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L’ agnellino sperduto

Agnellino bianco e lupo grigio seduti insieme in una radura illuminata dalla luce calda del tramonto

C’era una volta un piccolo agnellino dal manto soffice e bianco come la neve. Si chiamava California, un nome strano per un agnellino, ma la sua mamma diceva sempre che dentro di lui c’era un’anima libera, grande come il cielo.

California viveva in un villaggio circondato da colline verdi, dove il sole accarezzava l’erba e il vento raccontava storie tra gli alberi. Ma quel villaggio nascondeva anche una verità che il piccolo agnellino aveva iniziato a capire troppo presto.

Un giorno sentì gli uomini parlare.
«Questo sarà perfetto per la festa…» disse uno di loro.

California non capiva tutto, ma capiva abbastanza. Il tono, gli sguardi… e soprattutto la paura che sentiva crescere dentro di sé come un temporale.

Quella notte, mentre tutti dormivano, il piccolo agnellino prese una decisione.
Scappare.

La fuga

Il suo cuore batteva forte mentre correva tra i recinti, scivolando tra le ombre e attraversando un piccolo varco nella staccionata.

Non si fermò.

Corse oltre il villaggio, oltre i campi… fino a quando si ritrovò davanti a un bosco fitto e silenzioso.

Non era mai stato lì.

Le foglie sussurravano, i rami scricchiolavano, e ogni rumore sembrava un pericolo.

«Mamma…» sussurrò tremando.

Ma indietro non poteva tornare.

E così entrò.

Il bosco sconosciuto

Il bosco era diverso da tutto ciò che conosceva. L’aria era più fredda, i colori più scuri, e il silenzio sembrava osservare.

California si nascose dietro un cespuglio quando vide un uomo passare tra gli alberi.

Lo osservò da lontano.

L’uomo raccoglieva legna, parlava da solo, a volte si fermava a guardare il cielo. Non sembrava cattivo… ma California non si fidava.

Aveva imparato che gli uomini potevano sorridere… e poi fare del male.

«Perché fanno così?» si chiese.

Non trovò risposta.

Un incontro inatteso

Una sera, mentre cercava qualcosa da mangiare, sentì un rumore alle sue spalle.

Un passo lento.

Pesante.

Si voltò… e lo vide.

Un lupo.

Grigio, con il pelo arruffato e gli occhi stanchi. Non era giovane, non era feroce come nelle storie.

Era… diverso.

California rimase immobile.

Il lupo lo guardò a lungo.

Poi disse, con voce calma:
«Se volessi mangiarti… lo avrei già fatto.»

L’agnellino tremò.

«Ti… ti prego… io non voglio morire…»

Il lupo sospirò e si sedette.

«Neanch’io volevo diventare ciò che sono,» disse. «Mi chiamo Burney.»

California lo guardò con occhi pieni di paura… ma anche di curiosità.

«Io sono California…»

Un’amicizia impossibile

I giorni passarono, e qualcosa di incredibile accadde.

Burney non fece mai del male a California.

Anzi, lo proteggeva.

Gli mostrò dove trovare acqua, quali erbe mangiare, dove nascondersi quando sentiva pericolo.

«Perché mi aiuti?» chiese un giorno California.

Il vecchio lupo abbassò lo sguardo.

«Perché il mondo è già abbastanza crudele… non voglio esserlo anche io.»

California si avvicinò piano.

Per la prima volta, non aveva paura.

La verità sugli uomini

Un giorno, nascosti tra gli alberi, osservarono di nuovo l’uomo.

Stava lasciando del cibo vicino a una radura.

«Per chi è?» chiese California.

Burney lo guardò.

«Per me.»

California rimase sorpreso.

«Ma… allora non è cattivo!»

Burney annuì lentamente.

«Non tutti lo sono. Alcuni distruggono… altri cercano di rimediare.»

California guardò l’uomo con occhi diversi.

Forse il mondo non era solo bianco o nero.

Forse… era fatto di scelte.

Il pericolo

Un giorno, però, il villaggio arrivò nel bosco.

Uomini.

Rumore.

Fucili.

«C’è un lupo qui!» gridavano.

Burney capì subito.

«Devi scappare, California.»

«No! Vieni con me!»

Il vecchio lupo scosse la testa.

«Io sono il loro bersaglio. Tu sei libero.»

California pianse.

«Tu sei mio amico…»

Burney gli leccò la testa con dolcezza.

«E tu sei la prova che anche ciò che sembra impossibile… può diventare reale.»

La scelta

California non scappò.

Rimase.

E quando gli uomini arrivarono, uscì allo scoperto.

«Fermatevi!» sembravano dire i suoi occhi.

L’uomo che portava il cibo riconobbe Burney… e poi vide l’agnellino.

«Aspettate!» gridò agli altri.

Ci fu silenzio.

Un lungo, fragile silenzio.

«Guardate…» disse piano. «Se fosse pericoloso… quell’agnellino non sarebbe vivo.»

Gli uomini si guardarono.

Poi, lentamente… abbassarono le armi.

Un nuovo inizio

Da quel giorno, qualcosa cambiò.

L’uomo continuò a portare cibo.

Burney non fu più cacciato.

E California… trovò il suo posto nel mondo.

Non più nel villaggio.

Non solo nel bosco.

Ma in un luogo fatto di fiducia, coraggio… e amicizia.

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