11Gen
2016

La luna nello spazio

Fiaba di: Licia Calderaro

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La fiaba

Eccomi, sono qui. In questa immensa galassia circondata da miriadi di stelle lucenti. Meno male che ci sono queste ultime a farmi compagnia. Passo il mio tempo a rigirarmi su me stessa e poi a girovagare attorno ad un pianeta chiamato “Terra”.

Alcuni uomini provenienti da quel medesimo pianeta, hanno addirittura viaggiato migliaia di anni luce per venire da me, a vedere come sono fatta. Ho avvertito i loro piedi toccare la mia superficie, e per poco non scoppiavo a ridere quando ho visto il loro buffo abbigliamento, fatto di una tuta bianca munita da un casco protettivo.

Volavano leggeri con una bandiera tra le loro mani, e dopo aver piantato il loro vessillo su me, si sono sorrisi l’un l’altro soddisfatti. Da li, compresi che avevano portato a termine una missione importante. Viaggiare sulla luna!

Infondo che cosa ho di così speciale? Sono solo una palla rotonda piena di crateri. Non brillo nemmeno di una luce propria! Se non fosse il sole ad illuminarmi, resterei avvolta dalle tenebre! Eppure ho sentito uno di quegli uomini, credo si chiamino “astronauti”,  affermare che io sia il satellite della Terra! Un altro di loro, ha addirittura detto che ho un odore simile a quello della polvere da sparo.

Guardo e riguardo la Terra mentre continuo a rigirare attorno ad essa. Mi assale la curiosità. Anche io voglio scendere a visitare questo pianeta fatto di aria, terra e vegetazione!

Inizio a scendere lentamente, man in mano che mi allontano dalla mia postazione, noto che le stelle gigantesche si fanno sempre più piccole.

Ecco sono arrivata. È davvero stupendo qui! Non ho mai visto niente di simile in tutte queste ere, in cui ho vissuto nello spazio! Vedo che nel luogo dove sono scesa è sera, e sotto di me, giace un’immensa distesa d’acqua. Come si chiama? Ce l’ho sulla punta della lingua! Ah si, si chiama “mare”, ne ho sentito parlare tante volte.

Noto delle persone tuffarsi e farsi il bagno. Altri invece rimangono seduti a mangiare, ballare e cantare su quei granelli dorati, dove il mare si ferma e ritorna indietro. Che strano, non sono vestiti in maniera bizzarra come quegli astronauti. Certo che il pianeta Terra è davvero bislacco. Però non posso fare a meno di notare, di quanto la mia luce, presa in prestito dal sole, faccia un certo effetto quando la rifletto sul mare. Persino i terrestri ne sono affascinati. Si affrettano ad imprigionare questo spettacolo, con delle piccole scatolette che emanano a tratti dei minuscoli lampi accecanti. Anche quegli astronauti che sono venuti a trovarmi, avevano delle scatolette simili. Ho sentito che le chiamavano “macchine fotografiche” .

Adesso è giunto il momento di ritornare a casa. Risalgo con la stessa lentezza in cui sono scesa. Le stelle da piccole che erano diventate, sono tornate di nuovo ad essere delle gigantesche meteore. In questo momento è il sole a scendere sulla Terra, per poter regalare a quel pianeta un fenomeno chiamato “Alba”. Chi lo sa, magari un giorno tornerò e la rivisiterò. Se mi verrà concesso, tra un paio di anni, ci penserò io a regalare alla Terra un fenomeno ancora più affascinante : l’eclissi lunare!

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