03Apr
2017

Lillo il funghetto

Fiaba di: serenoblu

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La fiaba

Il funghetto Lillo sospirò ancora una volta, guardandosi intorno:

«Oohhh! Come mi sento piccolino… e quanto mi piacerebbe diventare grande, almeno un pochino!» disse cercando di stirarsi il più possibile per sembrare più alto.

Lillo era un funghetto che misurava tre pollici di altezza, con un bel cappello marrone e il corpicino bianco e tondo. Viveva nel Bosco Verdone ed era un gran pensatore, poiché stava spesso da solo.

Nessuno si accorgeva mai di lui perché era più basso dei fili d’erba, e le uniche occasioni di scambiare due chiacchiere con qualcuno era quando passava a salutarlo il suo amico Pistillo, un vermino rasoterra che girovagava per il bosco in cerca di semi per sé e i suoi fratelli: Birillo, Mordillo e Codillo, tutti più piccoli di lui.

Anche quel giorno Pistillo si fermò a parlare e, accorgendosi degli occhi tristi dell’amico, per consolarlo gli disse:

«Amico mio, mi dispiace vederti così. Ma sai la novità? Mentre passeggiavo da queste parti ho incontrato una fatina; si chiama Dorella: ha due belle ali azzurre e un nasino all’insù. Le ho parlato di te, di come sei gentile con tutti e di quanto ti addolora la solitudine. Mi ha assicurato che avrebbe fatto qualcosa per farti crescere un po’. Sei contento?»

Lillo lo guardò speranzoso, e lo ringraziò: non aveva piedini né zampette per spostarsi, e Pistillo era l’unico che gli portava le notizie del Bosco Verdone. Gli altri animaletti erano sempre di fretta, lui era nascosto sotto le grandi piante che lo attorniavano, così era davvero difficile scorgerlo.

Dorella mantenne la promessa e qualche giorno più tardi andò da Lillo per capire bene la situazione e prendere le misure: dopo aver parlato a lungo con lui, Dorella tirò fuori dalla tasca una bottiglietta con un liquido rosa.

«Dimmi, Lillo, quanto vorresti diventare grande?» gli chiese con gentilezza.

«Mi piacerebbe essere alto almeno cinquanta centimetri, vorrei un cappello di tanti colori e poi…» si mise a parlottare fitto fitto nell’orecchio di Dorella, a bassa voce. Voleva che fosse una sorpresa per tutti. «Ma non voglio chiedere troppo» aggiunse diventando tutto rosso.

Dorella gli strizzò l’occhio e sorrise; versò l’acqua rosa della bottiglietta sul cappello di Lillo e volò via. In pochi secondi il funghetto cominciò a crescere. Prima un centimetro, poi un altro, e poi un altro ancora… dopo un minuto era finalmente arrivato a misurare cinquanta centimetri di altezza!

Ma la trasformazione non era ancora finita: il suo cappello era diventato di tanti colori, gli era spuntata una porticina sulla pancia e una finestrina si era formata poco più in alto.

Lillo era fuori di sé dalla gioia; ora tutti coloro che passavano di là l’avrebbero notato e avrebbero chiacchierato con lui. Cominciò a ridere con voce cristallina e chiamò il suo amico Pistillo, che stava continuando la ricerca di semini non molto lontano. L’amico lo guardò a bocca aperta, e gli fece tanti complimenti. «Ooohh! Come sei grande, che bei colori e che bella casetta hai al piano di sotto. Vorrai ancora parlare con me, che sono così piccolino?»

«Ti voglio bene, piccolo o grande che tu sia» rispose Lillo guardandolo con affetto. «Ora puoi smettere di cercare una tana sottoterra, e se vorrai potremo stare tutti insieme. Chiama Birillo, Mordillo e Codillo e venite a vivere da me! Daremo una festa e inviteremo tutti gli abitanti del bosco: sarà l’inizio di tante nuove amicizie!»

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