17Ago
2012
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“Ti racconto una fiaba”, l’idea

Fiaba di: Redazione

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La fiaba

L’articolo è stato pubblicato su corriere.it, il 17/08/2012

Scrivere e raccontare fiabe è un’arte quasi perduta, afflosciata sotto il peso dei cartonati che abbagliano con i mille colori e con tridimensionalità iridescente.

Si va perdendo il significato profondo del genere: la funzione sociale e formativa che aiuta l’individuo a trovare la propria posizione nel mondo che lo circonda. Ancor più, tra le costruite trasmissioni televisive che provano ad emulare l’ambiente domestico, si perde completamente il valore del “ti racconto una fiaba”, la calda e rassicurante voce del genitore che accompagna la crescita, il superamento delle paure e degli ostacoli. Mamma e papà dovrebbero essere la voce narrante della prima vita di ognuno di noi.

La crudezza delle fiabe dei Grimm, in contrasto con la versione edulcorata disneyana, è l’opportunità per il bambino di dare forma alle proprie paure, pur conservandole in un “c’era una volta, tanto tempo fa, in un luogo lontano” che garantisca la certezza che non sono qui, ora.
Dunque un mondo fatto di sogni e desideri che si possono raggiungere solo dopo avere sconfitto le proprie paure, fatte proprie le lezioni, assecondando gli istinti. Quale migliore lezione di vita?

Lasciate perdere per una sera “cento sfumature di grigio” e provate a rileggere in versione originale la vostra fiaba preferita, lasciate che la vostra razionalità adulta vagheggi per qualche istante e guardate quanto quella fiaba calzi alla vostra vita; sarà una sorpresa!

Leggere fiabe ai propri figli, con voce rassicurante è un’esperienza che dona a voi la pienezza del ruolo di genitore e al vostro bimbo l’opportunità di capire chi è e come vuole affrontare il mondo. E non è poco.

Mi permetto una piccola segnalazione, il progetto “Ti racconto una fiaba” (www.tiraccontounafiaba.it) destinato proprio a quei genitori e a quegli insegnanti che desiderano recuperare la passione e il gusto di RACCONTARE.

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