03Mag
2014
osteria-speranza

L’osteria della Speranza

Fiaba di: Alessandro Gioia

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La fiaba

Buona sera signor Cameriere,
ho sentito dire che qui si mangia bene.
“Prego, egregio cliente cosa desidera?

Qui siamo famosi per la Speranza al sugo, la serviamo al dente!”
Ma davvero, allora son giunto nel posto giusto,
gradirei provare ogni pietanza, se è di gusto.

“Ma certo, nessun problema, signor sconosciuto,
noi serviamo ogni piatto, dal manzo al prosciutto.”

Come inizio gradirei un antipasto di Serenità, se a lei va bene,
con salame, pancetta e melanzane sott’aceto,
infine un po’ di Gioia e di Rispetto con formaggio e gorgonzola.

“Ottima scelta, è il piatto più ricercato, si sa, la vita è piena come un raviolo.
Questi prodotti noi li compriamo al mercato,
freschi, genuini ogni mattina presto, quando le persone
hanno ancora un sorriso in viso.

Ma quel mercato, deve sapere,  spesso è birichino,
e non è certo per dispetto. Vende assai di rado i sogni,
e quando capita, un sacco di soldi all’etto.”

Lo sa che mi ha convinto, i Sogni mi van bene come primo, mi faccia preparare un bel bucatino,
e da una settimana che non provo, ad esempio, i Sogni all’Amatriciana e di rosso un po’ di vino.
” Beato lei, signore, se mi permette, io, i Sogni, quando li cucinano in cucina,
e poi li porgo a tavola, non li vedo. Mi mettono le bende agli occhi per non vedere,
il mio amico cuoco dice che fanno tanto male, ma non ci credo, non gli do retta,
allora che faccio…ciò che resta la sera, preparo di questi sogni pasticcini con aggiunta di farina,
non me ne voglia, e li regalo, mettendoli sotto il cuscino, ai miei piccoli bambini.”

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