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Inseguimenti nel bosco // Vocenovella

Fiaba pubblicata da: GiamPiero Brenci

Miei arguti Lettori, in questo momento non vorrei essere qui ove sono!  Ma se non fossi qui chi vi narrerebbe queste Istorie che hanno per protagonisti il Peste, la Franca, il Nonno, il Medoro e Sacco di Pulci?

Ma è altresì vero che ci siano dei limiti di pericolo oltre il quale il sottoscritto gradirebbe non andare… Anche considerando la misera paga che mi corrispondete!

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La vocenovella

Il testo originale

Miei arguti Lettori, in questo momento non vorrei essere qui ove sono!  Ma se non fossi qui chi vi narrerebbe queste Istorie che hanno per protagonisti il Peste, la Franca, il Nonno, il Medoro e Sacco di Pulci?

Ma è altresì vero che ci siano dei limiti di pericolo oltre il quale il sottoscritto gradirebbe non andare… Anche considerando la misera paga che mi corrispondete!

< Ma s’arresti or l’inutile cianciare che l’azione urge! –  come suole tuonar, prima della battaglia,  il noto Capitano di Ventura Giangiacomo di Fortebraccio e Fortecuore.

Questo è quanto ci sta accadendo: improvvisamente dietro il carro trainato, sulla via che scavalca le montagne, sono comparsi dieci feroci ladroni di strada.

Quei signori intendono raggiungerci, fermarci, derubarci…. O peggio!

Abbiamo gettato le merci di minor pregio per alleggerire il carro e con uno sforzo immane Sacco di Pulci ha raggiunto il bordo del bosco, che ci offre un momentaneo paravento.

Ed ora metteremo in atto il piano elaborato, in pochi frenetici minuti, dal Nonno ed il Peste.

Devo dirvi, miei arguti Lettori, che non ho ben compreso cosa andremo a fare? No? Hm..  Ignoro la vostra risposta, scontata per altro, e vado oltre che i ladroni stanno arrivando!

Svincolato il cavallo dal carretto gli assicuriamo sulla groppa due sacchi contenenti la merce più ‘interessante’. In un sospiro, il Nonno e il Sacco di Pulci scompaiono nel bosco.

Il Peste, il Medoro ed il sottoscritto avviano  l’operazione “Confondiamogli le idee”; così battezzata dal delizioso fanciullo magro e biondiccio che oramai dovreste ben conoscere……..  Come se fosse possibile, però, ‘conoscere’ questo terremoto!

Io esco dal riparo recando in spalla una cassettina, dall’aspetto prezioso, questa visione scatena la gioia di quei  signori che frustano vigorosamente i loro cavalli lanciando urla terribili e prendendo a far roteare bellicosamente le loro daghe.

Bene, direste voi…. Male, malissimo dico io!

Mi pare che il piano del Peste stia riscuotendo un successo che va oltre le aspettative…

Perché me ne lamento, miei coraggiosi Lettori? Ma dovete capitare tutti a me?

gp-peste< Credo che ora ti ammirino, Pellegrino, al punto tale che ti seguiranno come se tu fossi una piacente fanciulla! – esclama il Peste aggiustandosi il basco: – Ci converrà muovere le gambe e di gran fretta, non credi? – ed incita il Medoro a precederci.

In un attimo ci mettiamo a correre tra gli alberi facendo un tal fracasso che anche un ladrone sordo non avrebbe difficoltà a seguirci.

Ma non certo a cavallo che gli alberi ed i cespugli sono anche troppo fitti per questo!

Il loro vantaggio si annulla ed ora comprendo che il piano del Peste non sia proprio stupido… Come dite, arguti Lettori?  Che voi lo avevate già compreso ed intuito? Hm…..

Medoro alla Vostra affermazione volge la testa e mi guarda con un sopracciglio sollevato. Pare voglia farmi sapere che non vi crede poi molto!

Poi torna alla sua attività: trovare dei passaggi che ci permettano di tenere a distanza i miei “ammiratori”. Devo aggiungere che non intendo ricambiare il loro affetto? No? Bene.

Quando giungiamo su una cresta rocciosa, che emerge dall’abbraccio degli alberi, sostiamo un attimo per guardarci d’attorno.

gp-nonnoAlla nostra destra, in lontananza, ho la visione fugace di un cavallo carico e di un Nonno arzillo che, ogni attimo che passa, sono sempre più distanti portando al sicuro la merce ‘interessante’ che trasportiamo.

Il bosco nel quale riprendiamo a muoverci è ancor più fitto ed ha degli scoscendimenti ove sarebbe molto facile cadere e procurarsi qualche danno. E un capitombolo potrebbe anche danneggiarci la testa, ma questa è l’ultima delle mie preoccupazioni che io son ‘tardo’ di cervello… Cosa che già sapete, nevvero?

Peste mi fa cenno che questo sia il momento per seminare una ‘traccia’.

Dalla cassetta estraggo una sciarpa da Monna di seta variopinta che s’agita ad ogni sospiro di lattante. Indumento che dispongo, con un certo rammarico, su un ramo come se vi fosse finita accidentalmente. E, poi, via, dietro la coda del Medoro.

Le espressioni dei miei ammiratori si levano alte, poco dopo, quando rinvengono il prezioso tessuto, ed una voce cavernosa ci raggiunge :

gp-medoro< Se vi fermate, malnati, mi accontenterò di prendere  solo delle vostre cose! – e poi con stizza aggiunge: –   Se non vi fermate vi sventrerò e vi lascerò, con le budella a penzoloni, in pasto ai cani selvatici! –

Nessuno di noi due sottolinea il suo ‘bisticcio’: se non ci fermiamo avrà qualche difficoltà a dar seguito alla sua minaccia e me ne dispiace, e molto,  per i cani selvatici della zona!

Come dite miei arguti Lettori che voi non v’impietosite per la fame dei cani della zona?

Me ne compiaccio, ma il fragore prodotto dagli inseguitori aumenta: guadagnano terreno!

Il Medoro, ‘guidato’ dal suo fiuto infallibile, ci consente di evitare uno scoscendimento vertiginoso, celato in gran parte da rigogliosi cespugli di rovi.

Le imprecazioni che esplodono, poco dopo , ci dicono che qualcuno vi sia caduto….

A proposito, miei arguti Lettori, non sta mica bene ridere delle disgrazie degli altri!

Anche se, come vostro Narratore, mi vedo costretto a riportarvi l’annotazione del Peste:

gp-peste< Pellegrino, quel tipo s’è invaghito di te al punto di sedersi sui rovi,  di dolersene grandemente, di strapparsi le spine dalle carni, ma di non desistere dall’inseguirti! –

Ed io, da ‘tardo’ quale sono, me ne taccio e bado ad allungare il passo che sento un po’ d’affanno.

E poi, al Peste cosa potrei ribattere?

Un corno suona lugubre più avanti alla nostra sinistra. E prima che io apra bocca:

gp-peste< Ce ne ha messo di tempo! Ha mandato qualcuno a tagliarci la strada ed ora  ci stanno chiudendo in trappola – esclama il Peste estraendo il suo flauto da cui trae un paio di note lunghe, sottili e penetranti che paiono, quasi, un richiamo.

Medoro ci ha portanti nella zona più intricata del bosco, ma incalzati da tergo e di fronte finiremo con l’essere bloccati e catturati.

La nostra fuga è quasi terminata… Bene ne verrà, dunque, ai cani della zona?

L’Elfo che ci compare d’innanzi calza uno zuccotto verde vivo, ha gli orecchi a punta, gli occhi vispi e l’espressione che rende quella del Peste quasi angelica.

L’essere, con un flauto simile a quello del Peste, emette un suono sottile. Come se fosse la cosa più logica del creato! E tutto questo mentre il fragore degli inseguitori s’avvicina!

E, poi, miei arguti ed attenti Lettori, non avevamo stabilito nell’istoria “Credere alla fiabe del bosco? “ che questi esseri non potessero esistere? E, allora?

Qui si continua a corbellare un povero Pellegrino tardo di cervello? E su, via!

L’Elfo con un ghignetto indisponente, che strapperebbe uno scapaccione ad un Santo sull’altare, accarezza il testone del Medoro e con un volteggio da cavallerizzo gli salta in groppa. E il meticcio lo lascia fare con regale indifferenza.

L’Elfo ci porta in una piccola radura, poi fruga nella sua sacca e ne estrae un’ampolla grande come una noce. Il Peste mi avverte con uno squillante:

gp-peste< Mettiti la sciarpa d’innanzi al naso, Pellegrino, che questa polvere è pericolosa! –

Eseguo mentre l’Elfo lancia in aria il contenuto dell’ampolla. Preda delle correnti d’aria la polvere si muove  come fa il pulviscolo sottile in un raggio di sole.

Tre omaccioni compaiono , fracassando i cespugli nella foga dell’inseguimento.

Ora sono a meno di dieci passi da noi e, se non fosse per la sciarpa, domanderei al Peste e al suo amico se sia loro intenzione suicidarsi affrontando le daghe di quei tipi!

Tutta la nostra fatica per sfuggir loro è andata all’inferno tra i Belzebù incarogniti!

Il ladrone che precede gli altri, ci fissa allibito, poi ride fragorosamente e fa sibilare la daga.  Lancia un urlo selvaggio e si slancia su di noi.

Ma si ferma di botto imitato dai suoi due scagnozzi. Le loro espressioni feroci passano, in un baleno, all’incredulità, all’incomprensione ed infine ad un certo timore. Poi tutti e tre prendono a menare, con ansiti gutturali,  fendenti feroci all’aria…

Non ho dubbi, miei Lettori, che potrebbero staccare un braccio ad un uomo robusto con ognuno di quei colpi che fanno grandinare ora a destra e ora a sinistra.

Poi lasciano cadere le loro armi, si volgono ed ululando rientrano nel bosco.  Chiedono istericamente aiuto ai compari, ma i rumori ‘schiantati’ indicano che la fuga è generale! Rapidamente il fragore si dissolve e si dispiega il respiro del bosco..

gp-peste<  E’ una polverina ottenuta da una specie di funghi che solo i conoscitori delle erbe e delle loro proprietà, come gli Elfi e i Nani Erba,   sono in grado di trovare.

Chi la respira vede cose che non ci sono, se non ne la sua mente – borbotta il Peste con aria saputa – Secondo il Nonno, che ne sentì parlare in un viaggio in oriente, si chiamerebbe polvere ‘allucinante’. E più chi la respira è violento e più terrificanti sono le sue visioni. Animali feroci, streghe, belzebù, basilischi e corbellerie simili….-

Ora, miei arguti Lettori, non so cosa mi trattenga dal percuotere il fanciullo che si ostina a corbellarmi ritenendomi solo un ‘tardo’ di cervello ed un povero Pellegrino!

Mi mancava anche la polvere magica “allucinante”…

Però devo ammettere che debba proprio funzionare, questa polvere!

Pensate che mi ha fatto ‘vedere’ un Elfo con un flauto ed  che ho sentito nuovamente parlare del Basilisco!

Già, perché l’Elfo è scomparso… Anzi, forse, non è mai esistito e noi siamo finiti, per puro caso, a calpestare qualche fungo che produrrebbe questa polvere “allucinate”. O, no?

Peste ha preso a soffiare nel suo flauto e, accompagnato dal Medoro, s’incammina per ricongiungersi al Nonno e a Sacco di Pulci. Pensieroso e dubbioso li seguo.

Ah, miei arguti Lettori, non fatevi trarre in inganno….. Quel suono sottile di flauto che fa da contrappunto a quello del Peste non è null’altro che un eco!

Ed io, povero Pellegrino, mi faccio carico di tirarmi dietro un cavallo sparuto che uno dei ladroni, forse inseguito da un Basilisco che gli mordeva le chiappe, ha lasciato orfano!

E tutti sanno che non si debbano abbandonare gli animali domestici!

Alla prossima, forse!

***

Le immagini sono gentilmente fornite da Rubens Fogacci e Gabriele Brenci

© VoceNovella ideata e realizzata da  GiamPiero Brenci www.basiliscohistory.it e recitata da Edoardo Camponeschi che pubblica con Menestrandise Audiolibri Indipendenti i 13 episodi delle < VociNovelle Nel Bosco>

L’Autore pubblica  < ISTORIE DI UN BASILISCO > con la Maglio Editore



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