21Nov
2016

La felicità di Babbo Natale

Fiaba di: Rosanna Marino

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La fiaba

Nella grande baita di Babbo Natale, ai margini del bosco, nonostante fosse notte inoltrata, brillava ancora una luce fioca attraverso le finestre del salotto. Il fuoco scoppiettava vivace nel camino come a voler rassicurare con la sua presenza, diffondendo un caldo tepore. Babbo Natale era seduto al tavolo e leggeva le numerose lettere inviate dai bambini, da ogni parte del mondo.

“Per tutti gli gnomi del bosco!”, esclamò all’improvviso a gran voce stropicciando la sua barba bianca.

Accorsero in fretta, Nick, Fred e John, suoi aiutanti fedeli. Sapevano, infatti, che quando Babbo Natale imprecava gli gnomi del bosco, qualcosa non andava per il verso giusto.

“Che cosa succede?”, chiese Fred preoccupato.

“Quest’anno mi rifiuto categoricamente di portare i regali ai bambini per la vigilia di Natale!”, borbottò il grande omone, ma in realtà celava male la sua bontà d’animo mentre volgeva il viso da un’altra parte. Lui adorava i bambini e si prodigava insieme alle sue renne affinché ognuno avesse un dono sotto l’albero per la notte Santa.

“E perché mai?”, affermò Nick cercando di scuoterlo.

“Cosa ti hanno chiesto i bambini con le loro letterine?”, volle sapere John.

“Ecco, è proprio questo il punto, nessuna bambina chiede una bambola, non c’è bimbo che vuole un trenino, un gioco di società, un pallone!”, spiegò Babbo Natale con l’aria triste ai suoi assistenti.

“Lo sapete cosa mi chiedono tutti?”, proseguì nel suo commento l’uomo delle nevi.

“Telefonini, videogiochi, computer!”

Babbo Natale era combattuto, non voleva lasciare i bambini senza un dono da scartare, ma non trovava via d’uscita al suo dilemma.

“Se almeno li vedessi contenti, invece no! Sono imbronciati perché non vincono la partita al gioco elettronico, rinunciano a fare una bella passeggiata e rimangono ore in casa davanti al televisore.”

“Che Natale è senza regali!”, affermò Fred pensando a una soluzione.

“Dormiamoci su, qualcosa ci verrà in mente!”, propose Nick saggio.

Babbo Natale si allontanò per augurare la Buona Notte alle sue renne, non andava mai a dormire senza controllare che stessero bene e non mancasse ad esse nulla. Fred approfittò del momento e suggerì ai suoi amici:

“Dobbiamo coinvolgere i bambini, in questa faccenda, chiederemo la loro complicità e li pregheremo di mandare nuove letterine con nuove richieste di giocattoli! Che ne pensate?”, propose Fred felice della sua genialità.

John e Nick fecero appena in tempo ad annuire, perché Babbo Natale nel frattempo era già rientrato dal suo giro d’ispezione e si stava dirigendo nella sua camera.

Il giorno seguente Fred e John si alzarono di buon mattino e con il preteso di fare compere, lasciarono Nick che ancora dormiva profondamente, aveva trascorso infatti una notte insonne a stilare la lista di tutti gli indirizzi dei bambini e Babbo Natale, ignaro del loro piano, a spaccare legna per il fuoco.

Con il prezioso aiuto delle renne, che correvano sulla neve più veloce della luce, ben presto i due aiutanti di Babbo Natale riuscirono a visitare tutti i bambini e a convincerli a cambiare la loro richiesta di regalo per Natale.

Diversi di loro rimasero sorpresi, altri ancora rattristati, ma infine, pur di non ricevere alcun dono aderirono tutti all’inconsueta iniziativa di Fred e John.

“Bentornati, non ci speravo più! Cosa mai avete acquistato per rincasare così tardi?”, stava chiedendo Babbo Natale a John e Fred, mentre apparecchiava per la cena.

“In realtà abbiamo acquistato ben poco”, rispose Fred astuto “ci siamo fermati a riparare la slitta a dovere, così sarà efficiente quando andremo a consegnare i regali per Natale!

“Hm.., vedremo!”, tagliò corto Babbo Natale.

Nick per farsi perdonare di essersi alzato in tarda mattinata, era andato nel bosco a raccogliere castagne e le aveva arrostiste sul fuoco. La serata trascorse spensierata fra un cucchiaio di zuppa e una caldarrosta. Di tanto in tanto una strizzatina d’occhio prudente incoraggiava gli autori di questa incredibile impresa.

Trascorse del tempo e dopo alcuni giorni incominciarono a fioccare letterine da ogni dove. Babbo Natale meravigliato le apriva a una a una e rimaneva stupefatto e compiaciuto del loro contenuto.

“Nick, Fred, John diamoci da fare, bisogna portare i doni ai bambini per Natale!”, annunciò gioioso Babbo Natale.

I tre amici furono ben felici di essere riusciti a smuovere la questione e come ogni anno si apprestavano a svolgere con diligenza il proprio compito. Babbo Natale con Nick tirava fuori dal grande magazzino ogni singolo dono destinato ai bambini. A Fred e John invece era affidata la mansione di incartare i regali con le svariate carte colorate e nastrini.

“Il gioco del Monopoli per Ludovico, un trenino per Amir, delle racchette da tennis per Janet.!”, elencava Babbo Natale man mano che poggiava i pacchi per l’imballaggio sul grande banco da lavoro.

Canticchiando e fischiettando subito arrivò la vigilia di Natale. Tutto era pronto!

Partirono ancor prima del sorgere del sole con le slitte cariche di pacchi, trainate dalle agili renne.

Dall’Arabia in Inghilterra, dall’Italia in Australia percorsero il mondo intero in lungo e in largo, volando nel cielo veloci come un lampo!

Quando anche l’ultima bambina, Charlotte , ebbe ricevuto il suo dono, Babbo Natale si soffermò incuriosito dietro la finestra e vide la bambina insieme alla cugina Emily realizzare dipinti con gli acquerelli ed i pennelli contenuti nel pacco appena scartato. E dire che fino al giorno prima, Charlotte ed Emily, bisticciavano per un non nulla rincorrendosi in casa seguite dal gatto. Babbo Natale si allontanò silenzioso e soddisfatto.

In casa di Ludovico, invece, i ragazzini erano molti di più! Ludo dovette racimolare un po’ di giocatori per una partita a Monopoli ed invitò i suoi vicini di casa, con i quali si salutava appena.

Impiegarono un paio d’ore, prima di proclamare un vincitore assoluto, ma tutti insieme non si divertivano a quel modo da tanto tempo e di questo furono grati a Babbo Natale.

In America Janet eseguiva dei tiri solitari con la racchetta da tennis, nel giardino antistante la casa, quando s’avvicinò Mary la sua compagna di classe. Fra le due ragazze c’era sempre un po’ d’attrito, ora perché si contendevano un ragazzo, ora perché una era più brava dell’altra. Mary non parlò, prese la racchetta gemella ed incominciarono a battersi e sfidarsi a colpi di dritti e rovesci. Quando sfinite si sdraiarono sull’erba, benedissero in cuor loro quel gran uomo con il lungo mantello rosso.

Babbo Natale poteva ritenersi davvero contento di come, attraverso giochi semplici, era riuscito a riappacificare molti bambini. Mancava solo Amir, lo osservava attraverso la sua sfera magica. Il bambino non aveva neppure scartato il suo dono, giaceva ancora lì sotto l’albero. Amir avrebbe voluto un videogiochi tutto per sé per non doverlo dividere con suo fratello Omar.

“Venite, venite un po’!”, esultò Babbo Natale entusiasta ai suoi collaboratori.

I due fratelli avevano montato insieme il lungo tragitto del trenino per tutta la stanza, ed ecco ad un tratto, vagoni luccicanti trainati da una fiammeggiante locomotiva fare capolino in mezzo ai cuscini che parevano montagne, fra i piedi di un tavolino, da sotto l’armadio.

Omar e Amir trascorsero insieme l’intero pomeriggio riscoprendo la gioia di giocare insieme.

I calici di Fred, John, Nick e del grande omone tintinnavano per la riuscita dell’ardua impresa, ma soprattutto per la felicità di Babbo Natale.

 

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