Il sogno di Occhidicielo
Piccolo Uomo sembrava seduto in quella posizione da sempre: fissava, gli occhi persi nel vuoto, il fuoco che crepitava e sfolgorava di faville. La notte era fresca, non fredda, e la fiamma creava tutt’attorno un dolce tepore.
Grande Vecchio, più in disparte, espirava ogni tanto larghe volute di fumo: piccole nuvole che si allargavano lente quasi a nascondere la lunga pipa. Ogni tanto si faceva questo regalo, dopo mangiato e prima del sonno: una fumata di buon tabacco forte, aspro e duro come lo spuntone di una roccia.
Ad un certo punto, Piccolo Uomo ruppe la sua ipnosi.
«E’ male sognare, Grande Vecchio?».
Grande Vecchio manifestò stupore: «Che domanda strana, Piccolo Uomo: forse qualcuno te l’ha fatto credere? ».

