Il Pescatore di regali

Fiaba pubblicata da: Oscar

Flavio era un traghettatore. In ogni ora del giorno trasportava da una parte all’altra di un grande fiume uomini e merci. A fargli compagnia nelle sue lunghe giornate di lavoro c’era un bianco airone a cui il traghettatore aveva guarito un ‘ala spezzata.

Un giorno ebbe l’onore di trasportare la Regina e il suo seguito. La bellissima giornata fu guastata da un brutto incidente. Mentre Flavio stava attraccando un tronco colpì il traghetto facendolo ondeggiare pericolosamente. Solo l’esperienza del manovratore evitò che il traghetto si ribaltasse. Ma purtroppo un baule cadde nel fiume. La Regina si arrabbiò tantissimo. Flavio si tuffò nel tentativo di recuperarlo, pure il suo amico airone si impegnò nelle ricerche ma il baule non si trovò.

La Regina andò su tutte le furie, e fece rinchiudere il traghettatore in prigione.

Flavio passava le sue giornate guardando dalla finestra della prigione il grande fiume, commiserandosi per la sua condizione. Un giorno udì una voce, – Amico finalmente ti ho trovato, non disperarti io ti libererò -. Fuori dalla finestra della prigione c’era l’airone bianco. -Dì alla Regina che se ti riporterà al tuo traghetto gli ritroverò il baule scomparo. Abbi fiducia in me-. Flavio fece quanto gli era stato detto. La Regina ascoltò la richiesta del traghettatore e con un ghigno malvagio disse – Traghettatore so perfettamente che questo è un tuo piano per fuggire, ma a me non la si fa. Io ti porterò al tuo traghetto, ma sarò scortata dalle mie guardie migliori e dal boia. Se tu non mi riporterai il mio baule ti farò decapitare all’istante.-

Cosi la Regina portò Flavio al traghetto. Giunti sul posto Flavio cercò il suo amico airone ma non lo trovò. – Mia Regina ormai è buio, rimandiamo a domani le ricerche del baule-. -Sono buona e magnanima, acconsento a prolungare la tua vita per un’altro giorno. Guardie state all’erta, sicuramente questa canaglia tenterà di fuggire approfittando del buio e tu boia affila a dovere la tua ascia.- Nel cuore della notte l’airone entrò nella tenda ove il traghettatore era prigioniero – Amico, domani mattina fatti portare sulla riva del fiume, li troverai una canna, prendila in mano, percuoti per tre volte l’acqua del fiume dicendo queste parole “ Re del fiume concedetemi di trovare ciò che cerco”. Il fiume ti aiuterà come tu hai aiutato me .- Quando sorse il sole le guardie lo portarono davanti alla Regina. – Traghettatore dove si trova il mio baule?-. – Mia Regina portatemi in riva al fiume e io vi troverò il Baule-. Il traghettatore scortato dalle guardie e dal boia fu condotto in riva al fiume. Li trovò la canna e fece quanto gli era stato detto dall’airone. Con grande stupore di tutti il baule della Regina uscì dalle acque del fiume.

La Regina capì immediatamente che quella canna avrebbe potuto renderla ricca e potente. -Flavio ti ordino di far comparire davanti a me ricchezze incommensurabili- disse la regina. Il traghettatore si rifiutò. – Questa bacchetta serve solo a trovare quello che si è perduto e ad aiutare chi ne è degno-. Alla regina non piacque affatto la risposta di Flavio, così lo fece incatenare vicino alla rive del fiume. -Ritroverai la libertà quando mi farai diventare ricca.- Flavio incatenato sulla riva del fiume era sorvegliato giorno e notte dalle guardie. L’airone bianco ogni giorno addormentava le guardie e proponeva Flavio di fuggire, ma lui rifiutava. – Se fuggissi la Regina si arrabbierebbe tantissimo e se la prenderebbe con qualcun altro. Aiutami a trovare una soluzione mio buon amico. La fuga non lo è, i problemi vanno sempre risolti.-

In una notte di luna piena Flavio fu svegliato dal gracidare delle rane, quando aprì gli occhi vide ai suoi piedi una ranochietta piccina piccina – Gra, Gra, mi manda l’airone bianco, gra, gra porgi alla regina la canna. Gra, gra porgi alla regina la canna al contrario-. Il gracidio delle rane cessò e il traghettatore cadde in un sonno calmo . Alla mattina chiese alle guardie di parlare con la Regina. Nel giro di pochissimo tempo la Regina giunse. -Bene mio caro villico hai deciso spontaneamente di aiutare la tua benevola regina?-. -Si vostra Maestà, questa notte mi è apparso in sogno il Dio del fiume che mi ha detto di aiutarvi e così farò. Prendete dalle mie mani la canna magica, andate sulla riva e percuotete per tre volte le acque del fiume dicendo queste parole, ‘La tua regina ti ordina di renderela ricca e potente’- Flavio diede alla regina la canna nel modo in cui gli aveva detto la ranocchia. La Regina fece quanto gli era stato detto. Dal fiume uscì una gigantesca mano d’acqua che afferrò la donna e la trascinò nelle sue profondità. Da quel giorno nessuno la vide più.

Ben presto si sparse la voce che il traghettatore era un potente mago. Per paura della sua vendetta i nobili lo elessero re. Flavio non usò il suo potere per vendicarsi, fu un re buono e giusto.. Quando giungevano difronte a lui persone afflitte da problemi che le sue leggi e la sua bontà non potevano risolvere, usava la canna magica. Dal fiume uscivano sempre regali che aiutavano quei bisognosi. Per questo motivo dal popolino Flavio fu soprannominato ‘Il Pescatore di regali’.



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