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Tutte le fiabe che parlano di "animali"

La più completa raccolta di fiabe, favole e racconti brevi che parlano di "animali", tra le migliaia inviate da tutti gli autori di "Ti racconto una fiaba".

lupo

L’esperimento

Tanto tempo fa, in un paese di cui nessuno ricorda il nome, i bambini e gli adulti cominciarono a litigare per ogni sciocchezza. L’equilibrio di quella comunità si era spezzato, e mentre i bambini non facevano che piangere e fare i capricci, gli adulti, a causa del cattivo umore, non riuscivano a combinare nulla di buono. Ogni cosa sembrava andare a rotoli a causa di quegli stupidi litigi, e nessuno riusciva a ritrovare la serenità perduta. Insomma, il mondo sembrava girare al contrario per quegli scellerati, e poco importava che gli uni o gli altri avessero ragione, tanto era grave che non si arrivasse a capo della questione.

Si sa, queste balordaggini avvengono solo nel mondo degli uomini, perché per gli animali non c’è il tempo necessario per litigare per le sciocchezze. Infatti ogni animale del pianeta sa bene che tutte le forze e le energie devono essere impiegate solo per sfamare se stessi ed i cuccioli, il resto ha ben poca importanza! Ma a questo non avevano pensato né i bambini né tanto meno gli adulti di quella comunità.

volpe

Pompea la volpe rossa

C’era una volta nella fitta vegetazione di un meraviglioso Bosco Lontano, una bellissima volpe dal pelo fulvo di nome Pompea.
Dal carattere dolce e sincero, sempre allegra e solare, gentile e garbata con tutti, agile e scattante col suo fisico leggiadro di uno splendore abbacinante, un giorno la creatura era stata chiamata dalla bella Natura insieme a tutte le sue sorelle per accompagnare con le proprie danze la grande Festa della Primavera, così da annunciare all’intero creato l’arrivo della bella stagione.
Ed entusiasta all’appello, la radiosa volpacchiotta aveva accettato sin da subito col cuore a mille, pronta a sfoggiare il meglio delle sue qualità.

biscia_lucertola

Tutto è possibile (la biscia e la lucertola)

Giovannino abitava in una piccola casetta in campagna.

Questa casetta era situata in una montagna dove si vedono solo pochi alberi e sassi enormi.

Un deserto …..apparentemente! In realtà quella montagna aveva tanto da insegnare a Giovannino.

Un giorno, andando in giro per la montagna, da una certa distanza, vide una biscia molto grande e lunga, aggrovigliata con una piccola lucertola.

Nonostante la sua paura per i serpenti, si avvicinò per soddisfare la sua innata curiosità ma, non riusciva a vedere esattamente.

“Beh”…..pensava, “la biscia sta mangiando la lucertola”.

paperella

Queeek

Nera, nella penombra e in apparente tranquillità, la predatrice puntava con sguardo acuto il suo bottino.
Lo sguardo fisso, verde, inquietante e attento.
Le pupille si allargarono per puntare meglio lo sguardo e il verde degli occhi quasi non si vedeva più.
Quel verde meraviglioso, quasi di smeraldo che era splendido e inquietante allo stesso tempo.
Nulla l’avrebbe fermata, nulla avrebbe potuto anteporsi tra lei e la sua preda.
Silenziosa, quasi immobile, nascosta quanto basta per vedere e non farsi vedere, scrutava l’ambiente che la circondava così da avere tutto sotto stretto controllo.
Qualsiasi preda che se ne fosse accorta per tempo sarebbe scappata il più velocemente possibile pur sapendo che le possibilità di mettersi in salvo erano sempre meno.
Le orecchie della bestia fungevano da radar: ogni singolo movimento e rumore esterno sarebbero stati captati e una volta individuati e riconosciuti, dimenticati o studiati.

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Incontro con il gatto e il ritratto a 3

  Piri e Lapis stanno passeggiando per un viottolo di campagna: che bell’aria si respira in questo periodo di primavera. I raggi del sole penetrano tra un ramo e l’altro, le foglie nate da poco sono di un colore verde brillante, fresche.

Mentre i nostri amici sono intenti a camminare e ad rimirar questo spettacolo della natura, …inciampano su un gatto …un gatto?

Si, un gatto, che li aveva raggiunti piano piano.Drin drin il rumore di un campanellino risuona in quella pace: è un gatto comune con striature color bianco grigio, con zampe lunghe e slanciate che gli danno una particolare eleganza.

L’asino che (non) vola

asinoIl paese degli asini che NON volano è un posto molto lontano. In quel paese gli asini si sono scordati di come potessero a volare, tanto che ora sono convinti di non poterlo fare.

A noi pare incredibile, ma in questo strano mondo, gli asini che NON volano camminano su quattro zampe, con quelle orecchie irte come i nostri asini.

Gli asini che NON volano si sono scordati il loro passato di asini migratori. Gli asini che NON volano nemmeno immaginano cosa si stanno perdendo.  Gli asini che NON volano non hanno mai volato.

Chissà come ci sono finiti in quello strano mondo, chissà perché nessuno ha mai volato. Me lo chiedo da sempre. Come può esistere quel mondo dove gli asini NON volano?

Asini che NON volano, ma pensa te …

Talmente asini, quegli asini, da scordarsi pure di guardare il cielo. Talmente asini, quegli asini, da non accorgersi dei mille passaggi dei loro compagni migratori sopra le loro teste. Talmente asini, quegli asini, dal dileggiare chi s’avventurasse nell’idea che potesse esistere l’asino che vola.