10Ott
2013
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Claudia, una papera vanitosa

Fiaba di: Alessandra Barbuta

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La fiaba

Nel paese di Paperonia era una giornata d’estate calda e luminosa. Claudia si stava riposando sdraiata comodamente su una foglia di loto e, facendosi cullare dall’acqua dello stagno, era intenta a leggere il suo libro di cucina preferito; di tanto in tanto si specchiava nell’acqua per ammirare la propria bellezza e per controllare che tutte le sue piume fossero perfettamente in ordine.

Quel giorno era il suo compleanno: si era dimenticata che aveva invitato a casa sua gli amici del laghetto lì vicino per un party serale. Ma il tempo stringeva: bisognava ancora fare la spesa, occuparsi dei preparativi, addobbare la casetta e lei, di fare tutte queste cose, proprio non ne aveva voglia! Era sempre stata molto pigra e viziata! Si sdraiò su un’amaca e decise che gli impegni avrebbero potuto aspettare: ora era meglio rilassarsi e schiacciare un bel pisolino.

E pensò: “Chiederò agli amici di occuparsi di tutto; racconterò che non ho avuto tempo di cercare da mangiare per loro, che sono stata aggredita da una feroce biscia d’acqua, tanto hanno sempre creduto alle mie bugie…” e sbuffando, si addormentò.

Quando si svegliò, il sole era quasi calato. “E’ tardissimo” urlò. Era affamata, allora in fretta e furia andò in cerca di  lombrichi e vari tipi di erbette di cui era ghiotta e poi corse a casa.

Dovete sapere, cari bambini, che la nostra Claudia era molto apprezzata per la sua straordinaria bellezza ed eleganza. Era diventata famosa in ogni luogo perchè tre anni prima si era aggiudicata il primo premio al concorso Paperopolis per le piume più candide e soffici della contea. Aveva tantissimi amici: tutti amavano essere fotografati accanto a lei sulle riviste più lette; spesso la accompagnavano ai concorsi di bellezza nella speranza di diventare famosi anche loro o la aiutavano a sbrigare le faccende di casa e le commissioni più onerose in cambio di un po’ di successo.

C’erano poi le rane Cri e Cra che le facevano da guardie del corpo, il grillo Aladino che si occupava della sua immagine e non dimentichiamo il girino Renato che era il sarto di fiducia e le confezionava abiti bellissimi che le calzavano a pennello.

Claudia non poteva proprio lamentarsi: nella sua vita andava tutto a gonfie vele: lavorava poco, guadagnava tanto e tutti le volevano bene!

Ma quella sera, mentre tornava a casa … all’improvviso il cielo si fece buio e tempestoso. Uno stridio assordante spaventò la povera paperella, che d’un tratto inciampò in una buca e sporcò le sue splendide piume.

Cominciò a diluviare: tuoni, fulmini, saette …… ma cosa diavolo stava succedendo? La povera papera vide volare verso di se’ una creaturina con due ali che parevano d’oro e con il capo nascosto sotto un ombrellino luccicante.

“Claudiaaaaa” chiamò la vocina mentre si avvicinava,  “Ora a casa dovrai andare, e la verità avrai da raccontare; or se tu non lo farai, stai pur certa, saran guai; han le bugie le gambe corte, troverai chiuse tutte le porte.

Mi presento: sono Lina, ti saluto … a domattina…”e con la sua bacchetta magica di cristallo, agitando le piccole ali preziose, volò via.

La papera si rialzò e proseguì la via di casa. Ad attenderla sull’uscio, come previsto, c’erano tanti amici.

“Ciao amici miei, eccomi!” gridò.

“Ma cosa succede??? domandò la cicala Alice. “E tu chi sei!?” chiese Ernesto , il pettirosso.“ Ragazzi, andiamocene di quiiii” gridò il papero Piero. Con Claudia non era rimasto più nessuno.

“Amici, cosa state dicendo? Sono io, sono Claudia, la vostra Claudia. Fermatevi, posso spiegarvi tutto … sono caduta in un fosso mentre tornavo dallo stagno del grande albero. Sono stata anche aggredita da una feroce biscia d’acqua nello stagno. Ora mi do’ una bella ripulita mentre voi andrete a caccia di cibo e festeggeremo alla grande!”. Ma gli amici alzarono le spalle e se ne andarono via furiosi.

La nostra amica non capiva: non era mai successo che si comportassero così, proprio quegli amici che l’avevano sempre adorata … allora dopo poco provò a bussare alle porte delle case di ciascuno di loro, ma nessuno le aprì.” Sei bugiarda, vattene!” disse uno. “Sei brutta!” aggiunse un altro. “Hai le ali nere come pece e il becco del color del catrame” disse Aleandro, il martin pescatore. “Sei solo una stupida papera vanitosaaa!” urlò un altro.

“Brutta io? Bugiarda? Vanitosa? Bene, gliela farò pagare” disse tra sé e sé e si incamminò. Entrò in casa e  … oh santi Numi!!!  “E quella chi era mai?”.

Eh già bambini … l’immagine che la papera vide nel suo specchio era orrenda: la libellula Lina aveva trasformato la più bella papera di tutti i tempi in un essere brutto e spennacchiato”.

Claudia cominciò ad agitarsi, a piangere, a gridare aiuto…non poteva essere lei quell’orrendo mostro nero! Ormai si era fatta l’alba, quand’ecco che … apparve la magica libellula Lina.

“Le bugie han le gambe corte, erano chiuse tutte le porte; la bellezza non è essenziale, altre doti devi coltivare …”.

Claudia finalmente aveva capito: i suoi amici stavano con lei solo per la sua bellezza e per raggiungere la celebrità; in realtà non le volevano bene. E come avrebbero potuto volergliene, dal momento che lei non aveva mai cercato di farsi apprezzare per altre doti, come la sincerità? Proprio lei, abituata a dir sempre e solo bugie a tutti?

Da quel giorno la nostra amica imparò ad essere leale, sincera, fedele e capì anche che essere così vanitosa le avrebbe creato solo tanti guai. Chiese scusa a tutti gli amici ed organizzò una bella festa per loro nello stagno vicino al prato dei giunchi fioriti.

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