio stimolare alla lettura ai propri figli. Ascoltare queste audiofiabe in auto, in casa, la sera prima di addormentarsi può essere utile per sostituire la televisione o qualsiasi altro strumento/gioco elettronico e ritrovarsi a sognare insieme!

Ma quando è possibile prendetevi il tempo e leggete ad alta voce ai vostri figli! Vi assicuro che è una emozione che non dimenticherete!

Clicca su “Leggi tutto” per ascoltare il racconto e per leggere il testo integrale della fiaba.

Ascolta il racconto

Clicca qui per ascoltare l’audiofiaba.

Il testo completo

C’era una volta una cara bimba; solo a vederla le volevan tutti bene, e specialmente la nonna, che non sapeva piu’ cosa regalarle. Una volta le regalò un cappuccetto di velluto rosso, e, poichè le donava tanto ch’essa non volle più portare altro, la chiamarono sempre Cappuccetto Rosso.

Un giorno sua madre le disse:
– Vieni, Cappuccetto Rosso, eccoti un pezzo di focaccia e una bottiglia di vino, portali alla nonna; è debole e malata e si ristorerà. Parti prima che faccia troppo caldo; e, quando sei fuori, va’ da brava, senza uscir di strada; se no, cadi e rompi la bottiglia e la nonna resta a mani vuote. E quando entri nella sua stanza, non dimenticare di dir buon giorno invece di curiosare in tutti gli angoli.
-Farò tutto per bene, – disse Cappuccetto Rosso alla mamma e le diede la mano.
Ma la nonna abitava fuori, nel bosco, a una mezz’ora dal villaggio. E quando giunse nel bosco, Cappuccetto Rosso incontrò il lupo. Ma non sapeva che fosse una bestia tanto cattiva e non ebbe paura.
– Buon giorno, Cappuccetto Rosso, – egli disse.
– Grazie, lupo.
– Dove vai cosi presto, Cappuccetto Rosso?
– Dalla nonna.
– Cos ‘hai sotto il grembiule?
– Vino e focaccia: ieri abbiamo cotto il pane; così la nonna, che è debole e malata, se la godrà un po’ e si rinforzerà.
– Dove abita la tua nonna, Cappuccetto Rosso?
– A un buon quarto d’ora di qui, nel bosco, sotto le tre grosse querce; là c’è la sua casa, è sotto la macchia di noccioli, lo saprai già, – disse Cappuccetto Rosso.
Il lupo pensava: ” Questa bimba tenerella è un grasso boccone, sarà piu’ saporita della vecchia; se sei furbo, le acchiappi tutt’e due”. Fece un pezzetto di strada vicino a Cappuccetto Rosso, poi disse:
– Vedi, Cappuccetto Rosso, quanti bei fiori? perché non ti guardi intorno? Credo che non senti neppure come cantano dolcemente gli uccellini! Te ne vai tutta contegnosa, come se andassi a scuola, ed è così allegro fuori nel bosco!
Cappuccetto Rosso alzò gli occhi e quando vide i raggi di sole danzare attraverso gli alberi, e tutto intorno pieno di bei fiori, pensò: ” Se porto alla nonna un mazzo fresco, le farà piacere; è tanto presto, che arrivo ancora in tempo “. Dal sentiero corse nel bosco in cerca di fiori. E quando ne aveva colto uno, credeva che più in là ce ne fosse uno più bello e ci correva e si addentrava sempre più nel bosco.
Ma il lupo andò difilato alla casa della nonna e bussò alla porta.
– Chi è?
– Cappuccetto Rosso, che ti porta vino e focaccia; apri. – Alza il saliscendi, – gridò la nonna: – io son troppo debole e non posso levarmi.
Il lupo alzò il saliscendi, la porta si spalancò e, senza dir molto, egli andò dritto a letto della nonna e la ingoiò.
Poi si mise le sue vesti e la cuffia, si coricò nel letto e tirò le coperte .. Ma Cappuccetto Rosso aveva girato in cerca di fiori, e quando n’ebbe raccolti tanti che più non ne poteva portare, si ricordò della nonna e S’incamminò. Si meravigliò che la porta fosse spalancata ed entrando nella stanza ebbe un’impressione cosi strana che pensò:

” Oh, Dio mio, oggi, che paura! e di solito sto cosi volentieri con la nonna! ” Esclamò:
– Buon giorno! – ma non ebbe risposta.
Allora s’avvicinò al letto e scostò le cortine: la nonna era coricata, con la cuffia abbassata sulla faccia e aveva un aspetto strano.
– Oh, nonna, che orecchie grosse!
– Per sentirti meglio.
– Oh, nonna, che occhi grossi!
– Per vederti meglio.
– Oh, nonna, che grosse mani!
– Per meglio afferrarti.
– Ma, nonna, che bocca spaventosa!
– Per meglio divorarti!.
E subito il lupo balzò dal letto e ingoiò il povero Cappuccetto Rosso.
Saziato il suo appetito, si rimise a letto, s’addormentò e cominciò a russare sonoramente.
Proprio allora passò li davanti il cacciatore e pensò: ” Come russa la vecchia! devo darle un’occhiata, potrebbe star male “.

Entrò nella stanza e, avvicinatosi al letto, vide il lupo.
– Eccoti qua, vecchio impenitente, – disse, – è un pezzo che ti cerco.
Stava per puntare lo schioppo, ma gli venne in mente che il lupo avesse mangiato la nonna e che si potesse ancora salvarla: non sparò, ma prese un paio di forbici e cominciò a tagliare la pancia del lupo addormentato. Dopo due tagli, vide brillare il cappuccetto rosso, e dopo altri due la bambina saltò fuori gridando:
– Che paura ho avuto! com’era buio nel ventre del lupo!
Poi venne fuori anche la vecchia nonna, ancor viva, benché respirasse a stento. E Cappuccetto Rosso corse a prender dei pietroni, con cui riempirono la pancia del lupo; e quando egli si svegliò fece per correr via, ma le pietre erano cosi pesanti che subito s’accasciò e cadde morto.
Erano contenti tutti e tre: il cacciatore scuoiò il lupo e si portò via la pelle; la nonna mangiò la focaccia e bevve il vino che aveva portato Cappuccetto Rosso, e si rianimò; ma Cappuccetto Rosso pensava: ” Mai più correrò sola nel bosco, lontano dal sentiero, quando la mamma me l’ha proibito “.

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