11Mar
2011
fata_flora

Fiore e la regina luna (terza parte)

Fiaba di: marzia.o

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La fiaba

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Una dolce melodia invase la camera fiorita di Fiore. La bambina fatata si alzo e guardò al di là della balaustra, e lo spettacolo che la colse fu incantevole, le fate dei fiori danzavano da un fiore all’atro le farfalle volavano al ritmo della dolce musica, guardo le nuvole tinte un delicato oro, e i fiori dai colori sgargianti, Fiore ricordò cosa aveva detto la regina Luna aveva detto “Ciò che è nascosto si mostri, che la porta del mondo fiorito appaia, e che la fata dei fiori possa entrarvi per dargli nuova vita”; Fiore si chiese cosa la regina intendesse con nuova vita, sembrava tutto così perfetto, poi guardò meglio e noto che solo i fiori appena nati erano belli, quelli che avevano qualche ora erano già scoloriti e stavano perdendo i petali, sentì nel cuore un intensa tristezza, lei era la fata dei fiori, al meno era quello che lei aveva capito, dalla formula pronunciata dalla regina.

Stava ancora riflettendo su quelle parole quando una delle piccole fatine le si avvicinò e le sussurrò:«Vieni a ballare con noi», poi con la sua piccola manina prese un dito tirandola, subito altre fatine seguirono il suo esempio, Fiore le segui docilmente e non appena fu in mezzo al loro i suoi piedi cominciarono a muoversi sotto l’incantesimo della musica del dolce flauto.

 

Fiore non si accorse che mentre ballava una polvere argentea cadeva sui fiori sull’erba smeraldina e quando raggiunse il lago volo e danzo sulle ninfee, quando la musica cessò e lei smise di ballare i fiori che lentamente stavano morendo erano tornati a nuova vita, le fatine dei fiori e delle ninfee ancora intorno a lei volavano felici e ridenti, Fiore posò i piedi scalzi sul morbido tappeto di trifoglio e si guardò attorno e fu felice di vedere cosa aveva prodotto la sua danza, ad un tratto vide avanzare verso di lei un ragazzino, aveva circa la sua età, il ragazzino aveva in mano il flauto, i suoi abiti erano color verde, i suoi occhi erano marroni mentre i capelli erano neri, il ragazzino fece un inchino poi le disse:«Ciao io sono Fiore, vengo dal villaggio dei fiori, io sono stata portata qui dalle fatine per incontrare la regina Luna, quando lo incontrata le ho domandato cosa volesse e lei mi ha risposto che mi avrebbe raccontato tutto quando anche gli altri bambini incantati sarebbero giunti, oltre te cerano altri due bambini?».«Si, una viene dal paese Caldarello, sembra simpatica, l’altro viene dal paese del ghiaccio, ma non ha fatto che lamentarsi tutto il tempo, quando il suo gruppo si è unito ai nostri due».«Capisco», si limitò a dire Fiore.

Fiore stava ancora riflettendo su cosa le aveva detto Monter, quando vide arrivare la sua piccola amica Filù che la invitava a raggiungere la regina Luna.
Fiore e Monter seguirono Filù che tutta eccitata annunciò che la regina Luna era pronta a spiegare perché aveva fatto tornare i quattro bambini incantati. Il grande salone era pieno delle creature del paese incantato, i folletti correvano da tutte le parti facendo piccoli dispetti ai presenti, gli elfi guardinghi si tenevano pronti a difendere gli abitanti del paese magico, gli gnomi preparavano sedili e tavoli, mentre le loro spose posavano vassoi pieni di leccornie per i presenti, le fatine dei fiori e delle ninfee volavano qua e la chiacchierando allegramente; Fiore conobbe gli altri bambini, e come Monter le aveva detto la bimba che proveniva dal pese Caldarello era simpatica, il suo nome era Orchidea e come Fiore aveva le ali, ma non assomigliava alla regina Luna, Il bambino che veniva dal paese ghiaccio, dopo d’averla squadrata da capo a piedi cominciò a protestare che voleva tornare a casa sua, che non gli importava nulla di cosa volesse la regina e di perché l’armonia della natura e della magia stesse andando a rotoli, quando si fermò per prendere fiato Fiore riuscì a chiedere quale era il suo nome, ed egli rispose che era Icicle e ricominciò a lamentarsi, ad un tratto la regina Luna apparve circondata da un bagliore lunare, la sala cade nel silenzio.

La regina si guardò attorno poi fece cenno ai quattro bambini di avvicinarsi, Fiore, Monter e Orchidea le si avvicinarono in silenzio mentre Icicle ricominciò a protestare, tanto che alla fine Fiore gli disse di stare zitto, il silenzio torno, e un attimo dopo la voce angelica della magica regina risuonò nella sala del castello incantato.

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